Regionali: Pd e M5S ritrovano la sintonia sul tema Ambiente

Un altro passo verso il dialogo Pd - M5S per le Regionali del Lazio. Il percorso Lombardi. L'adesione Alfonsi. La soluzione Valeriani. In che modo superare il tema termovalorizzatore. Il sondaggio tra gli elettori Progressisti: 3 su 4 vogliono un accordo

I segnali iniziano a viaggiare sulla stessa frequenza: Partito Democratico e Movimento 5 Stelle iniziano ad entrare in sintonia per un’alleanza. Quella che potrebbero schierare alle prossime elezioni Regionali.

I messaggi si sono susseguiti per l’intera giornata. Tre sono i fondamentali. Il primo lo ha lanciato Roberta Lombardi, la donna forte del M5S nel Lazio ed assessore alla Transizione nella giunta Zingaretti. Ha detto: “La transizione ecologica è il fattore dirimente, non c’è la possibilità nemmeno di aprire un campo largo se non ci sono dentro i temi ambientali, energetici e dell’economia circolare”. La traduzione: siamo pronti a parlare di un’alleanza da schierare alle Regionali; ma si parte dal programma e dai temi ambientali.

Il nervo è quello più sensibile. Perché il Pd di Zingaretti ha approvato con il M5S di Lombardi una moratoria contro i nuovi termovalorizzatori nel Lazio; mentre il Pd di Roberto Gualtieri ha deciso di realizzarne uno per Roma Capitale, dove il suo predecessore Virginia Raggi l’aveva sempre escluso. Ora sgombra il campo l’assessore all’Ambiente e ai Rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi. Dice: “Se il tema è quello dell’ambiente allora non ci sarà alcun problema per le alleanze perché Pd e M5S credono e si stanno impegnando sulla transizione ecologica allo stesso livello

Il tavolo di Cgil e Legambiente

Roberta Lombardi (Foto: Paolo Cerroni © Imagoeconomica)

Ad allestire quello che si rivelerà un piano inclinato verso il dialogo sono state Cgil di Roma e Lazio e Legambiente Lazio. Lo hanno fatto organizzando la Tavola Rotonda su ‘Transizione Ecologica: ambiente, lavoro e sviluppo per il Lazio‘.

È lì che Roberta Lombardi dice quelle parole sulla transizione ecologica indicata come fattore dirimente. Spiega nel suo intervento che i temi ambientali, energetici e dell’economia circolare sono centrali. «Non è una medaglietta o un feticcio del M5S, ma è la realtà e ce ne rendiamo conto ogni giorno quando arriva a casa la bolletta energetica. Ci sono i presupposti per poterci lavorare come abbiamo dimostrato in questo bellissimo anno e mezzo».

Il dibattito è avviato. Roberta Lombardi si lascia sfuggire un commento molto indicativo: «mi auguro di non essere smentita dai fatti ma credo che non accadrà».

Allora non c’è problema

L’assessore Sabrina Alfonsi (Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Da quella Tavola Rotonda arriva la risposta dell’assessore all’Ambiente e Rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi. È lei a dire che se è questo il tema “allora non ci sarà alcun problema per le alleanze”. È sempre lei a dire che Pd e M5S sono impegnate allo stesso livello: nessuno dei due sta subendo l’altro.

Aggiunge poi un passaggio fondamentale per stabilizzare ulteriormente il clima: «Il Governo non è caduto per il termovalorizzatore di Roma e non sarà certo il termovalorizzatore a essere il punto su cui si ragionerà ora».

Com’è possibile? Il terreno lo aveva preparato nelle scorse settimane Mauro Buschini, coordinatore della maggioranza Zingaretti in Regione Lazio. È stato lui a spiegare il piano della mediazione: «Pd e M5S convengono sul fatto che siano necessari con urgenza nuovi impianti per risolvere il problema dei rifiuti che soffocano Roma Capitale. Su questo non ci piove. Ne sono convinte entrambe le parti. Se il tema sono le tecnologie all’interno degli impianti è chiaro che siamo tutti a favore di un modello che sia il meno impattante ed il più efficace. Quale sia quello migliore è un tema».

