Rifiuti, l’attacco di Nicola Ottaviani al cuore della Saf

Il Comune di Frosinone conferisce, da solo, il 10% dell’immondizia presso l’impianto di Colfelice: oggi sceglie una struttura del teramano per la frazione organica, domani potrebbe fare la stessa operazione per l’indifferenziato. E altri potrebbero seguirne l’esempio. Lucio Migliorelli deve rispondere in fretta, non solo scongiurando l’emergenza. Ma dando una prospettiva vera e rapida di ammodernamento dell’impianto

Sulla vicenda dei rifiuti di questi ultimi giorni il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha lanciato un attacco politico, oltre che gestionale, alla Società Ambiente Frosinone. Perché se il capoluogo si rivolge oggi a una struttura del teramano per quanto riguarda la frazione organica, domani potrà farlo per l’indifferenziato. E altri Comuni potrebbero seguire l’esempio. Non soltanto Roccasecca, magari pure Cassino. (leggi qui Saf non ce la fa più: i rifiuti organici vanno fuori regione)

 

Frosinone, da solo, conferisce all’impianto di Colfelice il 10% dei carichi di immondizia totale di tutta la provincia. Dietro la scelta di Ottaviani c’è anche la volontà di rivendicare il ruolo del Comune di Frosinone in un’assemblea di soci dove “uno vale uno”. A prescindere dagli abitanti rappresentati e dalle tonnellate di rifiuti prodotti e conferiti. lo prevede lo Statuto, proprio per evitare che possano nascere maggioranze politiche.

 

La Saf è stata pensata e costruita con un modello diverso, dominato dall’indifferenziata. Adesso che invece la differenziata ha cambiato proporzioni e rapporti, l’impianto andrebbe adeguato. In fretta. Un progetto c’è, parcheggiato però.

Il presidente Lucio Migliorelli in questi mesi ha combattuto e vinto battaglie cruciali, importantissime. L’ultima sull’approvazione del bilancio, con il sostegno di quei Comuni guidati da esponenti politici vicini al leader di Forza Italia Mario Abbruzzese.

Il trattamento dei rifiuti di Roma o di altre zone – hanno riconosciuto con quel voto i sindaci – serve per far funzionare l’impianto di Colfelice a pieno regime, cosa impossibile con gli attuali numeri dell’indifferenziata in provincia di Frosinone.

 

Il punto vero è questo, prima delle differenze sul piano politico. Ha ragione Lucio Migliorelli quando dice che sono stati persi anni senza aver ammodernato la struttura.

Aveva ragione Mauro Vicano quando sottolineava la diseconomicità dell’attuale modello.

Però adesso la situazione è giunta ad un bivio. Nicola Ottaviani ha sferrato un attacco politico al cuore della Saf. Per superare l’attuale modello. Anzi, per archiviarlo. Per qualche giorno la frazione organica verrà messa insieme all’indifferenziata, ma non può durare per molto. (leggi qui La grande occasione dei rifiuti al collasso)

La Società Ambiente Frosinone è impegnata su un doppio fronte: scongiurare l’emergenza nell’immediata e dare una prospettiva vera e concreta di modernità ai soci. Attraverso il progetto di ristrutturazione dell’impianto. Altrimenti in molti seguiranno l’esempio del Comune di Frosinone.

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