Cassaintegrati ma al lavoro: la rivoluzione parte dalla Ciociaria

Tutto va in scena in un torrido 13 luglio. Ore 17.00, nella Sala della Ragione del Comune di Anagni: con circa 30 gradi.

L’appuntamento è organizzato dal sindaco di Anagni Fausto Bassetta. Sarà il piglio militare ma è l’unico a non soffrire il caldo. Tema dell’incontro: “Nuovi strumenti a sostegno del Lavoro e dello Sviluppo Economico”.

I relatori: Renzo Carella (Deputato PD), Nazzareno Pilozzi (Deputato PD), Francesco Scalia (Senatore PD), Lucia Valente (Assessore al Lavoro nella giunta Zingaretti), il sindaco di Paliano e presidente del PD Domenico Alfieri. Ed ovviamente il sindaco Fausto Bassetta.

Tutto parte dalla proroga della mobilità (leggi qui ‘Rivoluzione a Frosinone: stop ai cassaintegrati pagati per stare a casa’ ‘)

Presenti in Sala: il presidente di Unindustria Frosinone e vice presidente di Unindustria Lazio Giovanni Turriziani, il segretario generale provinciale della Cgil di Frosinone – Latina Anselmo Briganti, il segretario generale provinciale della Cisl Enrico Coppotelli, il segretario generale provinciale della Uil Gabriele Stamegna, il segretario provinciale Ugl Enzo Valente. Alle loro spalle, molti responsabili di agenzie interinali, consulenti del lavoro, sindaci, assessori comunali. E moltissimi Lavoratori.

Apre Nazzareno Pilozzi che spiega l’iter che ha portato a questo enorme risultato per il territorio (leggi qui ‘Area di Crisi, i soldi non ci sono ma la cassa si‘)

Il deputato ha enfatizzato un risultato corale. Partendo dai lavoratori, ai Sindacati, è giunto fino all’inserimento della manovra fiscale approvata qualche settimana fa. Un modo di ascolto delle esigenze ma soprattutto la capacità di incidere e di battere i pugni per imporre scelte per il bene della comunità.

L’assessore Lucia Valente è raggiante. Non si sa se più per il risultato concreto raggiunto oppure per la nuova montatura di occhiali che le da ancora più l’aria da docente. In realtà ha un buon motivo per essere contenta. Finalmente, in provincia di Frosinone, ha trovato dei sindacati coraggiosi con i quali stravolgere i classici paradigmi. E con i quali poter finalmente passare dalla teoria accademica dei suoi trascorsi di docente universitaria alla fase pratica.

Insomma, ad Anagni prende forma il modello ‘Io ti pago la Cassa Integrazione ma tu vieni a fare qualcosa per me. E’ finita l’epoca del ti pago per stare a casa’. Politiche attive modello Nord Europeo. Un sogno. Soprattutto, un traguardo concreto da poter vantare  in questa fase di fine legislatura della Giunta Zingaretti.

Il senatore Francesco Scalia fa chiarezza sul bando per la vendita dello stabilimento Ilva di Patrica. E su come, anche in questa vicenda, il gioco di squadra fatto con i sindacati e con i colleghi di Partito ha portato ad un risultato non del tutto scontato. Da nessuna parte stava scritto che lo stabilimento ciociaro dovesse essere salvato. Chiudere e mandare tutti a casa era più rapido e conveniente.

Invece – sottolinea Scalia – c’è stata una vittoria della tenacia di un territorio.

Non lo dice, ma un ruolo importante lo ha avuto il fatto di avere un senatore (lui) con un ruolo chiave nella Commissione Industria, cioè quella che ha ricevuto e interrogato gli indiani di Arcelor Mittal quando hanno presentato la loro proposta di acquisto dell’intero gruppo siderurgico Ilva.

L’assessore regionale Mauro Buschini ed il senatore Maria  Spilabotte, «assenti per sopraggiunti impegni», sarebbero stati presenti. In sala viene sottolineato il loro apporto è stato altrettanto importante in questa vicenda.

