Ridateci i poteri forti. Ma subito

Se la Ciociaria non riuscirà ad eleggere neppure un europarlamentare nella primavera del 2019 sarà condannata all’isolamento e alla deriva. Perché quell’appuntamento segnerà il futuro delle prossime generazioni. E questa provincia è già tagliata fuori da decenni dai circuiti che contano

Riuscirà la provincia di Frosinone ad eleggere un europarlamentare la primavera prossima?

Le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo rappresenteranno uno spartiacque che non è esagerato definire storico. Perché i partiti sovranisti e populisti cercheranno la spallata al Ppe e al Pse.

Ci proveranno marciando separati ma colpendo uniti: il Front National di Marine Le Pen in Francia, la Lega di Matteo Salvini e il Movimento Cinque Stelle di Luigi Di Maio in Italia, Viktor Orban in Ungheria e molti altri.

 

D’altra parte si profila un fronte assai ampio, dalla Merkel a Tsipras, passando da Macron. Con il Pd di Zingaretti che guarda in quella direzione, mentre l’ala renziana, ormai innamorata delle sconfitte tragiche, si contrappone a tutto.

Nell’orbita del Ppe continuerà a gravitare Forza Italia.

 

Dall’esito di quel voto dipenderanno le vite quotidiane delle prossime generazioni europee. Ci sono ricette agli antipodi su tutto: sull’euro, sulle banche, sui mercati, sull’immigrazione.

Non avere nemmeno un esponente in quel contesto condannerà definitivamente la Ciociaria all’isolazionismo e alla deriva. Già a livello nazionale non abbiamo esponenti nelle stanze che contano davvero, quelle del governo.

 

A scendere, poi, tutto il resto. Da quanto tempo non si progetta e non si realizza un’opera importante per questo territorio?

Ogni tanto nel dibattito riemergono i cosiddetti “poteri forti”. Li evoca spesso il capo dei Cinque Stelle Luigi Di Maio, magari per scaricare su questa “entità” i mancati risultati del governo gialloverde.

Ma chi sono poi i “poteri forti”? Imprenditori, capitani di industria, politici influenti, uomini capaci di “sussurrare” ai politici influenti. Si parlava di loro negli anni del boom economico della Ciociaria, quando le fabbriche aprivano e le infrastrutture venivano costruite.

Poi, a partire dal 1994 in poi, se n’è parlato sempre di meno.

Nel frattempo la disoccupazione è cresciuta in modo esponenziale, le fabbriche hanno chiuso i battenti, la rappresentanza politica conta sempre di meno.

E allora? Ridateci i poteri forti.

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