Quello che il Pd non dirà durante l’analisi del voto

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Il Partito Democratico non si riunisce domani a Frosinone per fare l’analisi del voto. Una serie di coincidenze autorizza il Segretario Provinciale Simone Costanzo a spostare tutto al 18 luglio: c’è una scadenza legata al referendum, di conseguenza il Pd Regionale rinvia la sua analisi al 15 luglio, il Provinciale ritiene opportuno fare le proprie riflessioni solo dopo che si sono confrontati a Roma.

Agli impazienti offriamo la nostra personale analisi su come sono andate le cose dal punto di vista politico.

Alatri – La componente del senatore Francesco Scalia e quella dell’ex deputato europeo Francesco De Angelis hanno votato insieme: il sindaco Giuseppe Morini era sostenuto apertamente dall’assessore regionale Mauro Buschini (socio al 50% dell’area De Angelis), mentre il numero due della coalizione Fabio Di Fabio è l’uomo di Scalia su Alatri. I voti concentrati delle due anime Pd sono stati decisivi per la conferma del sindaco uscente: infatti, se il Pd si fosse presentato diviso, non ci sarebbe stato scampo e pure ad Alatri sarebbe stata una sconfitta. Al risultato ha contribuito la spaccatura nel centrodestra determinata dalla decisione di Antonello Iannarilli che non ha voluto mediare al fine di raggiungere una candidatura unitaria ma si è imposto, spaccando il proprio fronte; al ballottaggio, per non far vincere l’altra anima del centrodestra vicina a Mario Abbruzzese, molti amici dell’ex deputato si sono turati il naso ed hanno votato Morini.

Sora Il simbolo del Pd non c’era. E questo ha consentito una sostanziale libertà di voto, senza grossi problemi di coscienza. Ognuno tra i big si è curato il proprio orticello elettorale ed ha evitato di dare indicazioni in maniera ufficiale. Ma è chiaro che solo una parte dei voti Pd è andata ai candidati schierati a sostegno di Ernesto Tersigni. I voti Pd sono molti più di quello striminzito 3% ottenuto dalla lista civica ufficiosa del Partito. Che fine hanno fatto gli altri? A contare bene le preferenze si scopre che al primo turno una buona parte del Pd è andata su Augusto Vinciguerra, senza alcun rimorso: il medico dell’ospedale Santissima Trinità era stato il loro segretario politico cittadino ai tempi in cui militava nel Partito. Al secondo turno i voti Pd si sono riversati su Roberto De Donatis che era stato il candidato ‘ombra’ del Pd cinque anni prima. All’emorragia di voti ha contribuito anche uno scontro personale e politico tra il potentissimo Massimiliano Quadrini (consigliere provinciale, figlio del sindaco di Isola del Liri Enzo, dipendente del comune di Sora) con il sindaco uscente Ernesto Tersigni. Tra le retrovie assicurano che Quadrini non abbia portato le sue truppe cammellate a votare per il sindaco. Pochi giorni dopo il ko elettorale di Sora, papà Enzo Quadrini celebra nel corso di una cena il suo ritorno nella componete di Francesco De Angelis. Una manovra per svenare Francesco Scalia che aveva raggiunto un accordo politico con l’Ncd di Tersigni e Pallone? La segretaria del Circolo cittadino ha preso in tutto 35 voti.

Cassino – A cassino è andato in scena ‘Il segreto di Pulcinella’. I fatti hanno detto che il Pd si è spaccato spianando così la strada al centrodestra di Mario Abbruzzese e determinando la vittoria di Carlo Maria D’Alessandro a discapito del sindaco uscente Giuseppe Golini Petrarcone sostenuto da Scalia. Decisiva per la sconfitta è stata la spaccatura realizzata da Francesco Mosillo, sostenuto da Francesco De Angelis. Nel corso della prima seduta del consiglio comunale i voti in aula hanno detto che all’opposizione ci sono solo i 5 consiglieri che fanno riferimento a Petrarcone; il gruppo di ‘centrosinistra’ che fa riferimento a Mosillo o ha votato con D’Alessandro o si è astenuto spianandogli la strada. E’ la coerente linea politica di un Mosillo che al ballottaggio non ha dato indicazioni di voto per Petrarcone: anzi, ha detto che i loro programmi erano alternativi. Quindi è stato come dire: non votate Petrarcone.

La sintesi politica è: quando Scalia e De Angelis trovano la sintesi allora si vince. Quando non trovano l’accordo è gara a chi si accorda con Abbruzzese.

Ma questo nessuno lo dirà mai nel corso dell’analisi del voto che si terrà il 18 luglio nei locali della Federazione Provinciale di Frosinone.

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