Si passa agli interventi dalla platea. E’ tempo di populismo, di chi grida più forte ha ragione. Tanto peggio tanto meglio. Invece no. Mai una critica, mai una voce fuori dal coro, una grande unità di vedute. Perfino Gino Rossi, storico e riccioluto rappresentante del gruppo di Vertenza Frusinate, oggi consigliere comunale a Pofi, elogia il lavoro fatto da Politica, Sindacati e Disoccupati.

Il primo ad intervenire è il segretario Cgil Anselmo Briganti. Dopo aver tracciato un quadro di ciò che si andrà a delineare, stimolando i presenti su Ciclo dei Rifiuti e Turismo ha raccomandato «pragmatismo, per evitare che questa opportunità venga sprecata. Per evitare che tra un anno tutto sia invariato, anzi peggiorato».

Il secondo è il presidente degli Industriali Giovanni Turriziani, rappresentante di coloro, le imprese, che dalle prossime settimane dovrebbero iniziare a far svolgere tirocini ai disoccupati al loro interno.

Come sono i figli degli imprenditori che hanno fatto l’economia di questo territorio? Che stoffa hanno i quarantenni ciociari che non si sono accomodati all’estero dopo avere preso una laurea alla Sorbona o un master a Londra? Che struttura hanno questi imprenditori di seconda generazione? Giovannino Turriziani ha questo sulle spalle ogni volta che fa un’uscita pubblica.

Se in sala c’è qualcuno rimasto ai tempi del Pagherete caro, pagherete tutto, oppure del Razza padrona, dopo avere ascoltato Turriziani jr rischia di dover prenotare una seduta psichiatrica dal professor Nando Ferrauti. Perché Giovanni Turriziani scavalca tutti a sinistra e dice «Dobbiamo venirci incontro perché le distanze tra impresa e lavoratore sono sempre meno evidenti». Poco ci manca che il Comunista ortodosso Ginetto Rossi si alzi e vada ad abbracciarlo.

C’è una nota da aggiungere sulla scheda del presidente di Unindustria: non fa solo il petroliere di professione. E’ anche un pontiere: ad Anagni mette in mostra di una grande capacità di costruire ponti tra i suoi interlocutori.

Poi è la volta della Cisl. Enrico Coppotelli va oltre, passa già alla fase successiva nel suo intervento. Da per assodato e scontato, guardando l’assessore Valente dritta negli occhi, che lunedì firmeranno l’intesa su mobilità e tirocini. Dipinge non quello che possono fare gli altri. Ma quello che il Sindacato farà: «nell’area di Crisi Industriale Complessa – dice – sperimenteremo le Aree Contrattuali di Prossimità».

A questo punto servirebbe Alessio Porcu come nella trasmissione A Porte Aperte che interrompe l’ospite, fissa la telecamera e dice: «Per i non addetti ai lavori, significa…». Tradotto, significa che impresa e sindacati, attraverso accordi aziendali, limitati nel tempo, agiranno rendendo conveniente per le aziende assumere persone. Dando, nella fase di start up, un valore aggiunto a chi vuole investire nell’Area di Crisi.

Nessuno è saltato sulla sedia: Cgil, Uil e Ugl concordi con la Cisl, l’assessore Valente esaltata, Pilozzi e Scalia incassano il risultato: bersaglio raggiunto, una cosa concreta per il territorio è stata fatta. Bassetta ed Alfieri pienamente consci che l’area industriale nel Nord della Provincia, con queste condizioni, smetterà di essere un colossale cimitero di gloria passata e stabilimenti arrugginiti.

Infine la Uil che con Stamegna ha ribadito quanto sia necessario procedere con un ammodernamento viario e logistico per prepararci alla ripresa.

I lavoratori alla fine si stropicciano gli occhi: per una volta non sono stati a sentire scuse o scaricabarile, non ci sono parole di fumo. Finalmente si torna a sognare e vedere un progetto da potersi realizzare.

Nella Sala della Ragione ad Anagni si è fatta viva la speranza.

Ma… Vuoi vedere che in questo territorio si inizia a fare sul serio?

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