Raimondo, lo studioso del collettivo (di F. Dumano)

Foto: copyright Archivio Piero Albery

Raimondo, lo studioso del gruppo. Faceva parte del Collettivo: ma studiava comunque. Perché aveva una marcia in più. Se ti prestava un libro poi ti interrogava per controllare che lo avessi letto.

Fausta Dumano

Scrittrice e insegnante detta "Insognata"

E… ops! In questo viaggio in bianco e nero nel tempo non poteva mancare lui, Raimondo Rotondi: anche lui uno dei militanti di quel collettivo stravagante che caratterizzò la nostra storia di quegli anni.

Chiariamo subito: lo vedi questo look, la giacchetta? Lui era il serioso del gruppo, lo studioso, l’attento ai fermenti culturali. Stava sempre un passo avanti. Un libro o un giornale doveva sempre portarlo. E poi dopo averti prestato il libro, al momento della restituzione ti interrogava, verificava se tu l’avessi letto veramente. Non erano passeggiate le sue letture.

Ricordi in bianco e nero… ho sempre pensato “Questo diventa un professore e di Filosofia”. Non so cosa abbia scritto nelle pagine del suo libro, perché pur tornando spesso ad Arpino non l’ho più incontrato. Non sono neanche riuscita a trovarlo nel mondo social: molti di quel film in bianco e nero non hanno ceduto alla globalizzazione dei social.

Ricordi in bianco e nero… In quegli anni i nostri amori andavano e venivano, a volte tornavano, lui anche qui ha rappresentato l’eccezione alla regola. Da un lato la sua timidezza dall’altro gli occhi belli di una Maria gli impedivano di scoprire altri occhi.

Anche la Maria era molto seriosa e credo ci abbia sempre osservato chiedendosi ”Ma questi???

Ricordi in bianco e nero, in quegli anni noi si era aperti e quindi anche chi ci guardava con perplessità poi si univa. Ricordo che Raimondo sapeva suonare l’ armonica, in quegli anni tutti suonavano qualcosa, ma la chitarra era la regina.

Anche Raimondo frequentava il liceo Classico e lui si che studiava sempre, anche quando il giorno dopo ci chiamava uno sciopero, sarebbe stato collocato nella schiera dei secchioni, se non fosse stato del collettivo, perché diciamolo: agli impegnati politici era richiesta una marcia in più.

E lui la aveva.

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