La rabbia di Pompeo: “Ambiente? Tutta colpa della Regione“

Antonio Pompeo si scaglia contro la Regione Lazio. I maxi ritardi nelle autorizzazioni alle aziende? "Colpa della Regione, l'unica in Italia a non avere fatto la legge"

Un attacco frontale. Diretto: puntando al centro del bersaglio. Nel mirino la Regione Lazio. Un affondo sul piano amministrativo, stando bene attento a non toccare il piano politico. Ma è inevitabile che schegge e macerie siano finite in parte addosso a Nicola Zingaretti. Si chiamano, in termine militare, “danno collaterale“; più comunemente “a chi tocca non s’ingrugna“.

Antonio Pompeo

A lanciarsi all’assalto è stato Antonio Pompeo, lo ha fatto dal Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone, intervenendo al convegno organizzato dalla Cisl del Lazio sulla Contrattazione Sociale. Doveva essere un breve messaggio di saluti come presidente della Provincia: è stata un’apostrofe come presidente regionale dell’Unione Province d’Italia.

Il volto livido, la voce insolitamente alta e concitata: Antonio Pompeo ha raggiunto il leggio in legno con il simbolo della Provincia ed ha aperto il fuoco. Nel mirino ha messo i temi chiave della conferenza tenuta 24 ore prima da Cgil – Cisl e Uil: denunciano che la Provincia di Frosinone è lentissima nel rilasciare le autorizzazioni alle imprese che vogliono installarsi sul suo territorio. Ogni azienda deve aspettare in media il doppio del tempo che occorre invece in Emilia Romagna, c’è chi ha aspettato cinque anni. (leggi qui Le pratiche aspettano. Gli investitori no)

Antonio Pompeo non ci sta. E dice che lui ha fatto tutto il possibile. Mentre la Regione Lazio No. Al punto che è l’unica in Italia a non avere definito le deleghe e le competenze con le Province.

Ad oggi – denuncia Antonio Pompeo – è ancora aperta la questione delle competenze ambientali da riassegnare nel progetto di revisione della Legge Delrio”.

Antonio Pompeo Foto: © Stefano Strani

Rincara la dose: “Più volte abbiamo rappresentato alla Regione Lazio le difficoltà incontrate nello svolgimento dei servizi di natura ambientale, in assenza di una norma regionale. Per questo abbiamo inviato alla stessa Regione un’ennesima richiesta scritta per la riapertura del tavolo tecnico in cui riaffrontare la questione delle convenzioni“.

Insomma, se in Ciociaria si impiega il doppio del tempo che ci si mette in Emilia Romagna è colpa della Regione. “Nonostante carenze logistiche e legislative di tale portata, la Provincia ha continuato a svolgere, con grande senso di responsabilità nei confronti di cittadini e imprese, anche i servizi non espressamente delegati; ha cercato di colmare le lacune di personale avvalendosi del supporto della società in house, con una delibera del Consiglio provinciale“.

Ai sindacati ed alleloro accuse di ritardi, Antonio Pompeo ha detto “non possiamo ribadire se non l’assoluta necessità di una collaborazione concreta e fattiva con la Regione Lazio, proprio per superare le emergenze che rallentano lo sviluppo del nostro territorio e l’opportunità di nuovi insediamenti produttivi“.

Antonio Pompeo

Ed un sasso se lo toglie dalle scarpe anche con loro: ricordandogli che fanno parte di un “gioco di squadra, nel rispetto delle leggi e delle competenze di ciascuno“.

Una bordata a loro, una alla Regione Lazio: senza tirare addosso a Nicola Zingaretti. Ma schegge e macerie sono finite anche addosso a lui.

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