Regionali, Astorre conferma il ‘Modello Zingaretti’

Il Segretario Regionale del Pd conferma la linea tracciata in questi anni da Nicola Zingaretti. E per la successione invoca il 'Modello Lazio': più inclusivo del Campo Largo. Sul nome del candidato: 'È presto'

Alleanza che vince non si cambia. La rotta che il Segretario Regionale del Partito Democratico Bruno Astorre intende impostare per le prossime elezioni Regionali è chiara. Se riuscirà a costituire la flotta ed indirizzarla verso quell’approdo è altra faccenda.

Il percorso è lo stesso sul quale si è retto il secondo governo di Nicola Zingaretti per cinque anni. È un’alleanza che va oltre Piazza Grande, molto oltre il Campo Largo: Bruno Astorre lo ha sempre definito con un’espressione: “Modello Lazio”.

Replicare il Modello Lazio

Bruno Astorre e Nicola Zingaretti (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

Un modello che prescinde dalle dinamiche nazionali. “Bisogna separare il livello nazionale da quello più locale. Io parlo sempre di modello Lazio. In Regione abbiamo un’alleanza larga che comprende due assessore 5 stelle, una consigliera di Azione e una Presidente di Commissione di Italia Viva, più tutta una serie di altre realtà civiche. Noi dobbiamo mantenere nel Lazio un’alleanza sui temi”. Bruno Astorre lo ha detto dai microfoni del programma radiofonico ‘Gli Inascoltabili‘ in onda oggi sull’emittente New Sound Level.

È il programma ad avere costruito la coalizione: Nicola Zingaretti è uscito vincitore dalle urne del 2018, ma senza una maggioranza. Il Governatore allora ha proposto ai Gruppi di individuare i temi sui quali fosse possibile una sintesi dei vari programmi elettorali. È nata così la collaborazione con il Movimento 5 Stelle di Roberta Lombardi: inizialmente per 6 mesi, poi prorogati e infine diventati alleanza a pieno titolo con due assessori in giunta.

Non ci siamo messi insieme per un problema di numeri, di maggioranza. ci siamo messi insieme perché lo volevamo e per fare le cose. Le abbiamo fatte e le stiamo facendo” ha detto Bruno Astorre.

Il nome del candidato

Daniele Leodori

Resta da sciogliere il nodo del candidato. La crisi di Governo ha interrotto il confronto proprio nel momento in cui stava prendendo quota. Una parte del Partito sosteneva che fosse meglio lasciare scegliere al popolo del centrosinistra attraverso lo strumento delle Primarie; avevano già dato la loro disponibilià il vice presidente uscente Daniele Leodori, l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, il consigliere Marta Bonafoni. Per questo percorso si era espressa Area Dem con il Segretario Regionale Bruno Astorre. Mentre l’area di Claudio Mancini (che esprime il sindaco Roberto Gualtieri) e quella di Goffredo Bettini (la sinistra del Partito) sollecitava una sintesi politica. Puntando sul nome di Enrico Gasbarra.

Nel dibattito circolano da mesi anche altri nomi. Come quello di due ex ministri: Marianna Madia (ora candidata in Parlamento) e Beatrice Lorenzin. Poi era caduto il Governpo ed erano state indette le elezioni del 25 settembre. E la Direzione Regionale Pd aveva deciso di congelare il dibattito.

Bruno Astorre invita alla prudenza. “È presto. Ci sono le politiche prima. Comunque prima definiremo la coalizione e il programma. Poi, insieme sceglieremo il candidato o la candidata. Vediamo chi ci sta a continuare il lavoro fatto dalla Giunta Zingaretti in questi anni“.

Avrà un peso il risultato elettorale. E le conseguenze che determinerà sugli assetti del Partito Democratico. Sia sul livello nazionale che su quello locale. Le diplomazie sono già al lavoro.

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