I rischi della delibera che avvicina Ottaviani a Iannarilli

di Carlo Alberto GUDERIAN

già corrispondente da Mosca

United Press International

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Nicola Ottaviani è più simile ad Antonello Iannarilli di quanto voglia apparire. La delibera fatta approvare venerdì sera dal sindaco di Frosinone nel corso dell’assemblea sulla tariffa dell’acqua è un doppio capolavoro: giuridico ed amministrativo. Ma rischia di rivelarsi un colosso dalle caviglie d’argilla. Se le caviglie reggono, Ottaviani passerà alla storia e verrà osannato come il salvatore delle bollette; se non reggono, Ottaviani farà ritrovare nelle bollette un super conguaglio da fare impallidire quanto quello provocato dalle azioni dell’ex presidente della provincia ed ex deputato.

 

Il documento approvato dai sindaci passa ora all’autorità nazionale per l’Energia: è lei che decide le tariffe dell’acqua, tenendo conto delle richieste fatte dal gestore e dai sindaci.

 

Sotto il profilo tecnico, la richiesta di aumento avanzata da Acea da maggio viene ritenuta inappuntabile dai tecnici esterni che l’hanno esaminata. E’ stata messa a punto sulla base di precisi parametri, fissati per legge. E’ da quei coefficienti, quelle funzioni, quelle equazioni così complesse da sfuggire a buona parte del medio intelletto umano, che deriva la richiesta di aumento pari all’otto per cento annuo per tre anni, più 77,5 milioni di conguaglio: per maggiori costi di elettricità, spese di riparazione discutibili ma fatte da ditte spesso indicate dai sindaci, bollette non pagate per milioni di euro e scaricate sugli altri utenti.

 

Il documento Ottaviani approvato dai sindaci congela tutto. E’ vero. Giuridicamente ha una logica (leggi qui). Ma non ribatte a quella richiesta di 77,5 milioni. A ribattere era il documento proposto dal sindaco di Fontana Liri Gianpio Sarracco ed appoggiato dai sindaci Pd. ma respinto.

 

Il rischio del documento Ottaviani sta nel fatto che non coglie minimamente gli obblighi che sono in capo all’assemblea dei sindaci e lascia di fatto il problema esattamente lì dove lo ha trovato. In pratica: l’autorità deve stabilire la tariffa, Acea formula la sua richiesta, i sindaci non ribattono.

 

Sta tutta lì la preoccupazione amministrativa del presidente Antonio Pompeo (La preoccupazione politica è poi altra cosa leggi qui). Sta nel fatto che il documento Ottaviani chiede all’autorità di sospendere il procedimento di determinazione delle tariffe. E motiva il tutto con il fatto che è in corso la risoluzione contrattuale con Acea per gravi inadempienze.

 

L’Autorità potrebbe tranquillamente rigettare, dicendo: ‘Acea o non Acea voi l’acqua dovete pagarla e qui parliamo di costi maturati nei tre anni precedenti, non parliamo di costi futuri’.

 

Nel documento si tiene conto del fatto che c’è il rischio di ricevere una porta in faccia dall’Autorità. E per questo chiede – in subordine – che la tariffa da applicare anche per il 2016 è quella precedente (2015), senza alcun aumento.

 

Ancora una volta, nessuna controdeduzione: nessun calcolo con cui pretendere di abbassare le richieste di Acea, nessuna contestazione – ad esempio – delle spese fatte per le bollette elettriche (leggi qui il caso delle spese elettriche), nessuna contestazione dei costi per le riparazioni (sono esagerati o sono congrui? qualche sindaco ha mai controllato?), nessuna penale. Eppure è possibile – dai calcoli della Segreteria Tecnica – abbattere di quasi la metà le richieste di Acea.

 

La cosa imbarazzante è che molti sindaci si siano presentati a palazzo Iacobucci alle 15, cioè all’ora della convocazione, ed abbiano domandato al referente del Pd «Possiamo leggere la bozza della proposta che votiamo?». Non ci hanno capito niente perché era scritta con linguaggio tecnico, esattamente come deve essere scritta, perché poi la leggono dei tecnici, sulla base di criteri tecnici. Se il nuovo Partito dei Sindaci nasce da questi presupposti, c’è poco da stare allegri: impreparati e senza nemmeno l’umiltà di prepararsi durante i giorni precedenti.

 

Ora, l’autorità potrebbe rispondere: visite le richieste che mi avete presentato, eccovi la tariffa. Insomma, ci potremmo ritrovare in bolletta l’8% di aumento all’anno, i 77,5 milioni, più gli interessi. Un altro maxi conguaglio. Come ai tempi di Antonello Iannarilli.

 

Ma questo si saprà solo tra molte settimane. Forse dopo le prossime elezioni comunali. E questo a molti sindaci va bene.

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