Regione, Provincia, Ferentino: Pompeo «Il futuro lo costruiamo noi»

Le urne che si chiudono tra qualche ora. Ed i loro verdetti. Il Pd che uscirà dalle elezioni. Ed il futuro del leader della componente degli ex renziani Base Riformista. Antonio Pompeo si prepara a lasciare la guida della Provincia di Frosinone e del Comune di Ferentino. Con quali prospettive. Chi sarà il prossimo candidato sindaco. Come scegliere il successore in Piazza Gramsci

Presidente della Provincia di Frosinone per due mandati, sindaco di Ferentino fino al limite massimo concesso dalla Legge. Come presidente regionale dell’Unione Province Italiane ha provato a farla cambiare quella norma ed estendere a tre i mandati consentiti; al momento di portare in Aula i provvedimenti è caduto il Governo. Ora l’avvocato Antonio Pompeo è al bivio: ha di fronte le Regionali e sta per lasciarsi alle spalle Provincia e Comune. Quale strada prenderà? Nel Partito Democratico guida la componente degli ex renziani di Base Riformista: ma c’è un dibattito intenso che potrebbe portare ad un nuovo orizzonte.

Presidente che Pd uscirà dalle urne lunedì mattina?
Antonio Pompeo

Quello che disegneranno gli elettori. Se noi sapessimo prima cosa esce dalle urne, ci adegueremmo senza dover mai passare per riflessioni interne e congressi. Aspettiamo qualche ora e poi potremo fare le nostre valutazioni.

E lei quale Pd si augura di veder uscire dalle urne?

Mi auguro di vedere un Partito moderno, plurale, aperto. Capace di discutere: basato sulle idee e non sui numeri.

Lei ha sempre rimproverato una mancanza di collegialità: alcuni come Adamo Pantano, Massimiliano Quadrini e Alessandra Sardellitti sono andati via. Colpa di un Pd troppo chiuso o c’è altro?

Ogni riflessione potrà essere fatta dopo. Ma, come ho sempre detto, non ci si può sottrarre ad una fase di discussione. Perché quando qualcuno va via non si tratta solo di una perdita in termini di consensi, ma anche di idee e di progetti e quindi di impoverimento per tutto il Partito.

Un mese fa si sosteneva che ci fosse un suo interessamento ad Azione: quanto è concreto quel dialogo?
Foto © AG IchnusaPapers

Il dialogo non è ‘intelligenza con il nemico’. Ho fatto la campagna elettorale con il Pd, ho messo la faccia ad ogni evento del mio Partito. E l’ho fatto anche organizzando una serie di incontri ‘Il valore dei territori, la forza del Paese‘, per raccontare le proposte del Pd e mettendo al centro proprio il territorio. ma anche i suoi amministratori che sono esempio virtuoso del buon governo democratico. In questo mese di campagna elettorale ho avuto modo di incontrare tante persone nuove e tanti giovani interessati alla vita del Partito. Ecco: saper costruire un dialogo significa anche favorire una maggiore partecipazione togliendoci anche quella scomoda etichetta di un partito per soli addetti ai lavori.

Regionali: qual è il candidato governatore migliore per il dopo Zingaretti?

Quello capace di costruire e mantenere un dialogo vivo con tutte le forze politiche che faranno parte dell’attuale alleanza di governo nella Regione Lazio. E aggiungo: se vogliamo davvero dire qualcosa di nuovo dobbiamo individuare una figura capace di rappresentare tutto il Lazio e non soltanto Roma

Antonio Pompeo che ruolo giocherà alle prossime regionali?
Enrico Letta, Luca Fantini ed Antonio Pompeo

Se è utile al Pd io sono a disposizione. Ma prima è indispensabile una riflessione politica sui temi che abbiamo detto poco fa. Prima su tutti: quale Pd uscirà dalle urne.

Con quale metodo deciderete il candidato per la sua successione in Provincia?

Occorre una soluzione ampia, condivisa e non basata solo sulla forza dei numeri ma anche sulla forza delle idee.

Al Comune di Ferentino lei ha costruito un dialogo con Luca Zaccari che è presidente d’Aula in provincia ma sta nel centrodestra: che punto d’approdo ha quel dialogo?

Vale la risposta che ho dato. Il dialogo è il mio modo di fare politica. Non bisogna vedere inciuci in ogni situazione. Il dialogo in politica è sempre costruttivo.

Qual è l’identikit del prossimo candidato sindaco di Ferentino per il centrosinistra?

