La Lega torna alla carica: la Mozione di Sfiducia verrà presentata

Foto © Imagoeonomica, Sara Minelli

La Lega decide di presentare comunque la mozione di sfiducia a Nicola Zingaretti. Lo ha annunciato Matteo Salvini. Zicchieri "Basta, chi vuole fare da stampella esca alla luce del sole"

La Lega torna alla carica. Non rinuncia alla Mozione di Sfiducia contro Nicola Zingaretti in Regione Lazio: anche se non ha i numeri per approvarla, non dispone degli alleati necessari per ribaltare la presidenza. (leggi qui E alla fine la Mozione si sfiduciò da sola)

Forse nessuno lo ha detto al Capitano: così Matteo Salvini si è lanciato in diretta tv nell’annuncio di una grande convention da tenere a fine novembre “mille persone in rappresentanza delle categorie e della società per delineare un’idea di Capitale e di governo. E non solo. Ha anticipato che il Gruppo consiliare della Lega in Regione presenterà nei prossimi giorni la sfiducia al Governatore. Lo farà nonostante la posizione dialogante di buona parte del Movimento 5 Stelle e la costituzione del gruppo renziano di Italia Viva, non lascino spazio a qualsiasi sfiducia.

Matteo Salvini © Imagoeconomica, Livio Anticoli

A spiegare perché allora la mozione verrà protocollata lo stesso è stato il coordinatore regionale del carroccio Francesco Zicchieri. Dicherebbe che in questo modo si vedrà «chi sta di qua e chi sta di là». È un dispetto al Movimento 5 Stelle: lo ha evidenziato dal primo minuto il portavoce del centrodestra nell’Aula della Pisana Stefano Parisi. Che già l’altro giorno aveva messo in chiaro la situazione «Se la Lega vuole fare una mozione di sfiducia per vendicarsi dei 5 Stelle che l’hanno tradita andando con Zingaretti, è un problema della Lega, non di un’opposizione seria».

Zicchieri non ne è convinto. Al punto che a Daniele Di Maio de Il Tempo ha detto «Se tutti coloro i quali sono stati eletti nel centrodestra ed i consiglieri M5S la votano, Zingaretti va a casa. E se cade la Regione Lazio cade anche il governo, essendo il suo governatore anche il segretario del secondo Partito di maggioranza».

Resta da capire perché quella mozione dovrebbe essere votata da “tutti coloro i quali sono stati eletti nel centrodestra” dal momento che tra loro c’è chi è uscito ed ora sta con Italia Viva; chi non ha condiviso la linea politica del Partito in cui è stato eletto e se n’è andato nel gruppo Misto; chi è uscito e rientrato in Forza Italia. Nessuno di loro ha una ragione per partecipare al gioco della Lega. Meno ancora i 5 Stelle: lasciati a piedi nel pieno dell’esperienza di governo nazionale proprio dal Partito di Francesco Zicchieri che voleva portare tutti Ale urne.

Francesco Zicchieri © Imagoeconomica, Stefano Carofei

«E allora vorrà – ha detto Francesco Zicchieri dire che questa mozione di sfiducia servirà a fare chiarezza una volta per tutte. A definire cioè chi sta con la sinistra e chi sta invece con il centrodestra. A chiarire definitivamente se e quali consiglieri del M5S decideranno di fare la stampella a Zingaretti. Questo secondo aspetto ovviamente mi interessa meno. Mi focalizzo piuttosto sul centrodestra; cominciamo a capire chi sta con noi e chi contro di noi, sia a livello di Partiti che a livello di singoli consiglieri. Prima facciamo chiarezza e meglio potremo affrontare le tante sfide elettorali che ci aspettano…».

Suona come una minaccia…

«Nessuna minaccia. Come segretario regionale voglio sapere quali sono i miei alleati, con chi devo fare opposizione e costruire un programma di governo alternativo. C’è un consigliere eletto con la Lega che da mesi sostiene Zingaretti e che ora è passato con Italia Viva, si chiama Enrico Cavallari. Questo consigliere viene pubblicamente ringraziato dalla sinistra per la sua responsabilità. Ma quale responsabilità! È stato eletto nella lista della Lega con i voti dei leghisti laziali: chieda scusa agli elettori per questo tradimento. Ma come fa la sinistra a ringraziare un voltagabbana? Se questa è la maggioranza che sostiene Zingaretti meglio andare a votare il prima possibile».

Per la verità si parla di diversi movimenti politici in corso alla Pisana.
Il capogruppo della Lega in Regione Lazio. Foto: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

«In queste settimane ne ho sentite di tutti i colori: consiglieri pronti a passare con Renzi, esponenti di opposizione che concordano emendamenti e si spartiscono nomine con la sinistra. Adesso basta. Presentiamo la mozione per mandare a casa Zingaretti. Chi non la vota fa una scelta di campo. Vale anche per il M5S, che ha preso i voti per essere opposizione della sinistra: se il Pd e la Lombardi vogliono davvero fare questo accordo lo facciano alla luce del sole, passando per le elezioni, non con la replica laziale del patto di potere che ha portato alla nascita del governo giallorosso».

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