Rifiuti, rebus discarica

Emergenza di Roma da fronteggiare: la riattivazione di Roccasecca resta un’opzione. L’alternativa è Albano Laziale. La vicenda è all’attenzione direttamente del Ministero

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

L’ipotesi di riattivare la discarica di Roccasecca per fronteggiare l’emergenza dei rifiuti di Roma rimane sul tavolo. Anzi prende quota, anche se non mancano i problemi. Il quotidiano La Repubblica ha scritto: «Non è bastato l’assenso della Regione alla società e.Giovi, che gestisce i Tmb di Malagrotta, a scaricare i propri scarti nella discarica di Viterbo in attesa degli accordi con altri sei impianti di smaltimento sparsi in tutta Italia. Rimane l’annoso problema di riattivare le discariche regionali: si parla di Roccasecca da 430.000 metri cubi o quella di Albano Laziale da 250.000 metri cubi estendibili fino a 400.000, ma in entrambi i casi ci sono problemi burocratici di autorizzazione. E anche le trattative fra Comune e Regione per trovare un’area nel Comune di Roma per una nuova discarica con impianti di trattamento è ancora in alto mare, tanto che senza novità il primo agosto dovrebbe arrivare un commissario a gestire l’emergenza». 

Insomma, si naviga a vista. E non è una novità. Per quanto riguarda la discarica di Roccasecca la situazione è nota: il quarto bacino si è esaurito nei mesi scorsi. Quindi la Mad, società che gestisce la discarica, ha comunicato la scelta di non voler procedere lungo la strada dell’autorizzazione ambientale per la realizzazione del quinto bacino. Il punto è che da settimane si parla della possibilità che possano essere requisiti dei terreni per ultimare il quinto bacino. Operazione che richiede in ogni caso una settantina di giorni.

Nelle mani del ministero

Gli impianti Mad

Quello che appare ormai chiaro è che della situazione si sta occupando direttamente il Ministero. Ma la vicenda legata all’emergenza dei rifiuti di Roma non appare risolta. Nonostante la Regione Lazio nei giorni scorsi abbia approvato un’ordinanza contingibile e urgente in base alla quale la E.Giovi, gestore degli impianti Tmb 1 e 2 di Malagrotta conferisce dal 15 giugno (fino al 30) «gli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti indifferenziati prodotti da Roma Capitale e conferiti da Ama spa, pari a 200 tonnellate al giorno, presso la discarica Ecologia Viterbo srl, al fine di consentire l’espletamento delle procedure tecnico amministrative per il conferimento presso gli impianti di smaltimento fuori Regione, non essendo disponibile alcuna capacità di smaltimento in discarica nel Comune di Roma Capitale, e non essendo sufficiente quella disponibile nella Città Metropolitana di Roma».

Poi scatterà la seconda fase. Per la quale sono stati individuati alcuni operatori in altre regioni italiane (cinque) in cui smaltire i rifiuti trattati. Da luglio a dicembre 2021. Si tratta di contratti stipulati fra operatori privati per il conferimento di rifiuti urbani trattati, che non necessitano di intese preliminari tra le Regioni interessate.

Per il trattamento e lo smaltimento, invece, la Regione Lazio ha già sottoscritto intese con l’Abruzzo per 70.000 tonnellate e con la Toscana per 13.500 tonnellate, mentre si vuole attivare anche un altro accordo con la Campania per 20.000 tonnellate di rifiuti di Roma, sempre nel periodo luglio-dicembre 2021. (Leggi qui Roccasecca è salva: la Regione evita il caos rifiuti).

Situazione peggiorata

L’ingresso della discarica Mad a Roccasecca

Ma in questi giorni la situazione si è ulteriormente complicata a Roma. A questo punto occorrerà vedere anche se l’opzione Roccasecca è sul tavolo per il medio o per il breve periodo. Per quanto concerne invece i rifiuti della provincia di Frosinone, fino al 30 giugno la Saf conferirà gli scarti prodotti, pari a 140 tonnellate al giorno, rispettivamente: 100 tonnellate presso la discarica Ecologia Viterbo srl e 40 tonnellate al giorno presso la discarica Civitavecchia Fosso Crepacuore.

La soluzione più probabile resta quella di una proroga, che però non è scontata. E anche in Ciociaria adesso c’è il problema dell’individuazione della discarica. Per nulla semplice da risolvere in tempi rapidi. 

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