Il caos rifiuti a Roma? «Tra due anni sarà in Ciociaria»

C’è un a bomba ad orologeria che rischia di esplodere sulla provincia di Frosinone. E riempirla di rifiuti. Esattamente come oggi accade a Roma.

 

L’ALLARME BOMBA

L’allarme arriva da Roccasecca: uno dei tre pilastri del ‘Ciclo dei Rifiuti’ disegnato vent’anni fa e che fino adesso ha retto. Un ciclo che poggia per un terzo sullo stabilimento Saf di Colfelice (proprietà di tutti i Comuni, in parti uguali, a prescindere dal numero di abitanti) dove le spazzature vengono trasformate in combustibile. E poggia poi sul termovalorizzatore di San Vittore del Lazio (proprietà di Acea) nel quale il carburante prodotto dalla Saf viene bruciato generando energia elettrica. E infine poggia su Roccasecca, dove c’è la discarica (proprietà della Mad) nella quale finiscono (a prezzo calmierato) i rifiuti che non possono essere trasformati in benzina per San Vittore.

Dove sta la bomba? Perché dovrebbe saltare un sistema che da vent’anni sta garantendo la raccolta dei rifiuti ed evitando il caos?

L’allarme lo lancia il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco. Lo fa con una lettera indirizzata alla Commissione Ambiente della Provincia di Frosinone. Chiede di essere ascoltato. Per dire che entro due anni la Ciociaria si ritroverà nella stessa condizione della Capitale perché sta commettendo oggi gli stessi errori che hanno determinato il caos a Roma.

Quali errori? «Oggi siamo autosufficienti. Accusiamo Roma di non esserlo perché non ha una discarica. E nemmeno si attiva per reperire un sito idoneo, scaricando le sue inadempienze sulle province. Entro un paio di anni rischiamo di vivere la medesima situazione a causa dell’esaurimento del quarto bacino della discarica di Roccasecca. Non mi sembra che la provincia si stia attrezzando per reperire un altro sito. E per non cadere nella medesima emergenza che oggi vivono gli altri».

 

L’ARTIFICIERE POMPEO

A Frosinone conoscono bene quella bomba. Al punto che già dallo scorso ottobre hanno individuato la strada che potrebbe disinnescarla. Il sito dove realizzare la nuova discarica provinciale dei rifiuti al posto di Roccasecca è stato individuato. Il nome è scritto in un fascicolo nell’ufficio Ambiente della Provincia di Frosinone. Si trova nella zona sud est della Ciociaria. Ma nessuno vuole rivelare in quale Comune si trovi. E soprattutto il presidente Antonio Pompeo non lo ha voluto inserire nella risposta inviata lo scorso autunno alla Regione Lazio.

Perché non lo ha rivelato. Perché non ritiene ci sia bisogno di una nuova discarica. (Leggi qui Il Gioco del Cerino acceso sulla nuova discarica: chi si bricerà le dita?)

Per due motivi: la quantità di rifiuti non recuperabili scenderà a zero. Perché aumenterà la differenziata. E perché i nuovi impianti di cui Saf intende dotarsi saranno ancora più efficienti. Andremo, insomma, verso una provincia che non ha più bisogno di discariche. O almeno questo è l’auspicio da piazza Gramsci.

 

IL DOPPIO INNESCO

L’allarme di Sacco in realtà punta ad innescare due possibili detonazioni collegate tra loro. La prima è di ordine ambientale: prevenire il rischio di caos rifiuti. La seconda è di ordine politico: riaccendere la gara a chi resta con il cerino in mano tra il presidente della Provincia Antonio Pompeo e l’assessore regionale all’Ambiente, Mauro Buschini. Cioè i due che dovranno individuare una soluzione: indiviudando la discarica provinciale pubblica ed autorizzandola.

Un gioco che punta a riaccendere lo scontro tra i due possibili avversari nelle prossime elezioni regionali.

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