Renzi o Zingaretti? Con chi stanno i big locali del Pd

Nicola Zingaretti rilancia le sue aspirazioni per la giuda nazionale del Pd. Ma tra i big locali chi sta con lui e chi con Renzi? Tra i Dem è arrivato il momento di uscire allo scoperto. Tra Lega e Forza Italia scocca l'ora della chiarezza

Niente intesa con i Cinque Stelle, altrimenti spariremo”. Il diktat di Matteo Renzi è forte e chiaro e, considerando che i numeri in direzione e in assemblea sono dalla sua parte, difficilmente si farà l’intesa tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Anche se nei Democrat ci sono posizioni differenti, basti pensare a quelle di Dario Franceschini e Andrea Orlando. Oppure, soprattutto, di Nicola Zingaretti, che alla Regione Lazio ha un accordo con i pentastellati di Roberta Lombardi.

Comunque vada, è ora di uscire allo scoperto. Anche per i big locali e non soltanto del Pd. Perché le possibilità di un ritorno anticipato (magari ad ottobre) alle urne crescono.

Per esempio Francesco De Angelis sta con la posizione di Matteo Orfini (no ai Cinque Stelle) o con quella di Nicola Zingaretti? Stesso discorso, ancora più marcato, per Mauro Buschini, che alla Regione Lazio è capogruppo dei Democrat. E guida quindi il Partito cardine della coalizione di Zingaretti. Buschini propende per Orfini o per Zingaretti?

Sara Battisti, orfiniana della prima ora, è schierata con il presidente del Partito?

 

Nicola Zingaretti trarrà delle valutazioni politiche dal dibattito in direzione e dalle scelte che ne deriveranno. Esattamente come fece in occasione delle primarie per la segreteria nazionale, quando scattò il grande gelo con De Angelis e Buschini. Perché Zingaretti si voltò dietro e non li vide più. Anzi, scoprì che stavano dalla parte di Orfini.

 

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo è favorevole ad un confronto con i Cinque Stelle? Marino Fardelli, Simone Costanzo, Norberto Venturi e tutti gli altri come sono posizionati?

 

Uscire allo scoperto è necessario e richiede coraggio. Perché se è vero che a livello nazionale le candidature passeranno ancora una volta da Matteo Renzi, sul piano regionale non si può prescindere da Nicola Zingaretti. Stare nel mezzo sarebbe politicamente letale.

 

Pure nel centrodestra è già ora di schierarsi.

Francesco Zicchieri ha commissariato la federazione provinciale della Lega. Stanno tutti con lui? Il deputato e coordinatore regionale del Carroccio ha avviato un dialogo con Forza Italia, confrontandosi con Adriano Piacentini e Nicola Ottaviani. Ma non vuol sentir parlare di Mario Abbruzzese. Anche negli “azzurri” sarebbe il caso di un redde rationem: chi sta con Piacentini e chi con Abbruzzese?

Certamente si può continuare a tergiversare, ma i tempi sono cambiati.

Chi “tentenna” perde tutto: voti della gente e credibilità nel partito. O di qua o di là.

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