Non sono banali refusi: si chiama ‘pressappochismo’

Il convegno d'altissimo profilo che fa bene alla città e la qualifica come polo di Cultura e dibattito. Ma nello stesso giorno esce la locandina degli eventi di Natale: con ben tre strafalcioni. E, come sempre, la toppa è peggiore del buco

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Alti e bassi. Eccellenze e sfondoni clamorosi. Che poi vengono corretti in tempo reale, ma sempre sfondoni rimangono. A dimostrazione del fatto che con la cultura, soprattutto ad Anagni, non si può scherzare. E che, forse, un po’ di controllo in più non guasterebbe.

Ieri in città è iniziato (ma continua anche oggi) un convegno di alto livello. Forse un po’ orientato sul piano ideologico, ma di alto livello. “A Cesare ed a Dio”: un appuntamento gestito in collaborazione con l’associazione Magna Charta, che fa riferimento al senatore Gaetano Quagliariello, che ha visto interventi di alto profilo sul tema del rapporto tra chiesa e politica. Alto il livello dei partecipanti, sia per quanto riguardava la classe politica (tra gli altri, Fabrizio Cicchitto e Carlo Giovanardi), sia per quella giornalistica (su tutti Sandro Magister, vaticanista dell’Espresso; seguito da Francesco Boezi de Il Giornale.it; e più modestamente da Ascanio Anicio di AlessioPorcu.it).

La locandina dell’evento culturale

Insomma, un appuntamento che, come hanno detto durante i saluti il sindaco Daniele Natalia ed il presidente del consiglio comunale Giuseppe De Luca, nobilita la città. Un appuntamento, per altro, impreziosito anche da un intervento anagnino doc; quello di Vera Capperucci, professoressa di Storia contemporanea alla LUISS Guido Carli di Roma. 

Poi però arriva la politica locale. Nello specifico, sotto forma di una locandina per le festività natalizie. La polemica la fa scattare il consigliere ex grillino Fernando Fioramonti. Che, in un post velenoso, diffonde lo screenshot di una prima versione della locandina. In cui abbondano errori da prima elementare. Per dire: “accenzione” al posto di “ accensione”; “beneficienza” al posto di “beneficenza”: “coral day” invece di “choral day”.

L’imbarazzo dura qualche minuto: poi tutto torna a posto. E gli errori vengono cancellati. Con tanto di post risentito dell’assessore Marino. Che alza il ditino da maestra della penna rossa contro il consigliere Fioramonti, parlando di “refusi” e stigmatizzando chi “prova a fare politica attaccandomi per questa svista”.

Una giustificazione che potrebbe avere senso. Se non fosse che Anagni sulla cultura e sull’immagine si gioca molto. Come dimostra proprio il successo del convegno di cui sopra. Un successo che fa bene alla città. Meno bene invece fanno i pressapochismi e gli errori commessi. Perché i refusi (anche se chiamarli così è un eufemismo) si possono correggere. La superficialità un po’ meno.