Rimuoverlo? No, bene in vista: per non dimenticare

Senza ricevuta di Ritorno. La raccomandata del direttore su un fatto del giorno. Rimuovere la foto di Mussolini, come chiede Bersani? No, va tenuto bene in vista. Per non dimenticare

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Si chiamava ‘Damnatio Memoriae’ ed era una pena accessoria prevista nel Diritto dell’antica Roma. Era la ‘condanna della memoria’: consisteva nella cancellazione di ogni traccia storica relativa al condannato; il suo nome veniva cancellato dagli atti, gli scalpellini ne cassavano le incisioni da lapidi e monumenti. Come se non fosse mai esistito.

La verità è che non si trattava di una punizione aggiuntiva verso colui che era ritenuto nemico di Roma. In realtà era Roma ad averne paura e ne cancellava ogni traccia per evitare che in futuro qualcuno potesse ispirarsi a quella persona.

Lo facciamo ancora oggi. Non c’è una tomba per Osama Bin Laden, le ceneri dei gerarchi nazisti sono state disperse dopo le esecuzioni al termine del processo di Norimberga; a lungo nemmeno Benito Mussolini ha avuto un sepolcro. Si voleva evitare la processione a Predappio. Che oggi – che il sepolcro c’è – avviene. 

L’errore di rimuoverlo

Foto: Bundesarchiv / Bild

È un errore. Non la processione a Predappio e nemmeno la tomba a Mussolini. Così come è un errore l’episodio di queste ore: togliere la foto di Mussolini dalla Galleria dei Ritratti in mostra per i 90 anni del palazzo del Ministero dello Sviluppo economico.

È un errore. Perché il fascismo è stata una delle più grandi tragedie per l’Italia. E non solo per i milioni di ragazzi mandati a morire senza motivo una guerra che abbiamo dichiarato noi. Ma perché quella di Mussolini era una dittatura: cioè l’esatto contrario delle libertà sulle quali si fonda oggi il nostro diritto.

All’epoca era possibile bussare a casa della gente, derubarla, picchiarla, spedirla in un lager come venne fatto a migliaia di italiani. Colpevoli di una sola cosa: essere discendenti di quelli che avevano condannato Cristo circa duemila anni prima. 

Finché è una battuta del Marchese del Grillo per non pagare l’ebanista Aronne Piperno va bene. Ma noi lo facemmo davvero. Emanando le leggi raziali: italiane e fasciste.

Per questo non c’è bisogno di togliere quei ritratti come per una damnatio memorie. Ma bisogna lasciarli bene in vista: per ricordarci il sangue innocente che anche noi abbiamo versato. Facendo i conti con la nostra storia. E dicendo, ancora una volta, oggi come 73 anni fa: mai più.

Senza Ricevuta di Ritorno.

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