I rimproveri di Mario ed i dolori di Peppino (Conte della Selvotta)

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

 

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

 

Un ingente sciame di api invase il Foro di Cassino”. ANNO CCVIII a.C. Tito Livio Libro XXVII.

Tito Livio è stato uno storico romano, autore di una monumentale storia di Roma, gli Ab Urbe Condita, libri CXLII, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21 aprile 753 a.C.) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 a.C..

Cassino, 29 maggio 2017, ore 20,30. Uno sciame d’api invade l’Aula consiliare, i presenti si danno alla fuga. Il consuntivo viene approvato ma nessuno sa cosa ha votato.

 

CMD’A SORVEGLIATO SPECIALE

CMD’A, al secolo Carlo Maria D’Alessandro, sindaco di Cassino pro tempore, ancora non cammina (traduzione di governare la cosa pubblica) con le gambe proprie. Perché amministra da meno di un anno e perché non viene dalla politica attiva. Perché non conosce ancora il bene e il male della politica e perché non sa che non “rende” accusare il passato storico del Comune.

Allora? E’ un sorvegliato speciale. Chi lo ha scelto lo guida e lo controlla da vicino e da lontano. E con lui anche chi ha dato il via libera (fra i tanti) alla sua candidatura a sindaco.

Così il commander in chief, al secolo Mario Abbruzzese aspirante ad un seggio golden a Montecitorio, è costretto quasi ogni giorno a salire le scale del Palazzo per le verifiche nelle varie stanze. Come Simeone nel Tempio di Gerusalemme (cui venne profetizzato che non sarebbe morto prima di vedere il Messia), all’ingresso del municipio ha trovato l’altrettanto antico cronista (ormai targa silver di giornalismo) Domenico Tortolano (cui venne profetizzato che non avrebbe smesso di scrivere fino a quando Mario Abbruzzese non fosse diventato Ministro).

Insieme hanno percorso il corridoio targato marmi Zola fino all’anticamera di CMD’A. E nel chiuso dalla stanza sindacale e di fronte ad un prezioso dipinto di scuola napoletana del 1700, che raffigura san Benedetto, il commander ha domandato e istruito CMD’A. E alle domande curiose del cronista l’imperturbabile M.A., in elegante abito blu estivo e cravatta verde a pallini, ha risposto: «Io non do ordini ma consigli».

 

GLI AVVISI DEL COMANDANTE

Ma quali sono questi “avvisi” o “consigli”. Risposta: «Perché non si amministra senza conoscere le leggi e le norme. Si deve studiare e approfondire. Quando si va in Aula, bisogna andarci preparati per evitare brutte figure. E ascoltare le critiche dell’opposizione. Soprattutto non rifugiarsi nel funereo “è colpa vostra, della passata amministrazione”. Meglio non replicare. Si fa più bella figura. Bisogna programmare il futuro della città. E’ questo il mio messaggio al sindaco e agli altri». Gli ordini, avvisi, consigli, vengono ripetuti ogni giorno.

E per queste raccomandazioni aveva convocato il “conclave” nel ristorante di famiglia. (leggi qui) Tutti hanno parlato e tutti lo hanno ascoltato in religioso silenzio. Di cosa si è parlato. «Di programmi per la città», la risposta laconica. Ma come attuarli?

Il commander è arrabbiato anche per l’andamento della seduta consiliare di lunedi 29 maggio 2017. Si discuteva di Bilancio ma nessuno della maggioranza aveva studiato l’ostico argomento. Tanto che nessuno ha relazionato in aula al di là della competenza dell’assessore Ulderico Schimperna. E l’opposizione Pd se n’era andata perché inascoltata e insultata. Così non va. E quindi i rimproveri e i consigli. E al bocconiano Gianrico Langiano l’aspirante deputato consiglia: “D’ora in poi dovrai andare in Aula preparato e parlare 20 minuti come prescrive il regolamento. Tu che te ne intendi un po’ di numeri devi farlo. Sei un bocconiano o no? Perché non ce ne sono altri». Il consigliere sorpreso annuisce.

 

IL DUELLO SINDACO-ASSESSORE SUI CONTI

L’assessore alle finanze Ulderico Schimperna ribadisce in aula nella sua relazione al consuntivo 2016: ”Opera meritoria della precedente Amministrazione (assessore Salera ndC) l’aver avviato il risanamento dei conti sotto la guida del ministero e della Corte dei Conti” tanto che il dissesto finanziario non è più incubo ed anche perché il prefetto è contrario a questa procedura negativa.

