“Renzi andrebbe sculacciato”. E Cacciari punta su Zingaretti

Cacciari dice che Calenda non è di sinistra. E punta su Zingaretti. Ma la strategia di Renzi è chiara: girare per il mondo significa che il leader è lui. Le opzioni per il governatore del Lazio

«La sinistra va riformata, bisogna creare una nuova classe dirigente che non abbia partecipato ai disastri di questi anni. Calenda leader? Ma perché, è di sinistra? Io punterei su Zingaretti». Così il professor Massimo Cacciari, a Milano per un’iniziativa organizzata da Fonti credibili alla Santeria, descrive la situazione delle forze progressiste in Italia.

E all’annuncio di Matteo Renzi di sparire per qualche mese dalla politica per andare in giro per il mondo a tenere conferenze, l’ex sindaco di Venezia ha risposto: «Renzi andrebbe sculacciato, ormai è tardi per allontanarsi dalla politica. Doveva farlo dopo il referendum».

Dunque, il presidente Nicola Zingaretti incassa un altro endorsement importante per la sua eventuale candidatura alla segreteria nazionale del Pd quando si celebreranno le primarie.

Però la strategia di Matteo Renzi sta prendendo forma chiaramente. In Parlamento il Partito Democratico, dai banchi dell’opposizione, sta ritrovando un minimo di unità nell’attacco al governo pentaleghista di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

L’attacco di Graziano Delrio al premier Giuseppe Conte ieri è la dimostrazione di una vis polemica molto forte.

Naturalmente questa situazione durerà poco e alla fine le differenze emergeranno. Matteo Renzi punta su Graziano Delrio per la segreteria e, se si dovesse andare ad elezioni anctipate entro un anno, su Paolo Gentiloni come candidato premier.

Ma il fatto che sia lui ad andare in giro per il mondo (prima in Cina, poi in Usa alla commemorazione dell’assassinio di Robert Kennedy) dimostra che il leader è sempre lui, che intende accreditarsi. Perché proprio Di Maio e Salvini gli hanno dato l’idea: si può guidare un esecutivo anche da… ministro degli esteri nel caso di Renzi?

Nicola Zingaretti non può perdere tempo se davvero intende cercare di riportare il Pd sull’ala sinistra dello schieramento.

Quello che nel Partito tutti fanno finta di dimenticare è che senza una forte coalizione di centrosinistra i Democrat non vanno da nessuna parte. Psi, Liberi e Uguali (esiste in Parlamento, ma sui territori sono tornati ad essere Mdp, Sinistra Italiana e Possibile), + Europa di Emma Bonino e perfino i Radicali possono diventare interlocutori importanti in un contesto di unità e di rilancio che determini un effetto moltiplicatore.

La carta che può giocare Nicola Zingaretti è soprattutto questa, allargando naturalmente il discorso al centro. Cercando perfino di provare a “stanare” Renzi sul fronte di un possibile Partito della Nazione che ogni tanto riemerge.

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