Le Marche si prendono i rifiuti del Lazio: così risparmiano sulla bolletta

Accordo tra le regioni Marche e Lazio. Ad Ascoli Piceno fino a 5.500 tonnellate di immondizie laziali. Ma dovranno tornare per essere sepolte nel Lazio. In questomodo si abbatte la bolletta: per i marchigiani. Proprio quello che i sindaci non hanno voluto fare alla Saf

I rifiuti del Lazio verranno lavorati nelle Marche. Le due Regioni hanno approvato lo schema di accordo in base al quale fino a 5.500 tonnellate di immondizie urbane potranno essere trattate nell’impianto di Ascoli Piceno, in località Relluce, gestito da Piceno Ambiente spa per un periodo di sei mesi.

Ma la discarica deve essere nel Lazio

I rifiuti nelle Marche verranno solo pretrattati mentre lo smaltimento vero e proprio avverrà nel Lazio. In pratica: ad Ascoli verrà fatto il lavoro che in provincia di Frosinone viene svolto dallo stabilimento pubblico Saf, separando i materiali indifferenziati e recuperando le materie prime. Poi i rifiuti così lavorati torneranno nel Lazio: che dovrà individuare le discariche dove smaltire la parte non riciclabile.

Un impianto Tmb nel Lazio

Il nodo vero è sempre lo stesso: la quantità di suolo necessaria per interrare i rifiuti lavorati. «La Regione Marche non può permettere la saturazione delle proprie discariche, per questo il trattamento potra’ essere effettuato da Piceno Ambiente con l’impegno, da parte della Regione Lazio, che i rifiuti trattati nell’impianto vengano poi immediatamente riportati fuori dalle Marche per l’abbancamento» ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente delle Marche, Angelo Sciapichetti.

Lo schema di accordo prevede una clausola di reciprocità. Significa che le Marche potranno avvalersi degli impianti pubblici del Lazio per i rifiuti urbani.

Mentalità all’opposto dei ciociari

Dove sta il guadagno per i cittadini delle Marche? «Beneficeranno di una riduzione dell’onere tariffario per la gestione dei rifiuti derivante dall’incremento dei quantitativi trattati».

In pratica è il ragionamento esattamente opposto a quello che fino ad ora hanno sempre fatto i sindaci della provincia di Frosinone. Hanno detto no ai rifiuti di Roma, nonostante i presidenti della Saf si facessero pagare in maniera robusta il servizio. Nelle Marche hanno detto si ai rifiuti del Lazio perché noi paghiamo e con i nostri soldi si abbassa la loro tariffa. È proprio quello che a Colfelice non abbiamo voluto fare. E quando l’abbiamo fatto è stato solo perché i presidenti si sono assunti la responsabilità, ricordando ai sindaci: “Se non prendo i rifiuti da Roma i conti sballano ed al tribunale fallimentare ne rispondo io, non voi”.

Perché l’impianto Rellucce

La lavorazione dei rifiuti

È stato scelto l’impianto di Rellucce perche’ essendo quello piu’ vicino al confine laziale richiede un impegno minore sul fronte dei trasporti. E, di conseguenza c’è un minor impatto ambientale.

La collaborazione tra le istituzioni si dimostra ancora una volta fondamentale per affrontare questioni complesse come quella relativa alla gestione dei rifiuti– conclude Sciapichetti- nell’ambito di un dialogo costruttivo nell’interesse dei cittadini“.

Ordinanza prorogata al 15 ottobre

Lo schema di accordo verrà esaminato ed approvato durante la prossima riunione della Giunta, giovedì prossimo.

Nel frattempo, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato la proroga dell’ordinanza con cui assicurare la raccolta dei rifiuti di Roma Capitale. Il provvedimento sarà esteso fino al 15 ottobre. Da quella data, infatti, torneranno in funzione i due stabilimenti di Malagrotta per il trattamento dei rifiuti. Garantiranno la lavorazione di mille tonnellate al giorno.

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica

L’intesa con la Regione Marche sarà fondamentale: insieme all’Abruzzo assicureranno una capacità di quasi 500 tonnellate al giorno per un totale di 9.500 tonnellate al mese.

Regione Lazio è sicura che in questo modo “si potrà mettere in sicurezza la citta’ di Roma sul fronte del trattamento dei rifiuti indifferenziati“.

«Ora – ha detto il presidente Zingaretti – auspichiamo un confronto con il ministero dell’Ambiente e il Comune di Roma per valutare e avviare soluzioni nel medio e lungo periodo, che possano scongiurare nuove emergenze nel sistema dei rifiuti della Capitale d’Italia».

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