Rimborsi M5S, l’ira della Lombardi sotto assedio nel Lazio: «Piccolo ritardo»

Rimborsi in ritardo dai parlamentari M5S: nel mirino anche Roberta Lombardi, deputata e candidata alla guida della Regione Lazio. Lei ribatte: «Solo piccoli ritardi»

Simone CANETTIERI

per IL MESSAGGERO

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Appena eletta in Parlamento, era il 2013, sfidò l’ironia del web perché le rubarono il portafoglio con tutti gli scontrini da rendicontare («E ora come faccio?»). Passati cinque anni, Roberta Lombardi, la pasionaria del M5S candidata alla presidenza della Regione si trova alle prese con un altro caso. Il Pd l’accusa di essersi fermata con i bonifici destinati al fondo per le microimprese a settembre. E soprattutto di aver speso troppo. Lei non ci sta e attacca: «Non solo ho rendicontato sia ottobre che novembre ma dal 2013 ho restituito ai cittadini più di 155mila euro». Per i restanti mesi Lombardi ammette: «Mi manca dicembre, ma a gennaio ero, come oggi, in campagna elettorale, quindi ovviamente mi è stato difficile contabilizzare».

Ritardi, spiega con forza che nulla hanno a che vedere, con «le mele marce» che in questo momento stanno facendo tremare il Movimento fondato da Grillo e Casaleggio. «È in atto una vera e propria campagna diffamatoria nei confronti del M5S. Ce lo aspettavamo: siamo il primo partito nel Paese e nel Lazio, e il sistema trema», attacca ancora Lombardi che tira in mezzo «Massimo D’Alema come sponsor di Nicola Zingaretti».

Ci sono però alcune anomalie che sono state registrate dal portale (maquantospendi.it) creato dall’ex dipendente della Casaleggio associati Marco Canestrari elaborando semplicemente i dati pubblicati sul sito del M5S (www.tirendiconto.it).

La prima è che Lombardi restituisce, pur essendo romana, molto meno della media dei suoi colleghi di Camera e Senato. Si trova infatti al settanticinquesimo posto nella hit parade dei 122 parlamentari.

LE ECCELLENZE I più virtuosi sono Marco Da Villa e Massimiliano Bernini con circa 244mila euro. Centomila euro in più di Lombardi. Che per le spese telefoniche (comprensive anche di cellulari e tablet e chiavette) fino a gennaio 2017 aveva rendicontato oltre 6mila euro. Ma c’è un altro particolare, considerato curioso: per sei mesi, da aprile a settembre 2015, ha restituito sempre la stessa identica somma: 1.629 euro.

Nel Pd inoltre l’accusano di aver le spese di staff più alte tra i parlamentari e ritirano fuori il messaggio di Virginia Raggi che in una chat con i Quattro amici al bar scriveva a proposito della nemica: «Lei è proprio l’ultima dalla quale accetto lezioni di moralità. Da quella poco di buono che ha fatto passare la baby sitter come assistente parlamentare, facendola pagare con i soldi dei cittadini. Lei di certo non si può permettere di giudicare me». Veleni che sono ormai alle spalle. Dallo staff di Lombardi giustificano le spese alte e quindi la restituzione sotto la media per via della situazione personale di Roberta «costretta a girare Roma per il suo lavoro politico senza però trascurare la famiglia». Ecco magari spiegato il perché l’uso spinto dei taxi. Ma sono i sei mesi identici la vera curiosità.

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