Rifiuti, per l’emergenza si va ad Albano

La sindaca di Roma dispone la riapertura della discarica di Albano Laziale. Poi interviene la Regione: altri dieci giorni a Viterbo. Il sindaco di Albano: "Non vi avvicinate”.

La soluzione non è Roccasecca. È Albano Laziale. La sindaca della Città Metropolitana di Roma Virginia Raggi ha chiesto agli uffici di preparare un’ordinanza per la riapertura della locale discarica. È la mossa disperata con cui disinnescare la bomba rifiuti ormai vicina ad esplodere nella Capitale.

L’impianto di smaltimento dei Castelli Romani è chiuso dal 2016 dopo un incendio che ha distrutto il Tmb, cioè l’impianto che prendeva i rifuti ormai essiccati e li passava in un trito – vagliatore per separare i vari materiali. La discarica di Albano era al servizio diretto del Tmb, raccoglieva la parte di immondizie che non poteva essere riciclata. Ha ancora volumetrie autorizzate 250.000 metri cubi che possono essere utilizzate entro il 2024. C’è però un problema: in alcuni pozzi spia dell’invaso sono stati registrati valori degli inquinanti oltre i limiti. Per questo sono ancora in corso alcuni rilievi dell’Arpa Lazio.

Ad un passo dall’emergenza

Foto: Vincenzo Livieri / Imagoeconomica

A Roma non viene ancora effettuata la raccolta differenziata. L’immondizia viene gettata senza separare carta, plastica, alluminio, avanzi di cucina. I cassonetti sono pieni ed sacchetti ormai vengono lasciati a terra nelle strade, sia in centro che in periferia.

La situazione è vicina al collasso al punto che il ministero dell’Ambiente ha “invitato caldamente” a trovare una soluzione. Tradotto dal linguaggio diplomatico: o provvedete voi o ci pensiamo noi. Subito. Entro giovedì. Perché la società E. Giovi (che gestisce in su disposizione della magistratura i due Tmb di Malagrotta) ha fatto sapere che da quel giorno non potrà ritirare da Ama circa 3.400 tonnellate di immondizia ogni settimana.

Non solo. Anche in provincia di Frosinone l’esaurimento della discarica di Roccasecca sta iniziando a creare difficoltà. La Saf – società pubblica formata da tutti i comuni ciociari in parti uguali, ha annunciato di avere problemi con lo smaltimento. E per questo sarà costretta ad annullare l’aiuto che finora ha dato a Roma. La data limite, anche in questo caso è giovedì.

Un altro problema è all’orizzonte nella provincia di Latina. Il tmb Rida (anche in questo caso per mancanza di sbocchi nelle discariche) dovrà diminuire di 350 tonnellate al giorno il tal quale (i rifiuti che non vengono sottoposti a Differenziata) raccolto nei comuni della provincia.

Il vertice con il prefetto

Foto Silvere Gerard / Imagoeconomica

L’ordinanza per la riapertura della discarica di Albano Laziale è arrivata in coda alla riunione sull’emergenza rifiuti nella Capitale convocata online dal prefetto Matteo Piantedosi. Ai lavori hanno partecipato anche il Ministero dell’Ambiente, l’azienda municipalizzata di Roma per la raccolta dei rifuti Ama, il gestore E. Giovi, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente Arpa Lazio.

Nel corso della riunione col prefetto Piantedosi da più parti sono arrivate critiche al Campidoglio. La sindaca è stata accusata di avere sottovalutato ancora una volta la nuova emergenza. Con ogni probabilità è stato proprio questo a spingere Virginia Raggi a disporre l’ordinanza per la riapertura della discarica di Albano.

Un atteggiamento che ha irritato l’assessore ai Rifiuti del Lazio Massimiliano Valeriani. Perché? Ha sottolineato l’atteggiamento contraddittorio dell’amministrazione Cinque Stelle che governa Roma: da una parte chiede agli altri Comuni del Lazio di prendere i rifiuti di Roma e dall’altra vuole che venga chiuso l’unico tmb di proprietà di Ama, quello di Rocca Cencia.

Il sindaco: Inaccettabile

La reazione di Albano Laziale è stata immediata. «È qualcosa di inaccettabile. Se anziché andare avanti su un percorso istituzionale, si va a colpi di ordinanze, anche noi siamo pronti alle barricate ed a rispondere con tutte le azioni legali necessarie». Lo ha detto nel pomeriggio il sindaco di Albano Laziale Massimiliano Borelli commentando l’ipotesi di una ordinanza urgente da parte di Virginia Raggi.

Al di là del fatto che «ho saputo la notizia dalle agenzie stampa, vorrei capire con quali poteri commissariali Raggi può fare un’ordinanza del genere. I poteri, a quanto mi risulta, li ha o il presidente della Regione o il Prefetto».

Altri dieci giorni a Viterbo

L’ingresso della Saf

A metterci una pezza, ancora una volta, è stato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Entro la serata firmerà una nuova ordinanza che di fatto eviterà l’emergenza sanitaria a Roma. Il provvedimento permetterà ad E. Giovi ed eventualmente alla Saf di smaltire nella discarica di Viterbo gli scarti del trattamento per una decina di giorni.

L’atto, in sostanza produce due conseguenze: da una parte sventa il pericolo che dall’1 luglio E. Giovi non sia nelle condizioni di ritirare da Ama 3.400 tonnellate a settimana di sacchetti di immondizia. E dall’altra fa da ponte fino a quando non entreranno a regime gli accordi sottoscritti dall’amministratore giudiziario dei due tmb di Malagrotta con sei discariche italiane fino alla fine dell’anno.

Grazie alla posisbilità di conferire nell’impianto di Viterbo, anche Saf dovrebbe proseguire col consueto intervento a sostegno del trattamento di una parte del talquale capitolino.

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