Rifiuti, i tecnici danno il primo si al V invaso di Roccasecca

I tecnici della Regione Lazio forniscono il fondamentale Visto di Impatto Ambientale. È il primo si alla realizzazione del V Bacino della discarica di Roccasecca

Il quinto invaso della discarica di Roccasecca si può fare. I rifiuti continueranno ad arrivare in località Cerreto. La Regione Lazio ha esaminato il fascicolo e detto che ci sono le condizioni tecniche ed ambientali per proseguire. Il nuovo invaso potrà sorgere accanto ai primi quattro crateri riempiti di rifiuti, le prime collinette realizzate su di loro abbarcando altre immondizie lavorate. Il via libera ambientale è stato concesso con la determinazione regionale G16506 del 2 dicembre scorso, protocollo 21196/19.

L’impianto Mad di Roccasecca

Nei giorni scorsi il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco aveva chiesto lo stop immediato dell’iter autorizzativo. Lo aveva fatto a margine di due ingiunzioni di pagamento depositate dal suo Comune e da quello di San Vittore del Lazio. Con la collega sindaco Nadia Bucci aveva ingiunto a Roma Capitale il pagamento di 5 milioni arretrati, legati ai disagi ambientali subiti sia da Roccasecca che da San Vittore.

In quei giorni i due sindaci avevano puntato il dito contro l’assessore capitolino Lemmetti, dicendo “Non ci paga per non aumentare la tassa ai romani”. (leggi qui Rifiuti: Roccasecca e S.Vittore contro Roma: pronti a pignorare il Colosseo).

Nella determinazione G16506 del 2 dicembre i tecnici della Regione Lazio dicono che il progetto del Quinto invaso rispetta tutti i parametri stabiliti dalla normativa. E riconoscono che è necessario: perché lì dovranno finire i rifiuti tolti dagli altri siti esauriti in provincia e che ora dovranno essere bonificati.

Il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco

Il Comune invece aveva detto no, per una serie di motivi. Il primo è che Roccasecca sopporta da sola ormai da vent’anni tutto il peso delle discariche in provincia di Frosinone. E poi perché la Soprintendenza ai beni ambientali si è detta contraria in quanto la discarica sorge su un’area soggetta a vincolo per la sua importante valenza testimoniale del paesaggio agricolo. Ancora: perché un tratto andrebbe ad eliminare una strada necessaria per collegare due località.

A gestire l’impianto sarà ancora la Mad, la società che in questi anni ha sviluppato l’impianto di Cerreto e gestisce le discariche di località Crepacuore a Civitavecchia.

Proprio nelle ore scorse Mad ha presentato due ricorsi al tribunale Amministrativo Regionale, ha impugnato il decreto di esproprio d’una parte del V invaso: lì il Comune ha deciso da tempo di realizzare un’isola ecologica. E poi ha impugnato il provvedimento con cui gli si intima il rilascio della strada interna all’impianto. Mad ha chiesto al Tar di sospendere i due provvedimenti. I giudici non l’hanno concessa.

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