La Regione è estranea

Massimiliano Valeriani (Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica)

C’è poi un altro aspetto. Che separa i piani tra Regione Lazio e Comune di Roma. Lo introduce Massimiliano Valeriani l’assessore ai Rifiuti della Regione Lazio. Con diplomazia apre il tema Roma Capitale: «Come Regione rispettiamo la scelta di Roma Capitale di ricorrere al termovalorizzarore, riconoscendo all’amministrazione Gualtieri il merito di assumersi una responsabilità di fronte agli altri enti locali». C’è però un aspetto finora poco evidenziato: Roma capitale ha un’autonomia decisionale che scavalca il Lazio. Valeriani dice «È un bene che Roma abbia la sua autonomia, per cui, prescindendo dal Piano rifiuti regionale che ha preso un’altra strada, quella del recupero di materia, plaudo alla scelta del sindaco Gualtieri».

Oltre alla questione dell’autonomia decisionale che pone Capitale e Regione su piani politici diversi, Massimiliano Valeriani introduce anche un altro punto: la temporaneità. Dice che quelle proposte da Gualtieri sono «soluzioni temporanee in attesa che si realizzi questa autonomia, perché era diventato impossibile chiedere una mano alle altre Regioni e ai Comuni».

Il sondaggio: state insieme

I numeri del Lazio

A spingere verso un’alleanza è anche la base. L’elettorato Progressista è stato sondato dall’Istituto Izi. Il sondaggio ha cercato di capire come sono orientati: se preferiscono una candidatura unitaria o concorrere con più candidati. Il risultato è che nel Lazio 3 elettori di centro e centrosinistra su 4, vogliono un candidato comune alle prossime Regionali.

La domanda posta al campione è “ad inizio 2023 si terranno le elezioni per il Consiglio Regionale del Lazio. Ritiene che i Partiti di centro e centrosinistra debbano presentare un candidato comune?

Il 76,2% ha risposto di sì. Solo il 14,7 % ha risposto di no. Mentre il 9,1 % ha risposto non so. La ponderazione del campione è riferita a coloro che hanno dichiarato di aver votato per uno dei 4 partiti centro/centrosinistra alle scorse politiche di settembre.

Per l’amministratore delegato di Izi Giacomo Spaini analizza che «Alle elezioni di settembre chi ha votato questi Partiti ha fatto una scelta di bandiera, perché la sconfitta era nelle previsioni di tutti. Ma questa sconfitta ha segnato questi elettori». Pertanto il messaggio ai Partiti sarebbe: «Abbiamo votato ma non vogliamo più perdere, quindi trovate il sistema di mettervi insieme per non perdere. Insomma 3 elettori su 4, indirizzati su questi partiti, se pur con le differenze, vogliono essere competitivi e provare vincere».

Bruno Astorre

Le reazioni

Verdi e Sinistra Italiana non perdono tempo e dicono subito si. In serata annunciano che «sono in campo con tutte le loro energie per costruire un’alleanza ampia e unitaria di forze progressiste alle prossime elezioni della Regione Lazio».

Lanciano un appello «a tutte e a tutti affinché l’esperienza unitaria che oggi governa la Regione si sviluppi e cresca». A firmare la presa di posizione sono Simona Saraceno e Filiberto Zaratti, co-portavoce di Europa Verde Lazio, e Massimo Cervellini, Segretario regionale di Sinistra Italiana.

«Facciamo appello a tutte le forze politiche– concludono Saraceno, Zaratti e Cervellini- a cominciare da quelle dell’attuale maggioranza regionale fino a quelle sociali, per far crescere le ragioni dell’unità e le risposte ai bisogni delle donne e degli uomini del Lazio, per non trovarsi soli a fronteggiare questa terribile crisi sociale e ambientale».

Su Twitter arriva il commento del Segretario Regionale Pd Bruno Astorre: «Anche gli elettori sono per il modello Lazio. Restiamo sulle cose da fare, lasciando fuori discussioni che non riguardano i territori e i cittadini del Lazio».

Il Segretario giudica «molto positiva la disponibilità di Europa Verde e Sinistra
Italiana, a lavorare per un’alleanza ampia e unitaria
da presentare alle prossime elezioni regionali
». Per Bruno Astorre «Il modello Lazio sta lavorando bene e deve poter proseguire il suo percorso».

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