Non c’è tregua per MaZinga: adesso anche il Lazio diventa un problema enorme

Lo schianto della coalizione giallorossa in Umbria apre una voragine pure alla Pisana. Il segretario del Pd e Governatore può davvero fidarsi di un’intesa con quel che resta (poco) dei Cinque Stelle? E può davvero legare le sue sorti agli umori del gruppo dell’odiato alleato Matteo Renzi?

Ci sono dati evidenti e altri dei quali si parla meno ma che comunque vanno tenuti nella massima considerazione. Intanto l’affluenza: alle Regionali dell’Umbria ha votato quasi il 65% degli aventi diritto, con 10 punti percentuali in più rispetto alla volta scorsa.

La lettura politica è facile: la voglia di partecipare premia il centrodestra, trainato e monopolizzato dalla Lega di Matteo Salvini e dai Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Per il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, che è anche presidente della Regione Lazio, ora è il tempo delle riflessioni. L’alleanza con il Movimento Cinque Stelle non ha funzionato e con questo trend perfino il “sancta sanctorum” della sinistra, cioè l’Emilia Romagna, diventa contendibile. La Piazza Grande è stata accantonata, commettendo un errore enorme. Perché soltanto con una lunga marcia di ricostruzione dell’identità politica il centrosinistra poteva provare a intercettare i malumori e le speranze della società italiana.

Ora Zingaretti dovrà decidere in fretta il da farsi, anche perché i renziani che sono rimasti nel Partito sentiranno in modo forte il richiamo dell’ex Rottamatore. Vale la pena restare al Governo e perdere voti, rimanendo schiacciati sotto il senso di responsabilità?

Poi c’è lo scenario della Regione Lazio: l’alleanza con i Cinque Stelle potrebbe servire a completare la legislatura, ma non a rilanciare i Dem. E adesso perfino quell’alleanza è più difficile, perché Luigi Di Maio, pur di restare capo del Movimento a dispetto dei santi ma pure dei fanti, dirà che si deve tornare alla vocazione originaria, quella isolazionista del Movimento. Senza prendere atto che invece sono venuti a mancare i voti. Tantissimi, milioni di voti.

Roberta Lombardi dovrà decidere il da farsi: strappo perfino con Di Maio?

Roberta Lombardi © Paola Onofri, Imagoeconomica

Ma Nicola Zingaretti dovrà fare i conti con Matteo Renzi anche nel Lazio, dopo la doppia adesione a Italia Viva (Tidei, Cavallari). Può pensare Zingaretti di far dipendere le sue sorti politiche da un’intesa con l’alleato più odiato di sempre? (leggi qui Anche Cavallari va con Renzi: Zingaretti in ostaggio)

Quella che si apre oggi sarà una settimana decisiva per il segretario nazionale del Pd. Staccare la spina al governo (e quindi anche alla Regione) o resistere? Questo è il dilemma.

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