Regionali, iniziano le manovre per il Governatore

Via alle manovre per definire i candidati alle Regionali del Lazio. Al Governo una parte dei nomi che erano in elenco. Restano quelli del presidente di Croce Rossa e dell'onorevole Colosimo. Nel centrosinistra si tenterà la sintesi in settimana

Chiuso il dossier Governo ora Giorgia Meloni apre quello del candidato da schierare per la Regione Lazio. Una pratica da definire in fretta “ma non entro questa settimana, forse metà della prossima” assicura una fonte.

C’è una variabile inattesa. La rotta tracciata prima delle elezioni di settembre indicava un candidato politico, ribadendo la centralità dei Partiti e la fine dei professionisti prestati all’amministrazione pubblica. Della quale spesso non sapevano niente e pensavano fosse una specie di Consiglio d’Amministrazione, ignorando del tutto i riti e le procedure che scandiscono la gestione della cosa pubblica.

Era stato il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini ad annunciarlo ad Alessioporcu.it nel pieno della primavera scorsa. (leggi qui: Regionali, FdI traccia la rotta: un politico al timone). Una rotta confermata in diretta tv con le urne ancora aperte dal vice coordinatore regionale Antonio Abbate (Leggi qui: Vincitori e vinti alle urne del Lazio).

La variabile inattesa

Francesco Lollobrigida giura davanti al Capo dello Stato

In effetti nell’elenco di Giorgia Meloni c’era una lunga lista di nomi: tutti politici, tutti di spessore, tutti di indubbio valore amministrativo. La variabile inattesa del voto di settembre è la portata della vittoria ottenuta da Fratelli d’Italia: ha allargato i campi ministeriali a disposizione del Partito di Giorgia Meloni. E la leader ha voluto con lei in squadra tutti quegli uomini e quelle donne che riteneva validi per guidare la Regione Lazio.

A partire da Francesco Lollobrigida che aveva una conoscenza diretta della Regione Lazio ma che ha preferito schierare sul fronte dell’Agricoltura in un periodo nel quale l’autosufficienza alimentare sta diventando un’emergenza. Il Governo c’è finito anche Andrea Abodi, il manager sportivo con affinità politiche faceva parte dell’elenco: a lui ora è stato affidato lo Sport. Così come è avvenuto per Gennaro Sangiuliano, direttore del TG2 Rai in quota leghista e per il quale c’era stato più di quale movimento: ora sta alla Cultura.

Chi resta in corsa

Francesco Rocca, presidente della Croce Rossa Italiana. (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Resta in pole position Chiara Colosimo, esperta pure lei di Regione Lazio: spina nel fianco del centrosinistra in questi anni; eletta a Montecitorio nel collegio blindatissimo di Latina è tra le figure di fiducia assoluta per Giorgia Meloni.

Altro nome in pole è quello dell’eurodeputato Nicola Procaccini, già portavoce di Giorgia Meloni quando era ministro: a ridurne le possibilità è un fascicolo che ancora non si chiude a Latina su una sua telefonata ad una dipendente quando era sindaco di Terracina; per la Procura la stava spingendo a compiere un atto irregolare, lui al contrario sostiene che tra loro ci fosse differenza di vedute sull’interpretazione di una norma e le stesse spiegando perché – dal suo punto di vista – lei stesse sbagliando.

Entrambi sono nomi politici. Nelle ultime ore c’è chi ha riacceso i riflettori su Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana e presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, volontario alla Caritas e al Jesuit Refugee Service. Il suo nome era circolato per il Ministero della Sanità. Da sempre vicino alla destra romana, non è un politico di professione mentre la gestione di una regione complessa come il Lazio richiede anche un alto tasso di esperienza nel campo.

Serve l’anti Leodori

Daniele Leodori, Bruno Astorre e Alessio D’Amato

Quotazioni molto basse per Fabio Rampelli: il suo standing è politico mentre per il Lazio occorre un mix tra politica ed amministrazione; senza considerare che da poco è stato confermato vicepresidente della Camera. Un mix che potrebbe avere l’ex vice presidente della Regione Luciano Ciocchetti. Ma che al momento non è nella prima fascia.

Il problema è che il centrosinistra s’è portato avanti e si è rafforzata molto la posizione del vice presidente uscente Daniele Leodori. È uomo poco conosciuto al grande pubblico perché preferisce il campo operativo a quello dei riflettori. Ma lo conoscono molto bene tutti i sindaci del Lazio: di centrodestra e centrosinistra. Anche per gli avversari rappresenta una garanzia di dialogo.

Così come l’altra possibile opzione: l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, sul quale sarebbero pronti a convergere i centristi di Azione e di Italia Viva. Anche lui ha un profilo molto operativo e meno politico.

Il Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi ha detto di poter valutare l’ipotesi di riproporre il Modello Lazio, cioè l’alleanza che ha visto unito intorno ad un progetto di crescita l’intero polo progressista. Ma chiede che ci sia un candidato che non sia divisivo e di non essere trascinata in una guerra interna al Pd.

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