Riecco Matteo Renzi. E vuole “rottamare” Zingaretti

Foto: © Imagoeconomica, Paolo Lodebole

L’ex presidente del consiglio arringa i suoi comitati civici al Teatro dell’Elfo a Milano. Attacco frontale al leader della Lega Salvini, ma nel mirino c’è soprattutto il segretario del Pd. Dopo la Leopolda sarà sferrata l’offensiva finale.

O dettiamo noi l’agenda o non torneremo mai a vincere”. Matteo Renzi arringa la platea dal palco del Teatro dell’Elfo a Milano, nel corso della convention dei suoi comitati civici. Attacca frontalmente il leader della Lega Matteo Salvini sulla vicenda dei presunti fondi russi alla Lega. In realtà, però, c’è anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti nel mirino dell’ex rottamatore.

Non lo nomina, ma è evidente che in autunno, dopo la Leopolda, sarà chiaro se Renzi proverà a riprendersi il Pd o se invece farà una cosa nuova, un altro percorso.

Dipenderà molto dalla prospettiva di elezioni anticipate. Intanto però in platea si vede anche il sindaco di Milano Beppe Sala, individuato proprio da Zingaretti come risorsa importante del partito. Come possibile candidato premier. Il fatto che sia in prima fila ad applaudire Renzi, però, non è un dettaglio di poco conto.

L’ex sindaco di Firenze, dal canto suo, dice che è necessario riprendersi il Paese, non risparmia critiche ad Elisabetta Casellati, presidente del Senato, che ha detto no alla richiesta del Pd di chiamare Salvini in Senato per avere risposte sulla vicenda russa. Ma è in platea che il termometro misura la “febbre alta” delle truppe renziane sul fronte dell’attacco a Zingaretti.

Perché se il Pd in autunno dovesse perdere anche in Umbria e in Calabria, allora qualcuno potrebbe chiedere le dimissioni del segretario Zingaretti. In molti ricordano: “Veltroni si dimise per molto meno, per la sconfitta in Sardegna”. Poi a gennaio ci sono le elezioni in Emilia Romagna. Perdere lì sarebbe una tragedia politica.

Ma quello che appare evidente è che Matteo Renzi ha rotto la tregua con Nicola Zingaretti e punta a ricucire i rapporti con altri big del Partito. Primo fra tutti Dario Franceschini.

Il segretario Nicola Zingaretti deve rispondere. Finora ha tenuto il Partito unito nella prospettiva di elezioni anticipate. Ma se dovessero slittare c’è il tempo per poter provare a far nascere un nuovo soggetto. D’altronde Matteo Renzi non si è mai nascosto, ha fatto una campagna elettorale parallela alle Europee. Con buoni risultati e senza mai mettere in difficoltà Zingaretti. Poi però qualcosa è cambiato e adesso la tregua si è rotta.

Matteo Renzi vuole riprendersi il Partito Democratico.

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