Rifiuti, Roma in emergenza: mobilitati Colfelice, Latina, Viterbo e la rete del Lazio

Roma rischia l'emergenza: i due impianti per la lavorazione dei rifiuti a Malagrotta devono rallentare per manutenzione. Scatta la rete di emergenza. Ecco chi eviterà il collasso della Capitale

Dalla provincia di Viterbo a quella di Latina, da Aprilia a Pomezia, passando per Colfelice e Roma. Sono sette gli impianti di trattamento pronti a dare supporto ad Ama, la municipalizzata di Roma per la gestione dei rifiuti. Saranno quelle sette strutture a trattare le 500 tonnellate in più di immondizie indifferenziate (e non solo) che si produrranno a Roma ogni giorno.

Tutta conseguenza della chiusura parziale dei due stabilimenti Tmb (la tecnologia analoga a quella in uso alla Saf di Colfelice) di Malagrotta fino alla prima metà di settembre. Hanno bisogno di manutenzione.

Quelle 500 tonnellate creerebbero una vera a propria emergenza rifiuti nella Capitale, già provata da una gestione del ciclo dei rifiuti precaria.

La richiesta di soccorso

Dopo la richiesta di ‘soccorso’ inviata da Ama ad aprile, la Regione ha vagliato la disponibilità degli impianti di trattamento del Lazio. Ha chiesto la disponibilità di accogliere una quota di quelle 500 tonnellate a partire dalla fine del mese di settembre.

Infatti, dall’autunno i due Tmb di Malagrotta lavoreranno a ritmo ridotto (750 tonnellate al giorno). Invece continueranno a ricevere il consueto carico di immondizie i tmb di Ama a Rocca Cencia e agli impianti in Abruzzo.

Sette aziende si sono messe a disposizione per accogliere e lavorare quelle 500 tonnellate. Si tratta di Rida Ambiente (proprietaria di un tmb ad Aprilia), della società pubblica Saf di Frosinone che appartiene in parti uguali a tutti i Comuni della Ciociaria ed all’ente Provincia (proprietari del tmb di Colfelice). Di Csa (impianto di trattamento meccanico a Castelforte) di Ecosystem (impianto di trattamento meccanico a Pomezia). Ha risposto in modo positivo anche la Porcarelli (impianto di trattamento meccanico a Roma, vicinissimo al tmb Ama di Rocca Cencia). Stessa risposta da Ecologia Viterbo (tmb) e dalla Tecnoriciclo Ambiente di Anagni (impianto di recupero).

Hanno messo a disposizione una quantità di tonnellate (poco più 2.000 alla settimana) tale da garantire a Roma la tranquillità ed evitare pericolose emergenze estive.

Il ruolo di San Vittore del Lazio

Ama già si serve di alcuni di questi impianti (Rida, Saf, Ecologia Viterbo, Porcarelli) che quindi sarebbero pronti a incrementare le quantità in ingresso oggi. Ma è un si condizionato: a patto che le discariche del Lazio e il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio prendano poi gli scarti e il cdr/css in uscita.

In questo modo si eviterebbero intoppi che finirebbero per generare emergenze in quei territori. Quali intoppi? Le discariche sono state progettate e dimensionate per rispondere alle esigenze dei singoli territori: se dovessero accogliere anche i rifiuti di Roma si accelererebbe in modo drammatico il consumo dei metri cubi a disposizione.

È quello che è accaduto a Roccasecca: la discarica privata Mad ha dovuto fare fronte ad una situazione di questo tipo. Ed il suo quarto invaso si è esaurito molto prima del previsto, lasciando senza spazi i rifiuti lavorati della provincia di Frosinone. Al punto che è stato necessario autorizzare una soprelevazione (una collina di rifiuti) per evitare l’emergenza.

Solo una sostituzione

La Regione Lazio ha scritto una lettera inviata anche al prefetto di Roma e all’Ama. In quel testo spiega che nelle discariche operative nel Lazio e nel termovalorizzatore di San Vittore del Lazio finirà la stessa quantità di rifiuti che prima portava E.Giovi (società proprietaria dei due tmb di Malagrotta) e che fino alla metà di settembre non porterà più a causa del fermo parziale dei due suoi impianti in manutenzione.

Insomma, una semplice sostituzione.

Creata la rete di impianti, a questo punto Ama (che per le prossime tre settimane dovrà trovare un’altra destinazione alla metà dei rifiuti che portava a Rida Ambiente, perche’ la societa’ ha fatto sapere alla Regione che per questo periodo il suo tmb sarà parzialmente in fermo manutentivo e quindi lavorerà a meta’ regime) dovra’ scegliere in quali impianti inviare i rifiuti e comunicarlo alla Regione.

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