«Questa legge fa pietà», «Sindaco, ha letto quella sbagliata»: è scontro sui rifiuti

Durante le audizioni per il Green Act in Consiglio Regionale. Un sindaco fa a pezzi la nuova legge. Al termine gli fanno notare: «Ha studiato il vecchio testo: è stato accantonato». Invece esce fuori il giallo degli ambiti.

Regione Lazio. Audizione sul Green Act: la nuova legge  che riscriverà le regole sull’Ambiente, definirà il nuovo ciclo dei rifiuti, vieterà di spostarli da una provincia all’altra, imporrà il rinnovo degli attuali impianti. L’amministrazione di Nicola Zingaretti vuole che vengano ascoltati tutti i sindaci del territorio e si tenga conto delle loro indicazioni.

 

«SINDACO, HA LETTO LA LEGGE SBAGLIATA»

Arriva il sindaco di uno dei Comuni del Cassinate. Interviene ed inizia a parlare: attacca la legge, ne individua tutti i punti critici, punta il dito sui vari passaggi che potrebbero nascondere un rischio per l’Ambiente. Su tutti, si scaglia contro la norma che individua il bacino unico dei rifiuti in tutto il Lazio: “Un pretesto – spiega – per portare i rifiuti da una parte all’altra tra le province“.

L’assessore Mauro Buschini lo lascia parlare. Ascolta con attenzione. Prende appunti.

 

Alla fine, nel momento in cui il sindaco ha terminato la propria arringa, è l’assessore a chiedere la parola.

 

«Sindaco, temo che abbia sbagliato proposta di legge. Quella che noi abbiamo sviluppato e portato oggi in discussione non prevede un bacino unico dei rifiuti per tutto il Lazio. Prevede l’esatto contrario: cinque diversi bacini. Servono proprio per vietare che i rifiuti di Roma continuino a venire vicino al suo Comune. Soprattutto obbliga Roma a costruire i suoi impianti ».

Il sindaco è sicuro che sia una trappola. Vogliono fregarlo. Tira fuori gli appunti.

 

Buschini, con un sorriso: «Lei ha letto una precedente proposta di legge. È stata accantonata. Quella messa a punto da noi prevede proprio ciò che lei ha chiesto».

 

TANA DA ROCCASECCA E LATINA

Invece è proprio lì chi si annida il mistero. Sono in due, durante il resto della giornata, a contestare la vulgata dell’assessore. Uno è il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco e l’altro Nicoletta Valle, il tecnico della Provincia di Latina esperto in materia di Rifiuti.

 

Gli fanno notare che il testo, così com’è oggi, non prevede in maniera esplicita un ambito per ogni provincia, come sostiene lui. Ma rimanda all’articolo 7 del Piano Rifiuti Regionale. Che non è stato ancora approvato.

 

Al punto che tanto il sindaco Sacco quanto l’ingegner Valle domandano, affinché rimanga a verbale: “Assessore, lei fa riferimento ad un ambito unico regionale con 5 sub ambiti provinciali?

Buschini li corregge: «No, sarà un Ato regionale con cinque ambiti».

 

È proprio questo il problema evidenziato da Sacco e Valle: se la legge prevede una sola Autorità a gestire tutti gli ambiti viene meno il vantaggio di averne creati cinque. Perché – alla fine – è sempre un solo ente ad avere competenza su tutti.

 

Per questo motivo il sindaco di Roccasecca ha depositato agli atti una proposta di correzione al testo del Green Act ancora in discussione. L’emendamento auspica che si rispetti la divisione della regione in 5 Ato e che non venga istituita una unica autorità d’ambito regionale incaricata di gestire i flussi dei rifiuti.

 

«È questo – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Saccoil modo concreto per impedire che anche in futuro possano tornare a circolare liberamente nelle province i rifiuti di Roma».

 

 

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