E i grillini votano per tenere Buschini alla guida dei rifiuti

Il Movimento 5 Stelle vota a favore di Mauro Buschini. Lo stesso assessore regionale che Virginia Raggi accusa d’essere il responsabile del caos immondizie a Roma.

I consiglieri grillini hanno fatto quadrato insieme alla maggioranza di centrosinistra, intorno all’assessore all’Ambiente di Nicola Zingaretti. Hanno detto no al documento con cui il centrodestra ne chiedeva la testa per il modo in cui ha gestito le politiche dei rifiuti. (Leggi qui l’anticipazione di Alessioporcu.it)

L’aula ha votato poco dopo le 17.30. Sono stati 34 i voti contro la censura: la maggioranza ha votato in modo compatto. Ed a sorpresa si sono aggiunti i consiglieri grillini. Che – in pratica – hanno espresso un giudizio diverso da quello della sindaca.

Di fronte a Buschini s’è spaccata anche l’opposizione di centrodestra. Solo in 4 hanno votato per la censura: Francesco Storace, Antonello Aurigemma, Francesco Cangemi,

 

LA SEDUTA DI CONSIGLIO

Tutta la seduta del Consiglio Regionale è stata dedicata all’emergenza rifiuti su Roma. I lavori sono stati aperti dalle comunicazioni dell’assessore Mauro Buschini. In pratica ha illustrato la posizione della maggioranza che governa la Regione.

La posizione della giunta regionale è che Roma debba smaltirsi sul suo territorio i propri rifiuti, smettendo di gravare sulle province del Lazio. Perchè? Mauro Buschini ha ricordato che il principio in base al quale ogni territorio deve essere autosufficiente nel trattare le sue immondizie è stato imposto in tutta l’Unione Europea dal 1991. Ed ha ribadito che  la solidarietà di comuni e province, che stanno aiutando la Capitale a evitare l’abisso, non può essere eterna.

È necessario pertanto, secondo la Regione, che il Campidoglio avvii una programmazione. Insomma che faccia le stesse cose realizzate in provincia di Frosinone da vent’anni: raccolta, trattamento, riciclo delle materie prime, trasformazione di ciò che avanza facendolo diventare combustibile per termovalorizzatori, incenerimento e produzione di energia.

L’assessore ha smentito le cose dette ieri a Porta a Porta dalla sindaca Virginia Raggi.  Sostiene che al suo ufficio non sono ancora arrivate le risposte, attese da tempo, di Roma e della Città metropolitana sui siti idonei per collocare i rifiuti non riciclabili e non combustibili. «La Regione, per legge, non può decidere da sola dove posizionare le discariche di servizio. Né risultano all’assessorato presentate le annunciate richieste del Campidoglio per ottenere l’autorizzazione a tre nuovi impianti per il compostaggio».

Nel corso delle comunicazioni, Mauro Buschini ha rivelato che in compenso, ieri, è arrivata in Regione la richiesta di attivare, spostandolo a Ostia, il tritovagliatore mobile, proprietà di Ama che si trova attualmente a Rocca Cencia. Una misura pensata per affrontare la crisi di questi giorni. La Regione si è impegnata a dare il via libera nel più breve tempo, poiché per gli impianti mobili le procedure sono più semplici.

 

IL SISTEMA FRAGILE

L’assetto degli impianti per la lavorazione dei rifiuti nella  Capitale è stato definito fragile, dall’assessore Buschini. La capacità di trattamento corrisponde, infatti, esattamente alla produzione di rifiuti. Insomma: Roma produce 100 ed i suoi impianti sono in grado di lavorare al massimo 100, ma se tutto va bene. La crisi degli ultimi giorni, infatti, sarebbe dovuta  al fatto che l’impianto Colari a Malagrotta ha dovuto ridurre la quantità in ingresso, a causa di alcune vicende giudiziarie. Il che avrebbe costretto Ama a stressare i Tmb di Rocca Cencia e Salario. A tutto questo si è sommata la chiusura dell’inceneritore di Colleferro, sul quale c’è bisogno con urgenza di una  ristrutturazione.

