Rifiuti, “Roccasecca chiude”: allarme a Roma, in Ciociaria nessuno si preoccupa

In Commissione Bicamerale sulle Ecomafie la responsabile della Direzione Capitolina Rifiuti conferma l'allarme del sindaco Sacco. Roccasecca sta per chiudere e nessuno sa dove portare i rifiuti. Allarme nella Capitale. In Ciociaria nessuno si preoccupa

 A Frosinone tutti fanno finta di niente, a Roma sanno benissimo cosa sta per accadere in Ciociaria. E stanno già con le mani tra i capelli. La chiusura della discarica provinciale gestita dalla società Mad nella località Cerreto di Roccasecca sembra un incubo più per la Capitale che per il Frusinate: dove tutti fingono che stia per accadere nulla.

L’ingresso dell’impianto Mad

La chiusura della discarica Mad è sempre più vicina. Lo ha ricordato ancora una volta il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco intervenendo in Regione la scorsa settimana. Non c’è più spazio. È questione di poche settimane. (leggi qui Discarica: Mad dimezza il progetto. Ma il ministero dice: né mezzo, né intero). Poi sarà il caos. Perché Colle Fagiolara a Colleferro è stata chiusa nonostante i volumi ancora disponibili.

L’imminente chiusura di Roccasecca preoccupa Ama (l’azienda municipalizzata che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Roma). Fa riapparire lo spettro di una nuova crisi di rifiuti nella Capitale. E questa volta anche in Ciociaria. Senza che stavolta ci siano le province pronte ad intervenire. Proprio perché Colleferro ha già chiuso e Roccasecca sta per farlo.

I pareri negativi

Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca

Fino ad oggi Roma Capitale non è collassata perché Ama dopo la raccolta, si serve di impianti intermedi che poi smaltiscono gli scarti del trattamento nell’impianto ciociaro.

La chiusura di Mad scatterà a seguito di una serie di ricorsi chirurgici presentati e vinti dal sindaco Peppe Sacco. Il primo colpo è stato il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri: nei mesi scorsi ha preso atto che si era esaurito anche il quarto invaso (il cratere che viene poi riempito di rifiuti alternati a strati di terra, sui quali poi viene piantato un bosco una volta esaurito lo spazio). Ha autorizzato un abbancamento: una collinetta di rifiuti, riducendo di molto i volumi che erano stati richiesi.

Quello spazio sarebbe stato sufficiente per anni se ci fossero andati solo i rifiuti ciociari. La costante emergenza di Roma invece ha fatto esaurire tutto in un attimo.

C’è la richiesta di un quinto invaso. Nella conferenza dei servizi in corso in Regione per l’autorizzazione del nuovo scavo si è preso atto del via libera dato per la Valutazione di Impatto Ambientale. E del No espresso dal Ministero dei Beni Ambientali, dal Comune di Roccasecca, dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. Il tutto nonostante Mad abbia dimezzato i volumi rispetto al progetto originario.

Paure in Commissione

L’allarme è serio. Al punto che oggi ne ha riferito Laura D’Aprile il dirigente che è a capo della Direzione Capitolina Rifiuti. Lo ha detto in audizione in commissione bicamerale Ecomafie. Ha riferito le paure di Ama, anche se la situazione al momento non e’ critica.

«Le ultime comunicazioni che Ama ci ha formalizzato non rappresentano alcuna criticità in termini di gestione dei flussi. Ama ci ha rappresentato che potrebbe avere una criticità in termini di sbocchi in caso di chiusura dell’impianto di smaltimento di Roccasecca. Al di la’ della preoccupazione di Ama per un’eventuale chiusura dell’impianto di Roccasecca, non abbiamo elementi di allarme». 

No a Monte Carnevale

Rifiuti. l’impianto Ama di Rocca Cencia © Imagoeconomica / Livio Anticoli

La soluzione potrebbe essere allora la nuova discarica che verrà realizzata a Roma? Caso ha voluto che l’area individuata fosse stata comprata anni fa dallo stesso gruppo al quale fa capo Mad. Ma le cose non sono affatto così semplici.

La direzione Rifiuti di Roma Capitale esprimerà parere negativo al progetto di realizzazione della discarica di rifiuti urbani a Monte Carnevale. Il direttore Laura D’Aprile lo ha detto nella sua audizione alla Bicamerale.

Ha ricordato il no della sua Direzione anche al progetto della Ngr (comunque autorizzato dalla Regione) di una discarica di inerti e fanghi nella ex cava a due passi da Malagrotta. “Se c’e’ una motivazione tecnica, e per noi c’e’, per cui abbiamo rilasciato parere negativo nel primo procedimento della Regione Lazio (quello sull’autorizzazione della discarica di inerti, ndr), all’esito degli approfondimenti istruttori richiesti dalla delibera della Giunta Capitolina del 31 dicembre (quella in cui viene individuata la ex cava di Monte Carnevale per realizzare la discarica di Roma, ndr) la direzione non ha fatto altro che confermare le proprie valutazioni negative gia’ fornite nel precedente procedimento regionale– ha aggiunto D’Aprile- Per noi li’ c’e’ un’attivita’ di recupero ambientale da portare avanti“.

Nessuno cerca un’alternativa

Il dramma è che a Frosinone nessuno muove un dito. Nessuno sta setacciando il territorio alla ricerca di un’area nella quale mettere i rifiuti.

«Non so se si stanno cercando altri siti nell’ambito della Città’ metropolitana al di fuori del territorio del Comune di Roma ma come direzione non abbiamo ricevuto indicazioni in tal senso” ha sottolineato la dottoressa Laura D’Aprile a chi in Bicamerale le chiedeva se Roma Capitale e Città metropolitana stessero cercando delle alternative a Monte Carnevale per la discarica di Roma.

La profezia di Giuseppe Sacco rischia di avverarsi molto in fretta: il lazio rischia di finire nel caso rifiuti: molto prima di quanto si immagini.

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