“Radicamento zero sui territori”: il gap incolmabile dei Cinque Stelle

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Mentre Di Maio continua a mettere le mani avanti e a cercare di esorcizzare le paure, il Movimento è in affanno su tutti i fronti: regionali, provinciali e comunali. In Ciociaria nessun sindaco e appena sei consiglieri comunali su milleduecento

Luigi Di Maio continua a ripetere che l’esito delle Europee non influirà sul futuro del Governo. Aggiungendo che alle Regionali i Cinque Stelle non hanno mai vinto e che, più in generale, agli appuntamenti locali il Movimento è penalizzato dal fatto di presentarsi con una lista sola e che quindi viene tagliato fuori. Mentre altri vincono attraverso le “ammucchiate”.

Una narrazione chiaramente di comodo, di chi si rifiuta di vedere quello che invece è chiarissimo: in un anno di governo i Cinque Stelle hanno perso molti punti percentuali nei sondaggi. I quali sondaggi magari possono non essere precisi al millesimo, ma in ogni caso fotografano una situazione.

I pentastellati, inoltre, continuano a non prendere atto che l’amministrazione di Roma da parte della giunta Raggi rappresenta un freno alle ambizioni di crescita del Movimento. (leggi qui L’esodo da Roma che impoverisce tutto il Lazio)

Però c’è un dato su tutti: il Paese non si governa soltanto da Palazzo Chigi, da Montecitorio e da Palazzo Madama. Le Regioni, i Comuni, le Province sono fondamentali. E in questi enti i Cinque Stelle non esistono, non esprimono Governatori e hanno pochi sindaci. Insistere nel negare l’evidenza non porta da nessuna parte. Anche perché la Lega alle Regionali, alle Comunali e alle Provinciali vince eccome. E lo fa mettendo da parte il contratto di governo con i Cinque Stelle. Rispolverando invece l’alleanza tradizionale di centrodestra. Non soltanto con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Ma anche con Forza Italia di Silvio Berlusconi. 

Luigi Di Maio non può negare l’evidenza. Il Movimento Cinque Stelle appare politicamente all’angolo, schiacciato da un alleato ingombrante. Vale davvero la pena rimanere al Governo e perdere consensi? Vale davvero la pena parlare, come hanno fatto tutti i vecchi Partiti, della necessità di lavorare per l’interesse superiore del Paese e dei cittadini, soltanto perché si ha una paura enorme delle urne?

La verità è che il Movimento Cinque Stelle non si è radicato sui territori. Ha intercettato il voto di opinione e di protesta a livello nazionale. Ma, al di fuori delle politiche, soltanto tante sconfitte e qualche “lampo”. Come a Roma e a Torino, anche se poi l’amministrazione del quotidiano si è rivelata ben più complicata.

La Ciociaria non fa eccezione: nessun sindaco in 91 Comuni, appena 6 consiglieri su quasi 1.200. (leggi qui La luce dei Cinque Stelle si spegne alle Comunali)

Davvero vogliamo pensare che va tutto bene?

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