Regionali, alla fine il Campo Largo lo fa Conte

Alla fine, ad allargare il campo è Giuseppe Conte. Dopo il No definitivo al Pd nel Lazio ("Tenetevi D'Amato") con il M5S si ricompatta la sinistra: con Coordinamento 2050 anche Sinistra Italiana. Che spacca l'alleanza con i Verdi. Repubblica anticipa: Bianca Berlinguer o Luisella Costamagna come governatore. I conti degli analisti. FdI con tutta calma. Sabato il candidato. Si vota anche lunedì.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il Movimento 5 Stelle va all’assalto del Partito Democratico. La decisione è presa. Il terreno di scontro è il Lazio e la sfida per le Regionali. La strategia verrà definita da Giuseppe Conte sabato della prossima settimana: il 17 dicembre. Quel giorno ci sarà la riunione del Coordinamento 2050: la sinistra che ha già deciso di stare dalla parte di Conte.

Il luogo dell’appuntamento è il simbolo dello scontro con il Pd: la sede del IX Municipio. È l’area che ospiterà il termovalorizzatore di Roma in base ai piani del sindaco Roberto Gualtieri. È l’opera sulla quale è nata la frattura, su cui si è spaccato il tavolo che stava già scrivendo il programma condiviso Pd-M5S per le prossime elezioni, il Moloch sotto al quale è stato sacrificato il Governo Draghi riportando il Paese al voto.

Il Campo Largo rischia di realizzarlo Giuseppe Conte. Con il M5S ci sarà Coordinamento 2050 ma anche Sinistra Italiana: lo ha deciso ieri la Segreteria regionale. Spacca nel Lazio l’alleanza con i Verdi e si pone nella scia dei grillini. Il Segretario Regionale Massimo Cervellini non ha lasciato spazi ai dubbi «Non staremo con il Pd e Calenda. Per un’incompatibilità su elementi portanti e un profilo politico a guida Calenda». I Verdi invece restano con i Dem.

Suggestione Bianca Berlinguer

Non si voterà soltanto domenica 12 febbraio. Oggi in Consiglio dei Ministri è stato approvato un decreto che estende il termine delle operazioni di voto per le Regionali del lazio e della Lombardia fino al lunedì 13 febbraio alle ore 15.

Bianca Berlinguer nello studio Rai di Cartabianca

Giuseppe Conte sta pensando ad un nome ad effetto per il candidato Governatore. Nel Lazio i giornalisti candidati in Regione hanno sempre funzionato: Piero Badaloni (volto del Tg1) ha guidato un governo de L’Ulivo dal 1995 al 2000, Francesco Storace (giornalista del Secolo e componente della Vigilanza Rai) dal 2000 al 2005; la notorietà di Piero Marrazzo (Mi manda Rai Tre) fu determinante per superare i 10 punti di gap con Storace che fino a quel momento aveva un vantaggio stellare.

Per Giuseppe Conte candidato che vince non si cambia. L’edizione romana del quotidiano Repubblica rivela che starebbe pensando alle giornaliste Bianca Berlinguer (Cartabianca) e Luisella Costamagna (Agorà). La seconda aveva già detto No alla candidatura in Ue del 2019: ora lo scenario è differente. L’obiettivo è quello di schierare un volto femminile (sfruttando il vento innescato da Giorgia Meloni), riconosciuto dalla sinistra, sul quale aggregare anche il mondo Pd che non si riconosce più nel Partito ora che manca Nicola Zingaretti con la sua capacità aggregante.

I conti degli analisti

Massimo Cervellini (Foto © Andrea Brogi)

Quanto porterà Sinistra Italiana? Gli analisti assegnavano nel Lazio circa 8 punti alla coalizione rossoverde. Dividendosi, il voto rischia di frantumarsi. Sinistra Italiana darà vita ad una lista con Coordinamento 2050, ricostruendo il polo unitario della sinistra.

I Verdi stanno valutando se presentare una lista autonoma o aggregarsi con una delle altre formazioni che andranno a sostegno del candidato Governatore Alessio D’Amato. Con lui, oltre al Partito Democratico ci saranno Azione ed Italia Viva (lista unica) ed i cattolici popolari di Demos.

Margini di dialogo ormai azzerati. Soprattutto dopo il segnale definitivo mandato lo scorso fine settimana da Giuseppe Conte. Che tiene aperta la porta del dialogo con il Pd in Lombardia ma non nel Lazio. «Noi abbiamo parlato di contenuti e programmi e loro hanno risposto con un candidato blindato. Bene, se lo tengano stretto e buona fortuna» ha detto il capo politico del M5S. Poco prima aveva congedato anche gli ultimi sherpa che tenevano in vita la sottilissima linea di dialogo non ufficiale rimasta collegata.

Gli analisti stimano che alle urne possa consumarsi un’emorragia a carico del Pd. Che non sta approfittando del ritardo con cui Fratelli d’Italia si appresta ad indicare il suo candidato. La campagna elettorale di Alessio D’Amato è tutta sul fatto e non sul da fare. Eppure una delle prime lezioni, nelle scuole politiche della sinistra, spiegava che le elezioni non sono in momento di ringraziamento ma di investimento sul futuro.

Sabato il candidato

Fratelli d’Italia scioglierà la riserva sabato. Con calma. In virtù di due elementi. I punti di vantaggio accreditati dai sondaggi sono almeno 15. Ed il centrosinistra sta facendo poco o nulla per ridurre quel gap.

I rumors dicono che la partita è ristretta a due nomi il parlamentare Ue Nicola Procaccini ed il questore della Camera Paolo Trancassini. Il problema delle prossime ore è come bilanciare l’area del vicepresidente di Montecitorio Fabio Rampelli. A meno che non abbiano la meglio gli alleati: che spingono per la maggiore notorietà di Rampelli sulla fondamentale piazza romana.

L’annuncio del candidato arriverà in occasione della festa per i dieci anni di Fratelli d’Italia. Saranno sette giorni di celebrazioni che si concluderanno sabato 17 dicembre a piazza del Popolo. A chiudere sarà Giorgia Meloni di ritorno dalla riunionedel Consiglio europeo a Bruxelles. E con ogni probabilità sarà proprio lei, durante il suo intevento conclusivo, a dare la notizia. 

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