Quelli che si vergognano di stare insieme

Foto © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

Walter Veltrioni mette il dito nella piaga della catastrofe politica giallorossa: i Cinque Stelle non vogliono governare con il Pd e con Matteo Renzi. E sono ampiamente ricambiati. Come si può pensare di guidare un Paese come l’Italia in queste condizioni?

“Fa impressione che sia nel governo precedente, sia in questo i contraenti del patto di governo dicano: io non volevo farlo”. Il governo naturalmente. Walter Veltroni adesso fa un altro mestiere: lo scrittore, oltre che il giornalista. Li ha fatti anche in passato, ma è stato anche un esponente politico di primo livello: sindaco di Roma, primo segretario del Pd, vicepresidente del consiglio di Romano Prodi, ministro della cultura e tanto altro ancora.

Valter Veltroni ospite a diMartedì su La7

Veltroni è quella che si definisce una riserva della Repubblica e infatti il suo nome è tra i possibili candidati al Quirinale fra tre anni. Ma ieri sera, ospite a DiMartedì, Walter Veltroni ha fatto un’analisi che il centrosinistra farebbe bene a tenere in grande considerazione.

Affermando: “In Europa la situazione è drammatica, nella maggior parte dei Paesi europei c’è una situazione di instabilità politica. Noi siamo costretti ad avere governi tra forze che sono tra di loro molto diverse. Non si fanno i governi sulla paura di qualcuno, si fanno i governi per cambiare il proprio Paese e per rendere la vita di chi soffre migliore. Se si vuole andare verso questa direzione M5S e Pd si devono parlare un linguaggio di verità. Se il Paese percepisce che questa è un alleanza fatta per non fare le elezioni non basta“.

Matteo Renzi © Imagoeconomica, Valerio Portelli

Il padrone di casa, Giovanni Floris, ha sintetizzato: “Sembra che si vergognino di governare l’uno con l’altro”. Non sembra, si vergognano proprio. Il Movimento Cinque Stelle si vergogna di stare al Governo con il Partito Democratico di Nicola Zingaretti e, soprattutto, con Italia Viva di Matteo Renzi. L’appello di Beppe Grillo a Napoli non è servito, perché alla fine è Luigi Di Maio che guida il Partito in Parlamento, anche se deve fare i conti con moltissimi dissidenti. Matteo Renzi si vergogna di sostenere la stessa maggioranza di Di Maio e di stare quindi con i Cinque Stelle. Il Pd di Nicola Zingaretti ha provato a far capire agli alleati (?) che così non si va da nessuna parte, ma adesso deve preoccuparsi della tenuta del suo Partito.

Poi c’è tutto il resto: Renzi che consuma la scissione dopo che il Pd lo aveva assecondato proprio sul punto del Governo con i Cinque Stelle. Gli ex ministri pentastellati (come Barbara Lezzi) che attaccano un giorno sì e l’altro pure Luigi Di Maio e Giuseppe Conte. Una manovra economica zeppa di micro tasse. La sconfitta durissima in Umbria e l’avanzata del centrodestra. Infine, l’Ilva. Servirebbe una maggioranza forte, granitica, entusiasta, con una visione programmatica. Invece si vergognano di stare insieme.

Aridateci Veltroni.

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