Regione Lazio, i Fratelli d’Italia devono osare. Subito

Il centrodestra sembra non imparare mai dai propri errori. Uno in particolare: ridursi sempre all’ultimo istante utile per scegliere il candidato. Ma stavolta alle Regionali non è possibile prendersela comoda. E tocca al Partito della Meloni la prima mossa

Se dalle urne arriverà il miracolo, e cioè l’elezione a sindaco di Roma di Enrico Michetti, allora tutti dovranno chiedere scusa all’avvocato. Ma se così non sarà, allora il centrodestra del Lazio dovrà cominciare ad interrogarsi seriamente sul perché continua perdere nella Capitale e anche alla Regione Lazio. Perché in questa lunga e strana estate sono tramontate pure ipotesi e certezze.

Per esempio nella Lega. Nessuno sembrava mettere in discussione il fatto che il grande favorito per la candidatura alla presidenza della Regione fosse Claudio Durigon, allora potentissimo sottosegretario al Mef e coordinatore regionale del Carroccio. Oggi queste certezze non ci sono più. E bisognerà pure capire cosa succederà per il coordinamento regionale del Lazio. Nel caso soprattutto di una disfatta della Lega a Roma: sotto al 10% e doppiata dai Fratelli d’Italia.

Barbara Saltamartini (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Nomi come quelli di Barbara Saltamartini e Umberto Fusco già circolano. E da mesi non si registra un intervento di Francesco Zicchieri a favore di Durigon. Ma il coordinatore regionale della Lega è uno abituato a risorgere dalle proprie ceneri. Il suo nome rimane per la candidatura alla presidenza della Regione.

Sempre all’ultimo istante

L’errore che il centrodestra commette sistematicamente è quello di arrivare sempre all’ultimo istante utile. E’ successo a Roma, a Milano e in tante altre città. Alla Regione bisognerà pensare per tempo e serve uno scatto anche da parte di Fratelli d’Italia, Partito di maggioranza relativa nel Lazio. Almeno nel centrodestra.

Non si capisce perché Giorgia Meloni non punti sin da ora su esponenti del calibro di Fabio Rampelli, Francesco Lollobrigida, Paolo Trancassini, Chiara Colosimo. Una candidatura alla presidenza della Regione va costruita, metabolizzata, condivisa. Due anni passano in fretta.

Claudio Fazzone e Mario Abbruzzese

Poi c’è Forza Italia. Antonio Tajani e Claudio Fazzone non possono permettersi il lusso di abdicare nel Lazio e all’interno degli “azzurri” non manca certo la classe dirigente. Anche Cambiamo-Coraggio Italia deve dare il suo contributo. Dipenderà molto da Mario Abbruzzese, tra i dirigenti più autorevoli nel Lazio del movimento di Giovanni Toti.

Il centrodestra non può ridursi pure stavolta all’ultimo tuffo.

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