Rifiuti, individuata la discarica. Via al gioco del cerino acceso: chi si brucerà le dita?

Il sito dove realizzare la nuova discarica provinciale dei rifiuti è stato individuato, il nome è scritto in un fascicolo nell’ufficio Ambiente della Provincia di Frosinone. Si trova nella zona sud est della Ciociaria. Ma nessuno vuole rivelare in quale Comune si trovi. E soprattutto il presidente Antonio Pompeo non lo ha voluto inserire nella risposta inviata venerdì alla Regione Lazio. Perché non ritiene ci sia bisogno di una nuova discarica. C’è questo dietro alla risposta con cui ieri la Provincia di Frosinone ha detto alla Regione di non avere bisogno di nuovi impianti per i rifiuti.

 

Il gioco è tra i più antichi, si chiama ‘Facciamo a chi resta con il cerino in mano‘ e chi non riesce a passarlo in tempo si brucia le dita. E’ il gioco che stanno facendo in questo momento i sindaci ciociari, la Provincia di Frosinone, la Regione Lazio. Il cerino acceso e che prima o poi scotterà qualcuno sono le nuove discariche che devono essere individuate in ogni provincia, come prevede la nuova normativa regionale in materia di rifiuti.

 

Il piano è della primavera scorsa. Dice che ogni territorio, in linea di principio, deve essere autosufficiente in materia di immondizia e per questo deve avere un impianto per raccogliere le spazzature dei cittadini, uno per lavorarle e trasformarle in modo che non inquinino, una discarica dove mettere quello che avanza. La provincia di Frosinone è quella che sta meglio di tutte: dagli anni Novanta fa la raccolta, lavora a Colfelice (in uno stabilimento pubblico, proprietà di tutti i Comuni in parti uguali) le spazzature e le trasforma in carburante per produrre energia elettrica, ha un impianto dove interrare quello che avanza. Il ciclo funziona talmente bene che un paio di anni fa il ministro dell’Ambiente ha ordinato che fosse proprio la provincia di Frosinone ad aiutare Roma ad uscire dal caos, lo stesso provvedimento è stato adottato dalla sindaca Virginia Raggi appena si è insediata in Campidoglio.

 

C’è un ‘però‘: gli impianti dove produrre corrente e interrare però sono privati: la Eall di San Vittore con il termovalorizzatore di Acea che è una società pubblica del Comune di Roma, la discarica Mad di Roccasecca, che è interamente privata. Se dovesse occorrere altro spazio, la futura discarica – dice la nuova legge regionale – deve essere pubblica.

 

Inizia il gioco del cerino. La Regione lo accende mettendo a punto la legge. E lo passa alla Provincia di Frosinone dicendole: «Facci sapere dove vuoi realizzare la nuova discarica sul tuo territorio». La Provincia di Frosinone passa il cerino ai Comuni, dicendogli «Fatemi sapere chi di voi è disposto a mettere sul suo terreno la nuova discarica provinciale». I Comuni restituiscono il cerino acceso alla Provincia dicendo «Nessuno di noi è disponibile, al sud abbiamo già dato tra Roccasecca, Colfelice, San Vittore, al nord la Valle del Sacco è tutta inquinata, proprio non possiamo». La Provincia restituisce il cerino acceso alla Regione: «Così come stiamo oggi va bene, non abbiamo bisogno di nuovi impianti, né di nuove discariche. Nessuno è disponibile ad ospitarne ma comunque stiamo per abbattere la produzione di rifiuti tradizionali ed aumentare la differenziata, abbassando la necessità di avere una discarica». In realtà la Provincia di Frosinone la risposta ce l’ha, il Comune è stato individuato, la zona è stata localizzata. Ma verrà tirato fuori solo se sarà indispensabile costruire il nuovo impianto: altrimenti, perché scatenare una guerra inutile?

 

Così, in Regione il cerino acceso sta per arrivare nelle mani dell’assessore Mauro Buschini. Il quale ha commentato con i suoi collaboratori «Che gioco è questo? La Provincia di Frosinone non mi risponde: dovevano dirmi dove vogliono fare la discarica…». Così il cerino verrà rimandato al presidente Antonio Pompeo. Il quale lo rispedirà per competenza all’assessore Buschini. Iniziando così il derby a chi si scotta prima delle prossime elezioni regionali, nelle quali entrambi saranno candidati.

 

A Roccasecca però sentono puzza di bruciato già adesso: tra le righe della nota inviata da Frosinone alla Regione, non leggono un no ad un ampliamento di quello che già esiste. Il sindaco Giuseppe Sacco ha ribadito la posizione del suo Comune e di tutti quelli dell’area: no anche ad ampliamenti di quello che già esiste. Ma nella nota inviata a Roma dalla Provincia non c’è scritto questo. C’è scritto: “La provincia di Frosinone, in tema di smaltimento rifiuti, è un territorio autosufficiente”. Forse significa che l’impianto di Roccasecca è l’unica soluzione realistica?

 

Il sindaco Sacco mette avanti le mani e dice «Ancora una volta la politica della Provincia di Frosinone ha deciso di non decidere. Non assumersi la responsabilità della scelta di un sito idoneo dove istallare una nuova discarica significa demandare ancora una volta ad altri decisioni che interessano questo territorio». E siccome a Roccasecca vogliono evitare che il cerino venga passato a loro proprio alla fine «il Comune di Roccasecca ed i Sindaci del basso Lazio vigileranno sull’operato della Regione chiamata a surrogarsi rispetto a chi non ha voluto decidere, anche perché se qualcuno pensa di rispolverare la storia dell’ampliamento della discarica di Cerreto si sbaglia di grosso. Roccasecca e questo territorio hanno già dato, politica o non politica  il V bacino resterà nel libro dei sogni di chi ha già devastato ed umiliato questa terra».

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