Renzi punta sull’economia circolare. Poi “asfalta” Di Maio

Il leader di Italia Viva a tutto campo: “Dobbiamo finalmente sbloccare gli impianti (sette anni fa ci massacrarono per lo Sblocca Italia, ora si capisce quanto fosse importante quel provvedimento), lavorare sulle rinnovabili, agevolare il riciclo”. Poi avverte il Pd: “Se inseguono i Cinque Stelle, vadano da soli. Il ministro degli esteri spiccia casa ad Alfano”.

Lo stile e la strategia sono sempre le stesse: proposte concrete e argomentate in campo amministrativo e gestionale, rottamazione sul piano politico. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha smesso di preoccuparsi dei sondaggi. E in Parlamento ha dimostrato che soltanto lui può dare le carte.

Come gli imperatori romani posiziona il pollice a seconda dei suoi obiettivi. Ha mandato a casa Enrico Letta, Matteo Salvini, Giuseppe Conte. Ha portato a Palazzo Chigi il Giuseppe Conte bis e soprattutto Mario Draghi.

Sbloccare gli impianti, i rifiuti sono una risorsa

Matteo Renzi (Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica)

In un momento in cui si è cercato di far passare sotto la silenzio la notizia di un aumento del 40% relativamente alla luce per il prossimo trimestre, Matteo Renzi ha fatto quello che gli riesce meglio. Analizzare. Ha spiegato: “La verità è molto semplice: con le tensioni geopolitiche sul gas, l’aumento del costo delle materie prime, la speculazione finanziaria, il peso della tassazione decisa in sede europea, la transizione ecologica rischia di essere un bagno di sangue per le famiglie e per la manifattura”.

Poi ha aggiunto: “Dobbiamo finalmente sbloccare gli impianti (sette anni fa ci massacrarono per lo Sblocca Italia, ora si capisce quanto fosse importante quel provvedimento), lavorare sulle rinnovabili, agevolare il riciclo e l’economia circolare. Per fare diventare i rifiuti occasione di ricchezza occorrono tecnologie, che abbiamo; impianti, che continuiamo a non voler fare; regole, che non possono essere punitive contro imprese e famiglie. E naturalmente occorre fare della transizione una sfida politica e geopolitica globale, non lasciando questo argomento ai soli professionisti dell’ideologia ma utilizzando tutti gli strumenti di cui il Paese dispone: bilancio, leva fiscale, politica estera, ruolo delle grandi aziende. Tema appassionante e difficile su cui si gioca la credibilità dei politici contro i populisti”.

Un ragionamento a tutto campo, anche perché da un ministro per la transizione ecologica ci si aspetta un programma per limitare l’aumento sulle famiglie, non solo l’annuncio della stangata. Matteo Renzi ha voluto far capire che esiste un altro punto di vista.

Noi no con i Cinque Stelle

Matteo Renzi (Foto: Imagoeconomica, Paolo Lo Debole)

Sul piano politico, nel momento in cui Enrico Letta ha bisogno anche dei voti di Italia Viva per vincere le elezioni suppletive nel collegio di Siena, Renzi ha affondato il colpo: “Se il Pd pensa di recuperare la tradizione riformista noi ci siamo. Se vogliono inseguire i 5 Stelle ci vadano da soli, noi abbiamo già dato”. Un ragionamento sviluppato a Milano, presentando il suo libro “Controcorrente”.

Ha affermato Renzi: “Di Maio ha cambiato tre governi diversi, dovrebbero chiedere scusa ad Alfano. Ad Alfano, Di Maio gli spiccia casa. Alfano ha avuto la dignità di fermarsi e fare l’avvocato e il manager, rispetto a tutti quelli del M5S che lo insultavano perché aveva sostenuto due governi diversi è un pischelino. Quanto a Meloni va più d’accordo con Letta che con Salvini, quando fanno le iniziative sono tutti felici e sorridenti. Meloni e Salvini non si guardano, a parte le foto discutibili come quella del forum Ambrosetti”.

Insomma, linea chiarissima: Italia Viva è incompatibile con i Cinque Stelle, il Pd scelga. I sondaggi non sorridono? Matteo Renzi la politica la fa in Parlamento.

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