Quell’interruttore dell’alleanza che Pompeo non spegnerà

Ha l’interruttore in mano. Ma non vuole premerlo. Preferisce tenere accesa l’alleanza che da due anni governa la Provincia di Frosinone tenendo insieme Pd e Forza Italia. Anche se non hanno quasi niente che li unisca, come ha dimostrato la votazione sulla tariffa dell’acqua: due modi opposti di vedere le cose. Altro che alleati.

Allora perchè non preme quell’interruttore, il presidente della Provincia Antonio Pompeo? Perché subisce lo smacco politico inferto dal centrodestra, che non ha voluto votare la sua proposta sulle tariffe ma si è messo a punto una propria mozione e se l’è approvata? Perché non ascolta i consiglieri del Pd che da un anno gli dicono di tagliare i ponti con il gruppo di Mario Abbruzzese? Cosa lo spinge a resistere a quello che appare dall’esterno sempre più come un assedio?

La coerenza c’entra, ma poco. Antonio Pompeo ha sempre detto ai suoi di non voler rompere il patto elettorale raggiunto con Mario Abbruzzese ed anche grazie al quale è stato eletto. Ai consiglieri provinciali del gruppo Pd che ha riunito ieri a pranzo in un ristorante di Veroli (come rivela Corrado Trento su Ciociaria Oggi) ha ripetuto ancora una volta che quell’intesa era la fotografia di un momento storico: Pd lacerato su due candidati, le due anime del Partito che fanno entrambe accordi separati con Forza Italia per il governo degli enti intermedi. Rinnegare quell’intesa – ha fatto intendere il presidente – significherebbe voler rinnegare anche quel momento storico. E farci la figura dei voltagabbana.

La realtà dei fatti però è anche un’altra. In autunno scadono i primi due anni di mandato: il presidente resta in carica per altri due e si procede con il rinnovo dei consiglieri, in quanto il loro mandato dura solo un biennio. La votazione per la tariffa dell’acqua ha dimostrato che il centrodestra in provincia di Frosinone ha la maggioranza nel voto ponderato con cui si eleggono i consiglieri provinciali (votano i sindaci, il loro voto ‘pesa’ in proporzione al numero di abitanti nel loro Comune).

E Antonio Pompeo, che non fa politica da ieri, sa benissimo che corre il rischio di trovarsi presidente per altri due anni ma con una maggioranza composta da Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Ha senso metterli fuori dal governo provinciale proprio adesso?

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