Zingaretti, via al Risiko delle nomine: chi entra e chi esce

Dopo la giunta e gli assetti interni, in Regione Lazio parte il Risiko delle nomine. Ci sono da rinnovare enti strategici. Nell'elenco: Arsial, LazioCrea e LazioInnova. Ci lavorerà direttamente Nicola Zingaretti

di Simone CANETTIERI

per IL MESSAGGERO

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Un risiko sta per iniziare: Nicola Zingaretti ha un pacchetto di nomine molto importanti da fare (ex novo) o da confermare. Si tratta di «scatole magiche» che gestiscono i servizi più importanti della Regione: dai trasporti all’agricoltura, passando per le strade, il personale e l’ideazione dei bandi per accedere ai fondi europei.

Un altro risiko sta per chiudersi: Claudio Di Berardino dovrebbe completare la giunta in quota Leu.

Sul fronte società la priorità si chiama LazioCrea, motore dei progetti di e-government e dei servizi essenziali (dall’emergenza sanitaria alla protezione civile) per arrivare al sistema informatico. Qui c’è da sostituire Albino Ruberti: l’ex storico manager in Campidoglio di Zètema è diventato capo di gabinetto di Zingaretti. E quindi lascia scoperta una casella fondamentale (rimangono in carica solo i due membri del cda Paola Maria Bottaro e Nicola Tasco).

 

LA PARTITA

Gli appetiti della maggioranza a trazione Pd iniziano a farsi pressanti. Non solo: c’è anche chi, con una spinta di realismo, propone sempre dall’interno della coalizione di aprire alla minoranza per i consigli di amministrazione «un modo per garantire ancora meglio gli assetti», spiegano sempre dalla coalizione zingarettiana.

Sempre dal Pd fanno un altro ragionamento: in questi cinque anni sono state create delle vere e proprie repubbliche indipendenti in queste società e ora arrivato il momento di cambiare. Il governatore sarà disponibile a rimescolare nomi e ruoli?

Non si sa. Di sicuro, un altro fronte è quello di Lazio Innova. Le redini del comando sono affidate, qui, al direttore generale Andrea Ciampalini che è destinato a essere confermato, anche se nella maggioranza di Zingaretti si registrano pareri contrari. Un’altra leva fondamentale della «macchina» di via Cristoforo Colombo è rappresentata dall’Agenzia regionale per lo Sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio. In una parola: Arsial.

 

I NOMI

I ruoli di comando, sui quali come raccontano sempre autorevoli esponenti della maggioranza è in corso una «forte riflessione» sono, l’amministratore unico Antonio Rosati e il direttore generale Stefano Sbaffi. Non è escluso, che si apra una discussione anche su di loro.

In un certo senso, è tutto il paradigma che è cambiato: cinque anni fa Zingaretti, appena conquistata la Regione, dopo lo scandalo Fiorito ebbe mano libera su tutte le nomine, anche perché lo stesso Pd era uscito con le ossa più che rotte da quella esperienza. Adesso, le cose sono cambiate e gli «appetiti» aumentati.

Chi dovrebbe rimanere fuori da possibili giri di valzer è Amalia Colaceci, presidente della società che si occupa dei trasporti regionali (Cotral), portata a esempio da Zingaretti in campagna elettorale, come eccellenza nel servizio e soprattutto nei bilanci. Praticamente l’opposto della cugina di città, Atac.

Poi ci sono le nomine Asl che potrebbero avere un percorso più tortuoso per via dei famosi assetti dell’aula: dovranno passare anche dalla commissione Sanità, ambita da una parte delle opposizioni (M5S e Forza Italia).

In giunta dunque dovrebbe approdare in quota Leu, di Berardino, ex segretario della Cgil di Roma e del Lazio: è stato indicato dal consigliere regionale Daniele Ognibene, come assessore al Lavoro. Il nome è frutto di un travaglio interiore al partito di Grasso e Bersani durato giorni. Tra chi spingeva per Piero Latino e Paolo Cento. Adesso la palla passa a Zingaretti che, come l’uomo del monte, dovrà solo dire sì.

Di sicuro oggi debutta la nuova squadra del presidente. Tutti convocati.

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