Anche Cavallari va con Renzi: Zingaretti in ostaggio

Matteo Renzi toglie le stampelle a Nicola Zingaretti in Regione Lazio. E le prende lui. Enrico Cavallari ha aderito a Italia Viva. Ieri lo aveva fatto Marietta Tidei. Il Rottamatore ha i due voti fondamentali per tenere in piedi lo Zingaretti II

Lo smottamento è diventato frana. Capace di seppellire Nicola Zingaretti, farlo prigioniero nella sua Regione Lazio. Esattamente come aveva ordinato Matteo Renzi poco più di una settimana fa. (leggi qui: Leopolda, pronta la manovra d’assedio a Zingaretti in Regione Lazio). Il Rottamatore scende nel Lazio, gioca le sue carte e pesca dal mazzo il jolly dell’avversario: ha portato nelle sue file Enrico Cavallari, il consigliere eletto nella Lega ma subito passato nel Gruppo Misto, da dove è stato la più solida stampella per il governo di Nicola Zingaretti nell’ultimo anno e mezzo.

E Renzi si prende le stampelle

Enrico Cavallari, passato con Renzi

A distanza di poche ore diventano due i consiglieri regionali di Italia Viva nell’Aula del Lazio. Nel pomeriggio di sabato aveva annunciato il passaggio alle file renziana Marietta Tidei (leggi qui Smottamento Pd in Regione: Tidei passa con Renzi). Enrico Cavallari lo ha ufficializzato questa mattina con un’intervista al quotidiano Il Tempo: «Per un Paese liberale e moderno».

Una decisone che nei fatti toglie a Nicola Zingaretti la stampella con cui ha camminato per un anno e mezzo in Regione. E soprattutto la mette nelle mani di Matteo Renzi. Infatti, fino ad oggi i due voti che mancavano al Governatore per avere la maggioranza nell’Aula della Pisana erano arrivati dai due consiglieri del gruppo Misto (Enrico Cavallari e Giuseppe Cangemi) attraverso il Patto d’Aula raggiunto da Mauro Buschini e Daniele Leodori.

Ma adesso Cangemi è tornato in Forza Italia e Cavallari è passato con Renzi. Che non è del Pd.

Stai sereno Nicola

Enrico Cavallari lancia il primo avvertimento “Non chiediamo assessorati, il presidente Zingaretti farà le sue valutazioni“.

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Che fina fa a questo punto il Patto d’Aula che ha tenuto in piedi lo Zingaretti II ? Spiega Cavallari «Il patto è stato dettato dalla concretezza. Aveva l’obiettivo, centrato, di separare lo scontro politico in atto alla Pisana con i provvedimenti utili e necessari per i cittadini. Gli equilibri in Regione Lazio non cambieranno».

Una mossa che spiazza Roberta Lombardi ed il Movimento 5 Stelle. I grillini avevano un piede in maggioranza ma poi hanno iniziato a discutere al loro interno: come se al Governo del Paese, a Palazzo Chigi, non esistesse un premier di nome Giuseppe Conte sostenuto da una maggioranza composta da Pd e M5S. Enrico Cavallari sa di avere fatto saltare il banco e finge indifferenza: “Cosa faranno i grillini ora non lo so e non mi riguarda“.

C’è in piedi la mozione di sfiducia a Zingaretti che la Lega è pronta a presentare. Se le opposizioni si coalizzassero, il Governatore dovrebbe lasciare la Regione Lazio. Cosa farà Renzi? «La mozione di sfiducia della Lega è una bomba che si disinnesca da sola» assicura Cavallari.

Verso il Gruppo

Nelle prossime ore Matteo Renzi potrebbe mettere a segno il terzo colpo. Con l’arrivo di un altro Consigliere Regionale. A quel punto potrebbe costituire un Gruppo Consiliare. E sedersi al tavolo dove si gioca anche la partita amministrativa: reclamando un rimpasto, presidenze di Commissione, ridisegnando tutti gli equilibri che fino ad oggi hanno tenuto in piedi la Regione.

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