Per le prossime amministrative non si può non pensare a un progetto che veda i giovani protagonisti. E sono contento di aver contribuito a creare una nuova classe dirigente. Ritengo che una città come Ferentino, diventata negli anni anche strategica per lo sviluppo locale, non possa prescindere da una guida autorevole con capacità di sintesi e di aggregazione. Immagino una figura con competenze amministrative ma soprattutto con una visione lungimirante e proiettata al domani. Perché Ferentino merita molto di più dell’ordinario e noi, in questi anni, abbiamo fatto in modo che il parametro fosse sempre e comunque lo straordinario. Con un pizzico di orgoglio e soddisfazione posso dire che ci siamo riusciti e questo lo testimoniano i cittadini, con stima, fiducia e apprezzamento quotidiani. Quindi sì: la strada è quella giusta. Bisogna soltanto continuare a percorrerla.

Ferentino, Provincia, Regione: c’è un comune denominatore. E sono i civici. Come si fa a coinvolgerli tutti in questo momento di disaffezione alla vita politica?

Non esiste una ricetta particolare. Nel mio impegno quotidiano ho cercato di trasmettere alle persone che mi circondavano l’amore per la mia città e per la mia provincia. E condividere con loro progetti. Ho iniziato a lavorare con le associazioni da assessore alla Cultura e il rapporto che si è creato è cresciuto negli anni fino a diventare un elemento chiave nella mia azione amministrativa. Oggi la politica ha bisogno di nuovi impulsi ma soprattutto ha la necessità di riscoprire la condivisione per raggiungere risultati maggiori. Ci sono persone che pur non riconoscendosi in nessun partito hanno voglia di contribuire ed impegnarsi per la propria città e l’avvicinamento di tante realtà civiche è stato quasi naturale. Così come lo è stato lavorare con i giovani. Non credo che i ragazzi siano disinteressati alla vita politica, penso solo che abbiano bisogno di essere presi in considerazione perché il loro punto di vista è importante, è una lente tarata sul futuro.

Quale eredità lascia Antonio Pompeo, come sindaco e come Presidente della Provincia?

... e pure come presidente dell’Unione Province Italiane del Lazio e come dirigente nazionale dell’Upi… Consentitemi di partire dalla mia città. Credo che per tutti coloro che facciano politica non ci sia un onore maggiore di quello che porta a lavorare per la propria città. Amo Ferentino, la sua storia, i suoi vicoli, le sue bellezze naturali e quello che abbiamo cercato di fare in questi anni è stato proprio prendercene cura, valorizzando tutte le potenzialità che Ferentino offre.

Allargando il campo, per Ferentino e per la Provincia valgono gli stessi concetti. E cioè Abbiamo lavorato senza dimenticare la storia e la valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale ma, al tempo stesso, abbiamo creato una città moderna, una Provincia moderna. Sono proiettate al futuro ed oggi sono diventate strategiche, baricentriche per l’intero territorio, grazie anche alle importanti infrastrutture che sono state realizzate. E oggi possiamo dircelo: veniamo guardati con ammirazione.

Cosa lascia al prossimo sindaco di Ferentino?
Antonio Pompeo

Un modo di fare amministrazione che guarda al futuro e non al passato. E poi le opere, i progetti che hanno caratterizzato questi anni. Con la mia squadra abbiamo cercato di focalizzarci su quello di cui Ferentino aveva bisogno. Oggi ha una rete infrastrutturale che punta sulla sicurezza, abbiamo investito sulle scuole migliorando gli ambienti che ospitano i nostri bambini e confermando i servizi come la mensa senza aumentarne i costi. Abbiamo anche lavorato sull’ambiente, sullo sport, sul sociale, sulla cultura, sulla mobilità sostenibile, sulle infrastrutture.

C’è da dire, però, che lasciamo tanto in cantiere grazie anche alle risorse del Pnrr: il 2023 sarà l’anno della conclusione dei lavori al teatro romano, quello di inizio del cantiere per il nuovo auditorium, il termine degli interventi alla stazione ferroviaria con il parcheggio. E ancora: inizieranno i lavori anche per l’ex Paolini che, con la chiusura della vicenda sulla Stu, tornerà ad essere una scuola, moderna, funzionale e sicura. Abbiamo anche gettato solide basi per la realizzazione della fermata Tav e non possiamo dimenticare che sono in corso cantieri importanti come quello del nuovo cimitero e della rotatoria a Pontegrande. Lasciamo tanto in termini di risorse ma anche di nuovi servizi.

(ha collaborato Emiliano Papillo).

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