Reddito di emergenza: sos povertà in Ciociaria

Quattromila famiglie hanno percepito il Reddito di Emergenza in provincia di Frosinone. Più di Latina, Rieti e Viterbo. Numeri che si legano al tema occupazionale. Tra precarietà, paure e incertezze

Alessio Brocco

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo

Se il futuro, come cantava Enrico Ruggeri, è un’ipotesi, il presente suona una musica tutt’altro che leggerissima. L’Italia sta scivolando verso la povertà e tra quelli che corrono con più decisione c’è la provincia di Frosinone. Perché il suo tessuto industriale è stato colpito con molta violenza dalla crisi scatenata dalla pandemia. A dirlo sono i numeri del Reddito di Emergenza: la misura di sostegno economico istituita con un articolo del decreto Rilancio. Serve per sostenere le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19.

Oltre 290.000 famiglie in Italia, nella seconda metà del 2020, hanno percepito almeno un pagamento del Reddito di Emergenza. Oltre 700.000 le persone coinvolte.

Il grido d’allarme delle famiglie

Foto: Paola Onofri / Imagoeconomica

In provincia di Frosinone i nuclei percettori della prima tranche del Reddito di Emergenza (maggio-agosto 2020) sono stati 3.919. Sono tanti o pochi? Per capirlo basta dare un’occhiata alla provincia vicina: Latina ha avuto nello stesso periodo 2.967 percettori. Significa che in Ciociaria c’è stato un parto di famiglie in più con difficoltà serie.

Il paragone è ancora più impietoso se si allarga l’osservazione alle altre province del Lazio: Viterbo (1.519) e Rieti (822). Un confronto che fa suonare forte il campanello d’allarme sul rischio povertà.

Infatti, i numeri dei Reddito di Emergenza si legano in maniera diretta ai problemi di lavoro in un territorio dove a fare la differenza in negativo ci sono settori rilevanti come il metalmeccanico e l’edilizia. L’Automotive, con Stellantis in prima linea, ha subito il morso della crisi, mentre per il comparto dell’edilizia la pandemia ha acutizzato un malessere che aveva portato gli occupati del settore da 17.600 (2012) a 13.200 (2019).

Lazio sul podio. Ma non c’è medaglia

Non è più il tempo di tergiversare perché l’analisi la fornisce direttamente il dato numerico. La musica, da settembre a dicembre 2020, in Ciociaria non è cambiata ed a percepire il reddito di Emergenza sono stati 3.988 nuclei familiari. Ancora distanti le altre province laziali.

Nel Lazio hanno percepito almeno un pagamento del Rem 35.419 famiglie, coinvolgendo 76.663 persone. Escludendo la Capitale (57.282 persone), nella provincia di Frosinone c’è la fetta più grossa con 7.627 persone coinvolte dal sostegno economico. Circa 800 più di Latina (6.803). Numeri più bassi per Viterbo (3.243) e Rieti (1.678).

Reddito di Cittadinanza prima del Reddito di Emergenza (Foto: Imagoeconomica, Vince Paolo Gerace

In Italia, complessivamente, 292.134 nuclei familiari, relativamente alla prima tranche, hanno percepito almeno un pagamento del Reddito di Emergenza. Le persone coinvolte sono state 702.594 per un importo medio mensile pari a 558 euro.

Il maggior numero di domande accolte per l’accesso al sostegno economico è arrivato dal Meridione. Segnale di una disparità in termini economici ancora marcata tra il Nord e il Sud del Paese. La Campania (50.008 famiglie) e la Sicilia (44.800), infatti, precedono il Lazio (35.419). Terzo posto che non vale nessuna medaglia.

Tra le regioni del Nord al primo posto, quarta assoluta, c’è la Lombardia (29.097) con Milano che ha registrato 12.927 nuclei percettori del reddito. Meno della metà di Roma (26.192). Tra le grandi province a Napoli il maggior numero di famiglie (27.674) ha percepito almeno un pagamento del Rem.

Il monito dei sindacati

Dai sindacati, sul punto, è arrivato il monito. Le misure straordinarie di sostegno non sono più sufficienti. Il segretario Cgil Frosinone-Latina Giovanni Gioia ha sottolineato come i dati sul Rem testimonino una difficoltà reale e concreta delle famiglie” sottolineando come “Il lavoro, e il modo di intenderlo sta cambiando e noi non possiamo farci trovare impreparati. Non bisogna temere questo cambiamento, ma accompagnarlo con norme e regole ben precise in grado di tutelare ogni singolo lavoratore”.

Dall’Ugl Frosinone, invece, il segretario provinciale Enzo Valente ha evidenziato come la Ciociaria, pur tenendo botta con i comparti del farmaceutico e dell’agroalimentare, non può permettersi di dormire sonni tranquilli.  Il percorso individuato da Valente porta dritto al rafforzamento delle politiche attive. Mai davvero esplose in provincia di Frosinone.

Entrambi, nella sostanza, hanno parlato di cambiamento, futuro e nuove sfide da affrontare. Ma per affrontarle al meglio, a questo punto, appare imprescindibile un’unità d’intenti proprio tra organizzazioni sindacali, esponenti politici e associazioni degli imprenditori.

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