Regione Lazio, D’Amato e Leodori non si scanseranno

La candidatura della D’Elia alle suppletive ha complicato le manovre per la candidatura alla presidenza. Enrico Letta ha dato uno schiaffo alle correnti, ridimensionando le ambizioni di Gasbarra. Che ora punta alla Pisana. Ma attenzione: né il vicepresidente né l’assessore alla Sanità faranno passi indietro. Toccherà a Zingaretti dipanare la matassa.

L’ex eurodeputato va bene anche al presidente della Regione Nicola Zingaretti, che potrebbe essere candidato proprio in quel collegio, ma alle prossime politiche; e in molti si aspettano che quello di Gasbarra sia un «giro» di servizio, senza pretesa di restare oltre. Anche perché Roma e il Lazio sono tutto un tetris di caselle. Le Politiche potrebbero coincidere con le Regionali. Bene: Gasbarra è papabile anche per la Presidenza della Regione”.

Questo ragionamento, sviluppato alla perfezione sul quotidiano Il Domani, non è più valido. Perché presupponeva che candidato del Pd nel collegio di Roma Centro (lasciato vacante da Gualtieri) fosse Enrico Gasbarra. Ma non è stato più così, perché alla fine si è imposto Enrico Letta, che ha scelto Cecilia D’Elia.

Prospettive vecchie e nuove

Enrico Gasbarra (Foto: Arnaud Devllers / EU)

Il Domani spiegava: “L’anno da deputato potrebbe fare da trampolino per rientrare nella parte del politico in servizio attivo visto che, finito il mandato a Bruxelles, da due anni ha «preso una pausa» – così ha spiegato ai suoi amici – dalla prima fila. Non dalla passione politica: è rimasto in direzione nazionale, durante le amministrative è stato «sul pezzo», e ieri – per dire – era a Latina per un’iniziativa. E però dal giugno scorso ha accettato di guidare la «Funzione Security, Compliance & Risk Management» della Tim Sparkle, una controllata di Tim, una funzione delicata e con delega operativa”.

Ora la prospettiva cambia, anche se l’ipotesi di Enrico Gasbarra candidato alla presidenza della Regione Lazio rimane. Sarebbe una soluzione gradita a Claudio Mancini, deputato eletto nel collegio proporzionale di Frosinone e Latina e autorevolissimo a Roma. Ma bisognerà che tutti gli “incastri” vadano al posto giusto. (Leggi qui Regione Lazio, alla fine arriva Gasbarra).

A meno di clamorose ipotesi di elezioni anticipate, per le politiche si voterà a marzo 2023. Data utile anche per Regionali. Sicuramente Nicola Zingaretti sarà candidato alla Camera, magari proprio nel collegio (blindato) che è stato di Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri.

Enrico Gasbarra è considerato una “risorsa” del Partito nella Capitale e nel Lazio. Ma tra un anno la posizione dell’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato (simbolo della guerra al Covid non soltanto nella regione) sarà ancora più forte. Stesso ragionamento per il vicepresidente del Lazio Daniele Leodori, straordinario uomo macchina e non solo.

Equilibri difficili

David Sassoli. Foto © Daina Le Lardic / Imagoeconomica

Inoltre, visto che non si ricandiderà alla presidenza dell’europarlamento non si può escludere David Sassoli.

Non sarà facile mantenere tutti gli equilibri. Con la candidatura di Cecilia D’Elia, Enrico Letta si è imposto sulle correnti. Per quanto riguarda il Lazio non potrà farlo, perché Nicola Zingaretti avrà la prima e l’ultima parola sull’individuazione del possibile successore. Ascolterà il parere dei big del Pd romano e laziale: Claudio Mancini, Goffredo Bettini, Roberto Gualtieri. Ma toccherà a lui decidere.

Una partita che si giocherà anche sulle candidature nei collegi blindati di Roma. Attenzione però: D’Amato e Leodori non si scanseranno. Neppure al cospetto di Gasbarra o Sassoli.

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