Rami d’ulivo tra Zingaretti, Gualtieri e Astorre: pace sulle candidature

Alla presentazione del simbolo Pd per le elezioni di settembre il governatore, il sindaco ed il Segretario regionale ritrovano la sintonia. Che mette a sistema le candidature. E può spianare la strada per le Regionali.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il nuovo simbolo del Pd che verra sventolato alle elezioni del 22 settembre ha un ramoscello d’ulivo tra le parole Partito e Democratico. In basso su sfondo rosso, la scritta Italia democratica e progressista. C’erano tutti ieri al Nazareno per la presentazione del simbolo fatta da Enrico Letta. Ma non tutti erano lì per ammirare il pregio estetico di quel logo.

Il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ed il Segretario Regionale del Lazio Bruno Astorre sono andati al Nazareno sopratutto per un altro motivo. Per fare il punto sulle elezioni di settembre e sui collegi tornati in bilico con la defezione di Carlo Calenda, raggiungere un equilibrio tra loro per le candidature da schierare nelle liste Proporzionali dei collegi Lazio 1 (Roma) e Lazio 2 (le province).

Non solo dettagli

Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri (Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica)

I numeri dicono che con Carlo Calenda nello stesso schieramento i seggi certi per il centrosinistra erano di più. Ora bisognerà sudare. Il timore sta nelle conseguenze della divisione: in politica tra i due litiganti è quasi sempre il terzo ad agguantare il seggio.

Proprio per questo Zingaretti, Gualtieri ed Astorre hanno fatto un ulteriore passaggio. Sanno che i voti ci sono. Ma servono candidati credibili e soprattutto riconoscibili dai territori. Hanno ragionato su un’ipotesi capace di tenere in equilibrio le liste, assicurando la giusta visibilità alla sinistra di Goffredo Bettini (Zingaretti), ai romani di Claudio Mancini (Gualtieri), ai centristi di Dario Franceschini (AreaDem).

Un’intesa che passa per Roma e tocca tutte le province. Sciogliendo il nodo che nel collegio Plurinominale Rieti – Viterbo vede il consigliere regionale Enrico Panunzi (candidatura territoriale che andrebbe bene sia a Zingaretti che Astorre) pronto ad affrontare l’Uninominale Viterbo – Civitavecchia ma chiede di essere messo anche come capolista nel proporzionale; cioè lì dove ha preso le misure Alessandro Mazzoli (ex area Orlando, ex bersaniano di ferro, in pax con Panunzi).

Andrea Turriziani (Foto panorama: Stefano Strani)

L’equilibrio passa anche per una collocazione romana destinata ad Enrico Gasbarra (Bettini) ed una su Lazio 2 per il Presidente d’Aula Marco Vincenzi (astorriano di ferro). La collocazione di Claudio Mancini (Gualtieri) sarà determinante per riuscire a tenere nel sistema anche la posizione della Federazione di Frosinone che la settimana scorsa ha chiesto in blocco la collocazione di Francesco De Angelis. Nella serata di ieri il nome del leader di Pensare Democratico è tornato prepotentemente al centro della discussione.

Per gli Uninominali, al momento sul tavolo ci sono i nomi di Andrea Turriziani (Frosinone) e Sergio Messore (Cassino – Terracina).

L’intesa tra Zingaretti, Gualtieri e Astorre avrà riflessi sulle Regionali. Per le quali il dialogo è congelato ma solo in apparenza.

La mappa del centrodestra

Confermato lo schema 4 – 2 – 1 anticipato nei giorni scorsi da Alessioporcu.it. A Fratelli d’Italia andranno i 4 collegi dei capoluoghi: Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti; alla Lega andranno il Senato Nord (Viterbo – Rieti) e la Camera Cassino – Terracina; a Forza Italia il Senato Sud (Frosinone-Latina).

Claudio Durigon

Alla Camera Viterbo-Civitavecchia il nome più gettonato è quello di Mauro Rotelli (FdI). A Latina potrebbe candidarsi Giorgia Meloni confermando la scelta fatta nella tornata di cinque anni fa. A Frosinone si sposterebbe il senatore uscente Massimo Ruspandini.

La Lega esprimerà il candidato nel collegio Senato Nord Viterbo-Rieti-Civitavecchia: ad oggi quel Collegio è del deputato uscente ed ex sottosegretario Claudio Durigon; alla Camera Cassino – Terracina andrà il due volte sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani.

Ma lì, per essere eletti si deve bussare a Fondi dal senatore Claudio Fazzone (Forza Italia): nelle sue mani politiche ci sono le amministrazioni comunali di Gaeta (per dieci anni governata da Cosimino Mitrano e ora dal suo successore Christian Leccese), Formia (controllata da Gianluca Taddeo), Fondi (sindaco beniamino Maschietto); Terracina è nelle mani di Fratelli d’Italia (è stato sindaco il parlamentare Ue Nicola Procaccini e poi Roberta Tintari dimessasi dopo l’apertura di un’indagine) lì c’era il coordinatore regionale della Lega Francesco Zicchieri che però ha lasciato il Partito ed ora sta con Matteo Renzi.

Al Senato, nel collegio Latina – Frosinone c’è proprio Claudio Fazzone, coordinatore di Forza Italia nel Lazio.

Tra i nomi eccellenti che non sono tra i candidati all’Uninominale Lazio c’è il sottosegretario all’Agricoltura e già capogruppo in Regione Lazio Francesco Battistoni (Forza Italia): per lui si parla di un collegio nelle Marche.

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