Il sindaco, invece, incalza:«Chi ci ha preceduti, e perciò non sono degni di stare in questa aula, ci hanno lasciato ben 69 milioni di debiti».

I numeri ballerini evocati dal sindaco chiudono mestamente una seduta consiliare iniziata sotto cattivi auspici. All’appello per il voto (quelli della maggioranza) tutti annuiscono, annoiati e distratti, non ricordando nemmeno uno dei numeri dei conti elencati dal buon Ulderico.

 

IL GRAN CERIMONIERE

Ascolta e applica i “consigli-ordini” del suo superiore della Pisana, invece, il gran cerimoniere del palazzo comunale già della curia abbaziale, Benedetto Leone. Per il commander è il vero lavoratore politico. Ma non può aspirare alla Pisana. Almeno per ora.

 

LE CAHIER DE DOLEANCES DI PETRARCONE

Alla fine ha detto basta alle offese di D’Alessandro e della sua squadra e ha preso carta e penna e ha redatto un polemico quanto critico “cahier de doléances” all’indirizzo del suo successore alla guida del palazzo.

cahiers de doléances (in francese, quaderni delle lamentele) erano in Francia dei registri nei quali le assemblee incaricate di eleggere i deputati agli Stati Generali, convocati in via d’urgenza nel 1789 da Luigi XVI, annotavano critiche e lamentele della popolazione: le richieste più frequenti riguardavano l’abolizione delle decime ecclesiastiche e dei privilegi signorili.

E l’avvocato Giuseppe Golini Petrarcone in due pagine fitte ha fatto l’elenco preciso e dettagliato delle “promesse” annunciate e non mantenute dall’ingegnere CMD’A..

Prima precisa: «Non mi sono mai permesso di apostrofare il comportamento dei miei oppositori, anche quando non ne condividevo per nulla le scelte, nel modo pedestre e fuori luogo con cui lo ha fatto D’Alessandro».

E così il 29 maggio l’ex sindaco ha abbandonato l’Aula seguito dai suoi fedeli compagni e per di più anche dall’altro Pd in fase di riavvicinamento. Il giovane CMD’A non sa che per cinque anni anche l’opposizione di centrodestra e il comunista Vincenzo Durante quando si trattava di approvare i bilanci abbandonavano l’aula per il cosiddetto “rischio patrimoniale”. E stessa cosa facevano gli oppositori di Bruno Scittarelli. Ma nessuno veniva apostrofato in malo modo. Ha ricordato Durante e testimoniato dall’antico cronista.

 

L’ARRINGA DI SEBASTIANELLI

A bacchettare a CMD’A non è stato solo l’ex sindaco ma anche il consigliere anziano Giuseppe Sebastianelli. In una vibrante arringa durata 20 minuti, come ha cronometrato il presidente d’aula Dino Secondino, sempre attento a far rispettare il regolamento, il consigliere ha praticamente rimproverato al sindaco, che lo ha cacciato dalla maggioranza per averlo criticato, i mancati interventi nei vari settori della città a cominciare dal caso Acea.

 

CAHIER DE DOLÉANCES VARI

Dai quartieri e dalle contrade segnalano “erba alta e sporcizia, buste di rifiuti ammucchiate”. L’attuale vice sindaco Carmelo Geremia Palombo lo rimproverava ad ogni assise al sindaco-nemico del quinquennio passato. E diceva:«Quando ci saremo noi cambieremo tutto». E il comunista Vincenzo Durante seccamente: «E’ tale e quale».

Ma a confortare sia la Virginia Raggi che il nostro amato CMD’A ci ha pensato il documentato Alberto Angela nell’Ulisse-Tv della settimana scorsa che ha detto: ”Roma nel 102 dopo Cristo, imperante Traiano, aveva un milione di abitanti ed era la più grande città del pianeta ma era anche sporchissima e tutti si lamentavano e si ammalavano”.

Ed ha aggiunto: ”Al pari di oggi perché Roma è sporca come due secoli fa. Ed erano sporchi anche i municipi romani. Come Casinum con i 4.000 soldati romani mandati ogni anno a svernare sotto il monte sdraiati sui sedili di travertino del teatro e dell’anfiteatro”.

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