 

LA REGIONE TARDA PER ROMA
Il piano rifiuti regionale, secondo la relazione di questa mattina, va aggiornato al nuovo fabbisogno. A quanto ammonta il fabbisogno si sa:  le cifre sono sotto procedura di Vas (valutazione ambientale strategica). Una volta completato l’iter, tornerà in commissione e Consiglio. «Serve però conoscere dalle Province le aree dove si potranno posizionare gli impianti, risposte – come è stato ribadito più volte – che non sono arrivate da tutti». Insomma, per Mauro Buschini è Roma a non dare le risposte ed a bloccare tutto.

 

IL DIBATTITO
Diverse le posizioni emerse nel dibattito che è seguito alla relazione dell’assessore. Parte dell’opposizione ha puntato l’indice sui ritardi del governo regionale, proprio per il piano rifiuti. E sull’aver scaricato, in questa vicenda, le responsabilità solo a Roma Capitale, anziché prospettare soluzioni.

L’opposzione ha chiesto, a questo proposito, che la Regione prenda l’iniziativa. Che convochi un tavolo o una conferenza dei servizi per affrontare l’emergenza. L’assessore, nella replica, ha precisato di avere già provveduto.

L’indicazione dei siti, è stato detto, andrebbe preceduta da criteri definiti a livello regionale. Se pure poi l’amministrazione comunale capitolina individuasse gli impianti, i tempi di realizzazione – tre anni – la costringerebbero, secondo altri, a rivolgersi ai privati.

Il tema delle discariche di servizio. L’opposizione sostiene che rischierebbero di trovarsi a 500 metri dagli abitati, finendo per esser bloccate paradossalmente dalla stessa Regione.

 

VIRGINIA DA VESPA
Nel corso di Porta a Porta ieri Virginia Raggi ha sollecitato la Regione ad approvare i progetto di ampliamento delle discariche presentati nelle Province. (Leggi qui). Se si puntasse a collocare gli impianti di smaltimento dei rifiuti in provincia c’è chi, in Aula, ha preannunciato iniziative di “resistenza fisica”.

Né è mancato chi ha proposto uno smaltimento su base regionale, con un “trattamento” a livello provinciale. C’è stato anche chi ha suggerito impianti di proprietà pubblica (ad esempio la Saf di Colfelice, che appartiene a tutti i Comuni della provincia di Frosinone in parti uguali) e raccolta affidata alla concorrenza.

Frattanto, è stato comunicato all’Aula che il testo unificato della proposta di legge sugli ambiti territoriali ottimali è stato trasmesso alla commissione Ambiente. Il testo prevede un ambito unico regionale, dei bacini autosufficienti e un’autorità d’ambito.

 

SOSTENETE IL CAMPIDOGLIO
Quanto al Campidoglio è stato sottolineato, da alcuni consiglieri, che esiste un piano rifiuti comunale (con i tre impianti di compostaggio), che punta a portare la differenziata al 70 per cento. A questo proposito è stato chiesto alla Regione di sostenerlo.

Si è osservato, inoltre, che anche altre province non hanno autosufficienza, come Rieti che smaltisce a Viterbo al pari di alcuni comuni romani.

Di fronte infine alle polemiche di questi giorni non è mancato chi ha ipotizzato che o l’amministrazione capitolina o la stessa Regione puntino al commissariamento per evitare di affrontare il problema.

 

LA MOZIONE DI censura
E’ stato a questo punto che l’aula ha affrontato la mozione di censura contro l’assessore Mauro Buschini.

La maggioranza ha fatto quadrato. E fin qui nessuna sorpresa. Il dato politico arriva dalla posizione del Movimento 5 Stelle. E di una parte di quella stessa opposizione che aveva presentato la censura. I pentastellati hanno votato a favore di Buschini, contro la mozione e contro le tesi sostenute da Virginia Raggi.

Ma perché il gruppo ha votato in quel modo? E’ un mistero politico. Alcuni sostengono di averlo fatto perché nel testo della mozione di censura si metteva sotto accusa la gestione Buschini ma si parlava anche di “incapacità della giunta Raggi“. I consiglieri grillini allora hanno votato no, per respingere quel passaggio. Mettendo in secondo piano il vero oggetto della censura: la gestione fatta dall’assessore.

In realtà, avrebbero potuto ignorare del tutto quella mozione. Infatti, se si fossero astenuti, non avrebbero né votato per Buschini né contro. In questo modo invece, resta il fatto politico che hanno respinto la mozione di censura.

Resta poi anche un altro dato: il centrodestra, alla fine dei conti, si è ritrovato solo con 4 voti.

A finire in discarica non è stato Mauro Buschini.

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