Aria di rivolta in Forza Italia. Del Brocco: «Quadrini un altro affronto, ora basta»

Prime crepe all'interno di Forza Italia dopo il blitz di Claudio Fazzone. Del Brocco sollecita ad interrompere la campagna per le Europee, fino a quando non ci sarà un chiarimento sulla nomina di Quadrini. Il vertice di Cassino. E la cena alla Trattoria

C’é aria di fronda dentro Forza Italia. La nomina di Gianluca Quadrini a vice coordinatore regionale del Lazio è un terremoto: che sta scuotendo il Partito alle fondamenta. Buttando giù i palazzi più grossi. (leggi qui Gianluca Quadrini torna in Forza Italia: è il vice coordinatore del Lazio) In mattinata c’è stato un vertice a Cassino: Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Tommaso Ciccone. Per decidere come reagire. Il conto rischia di pagarlo Antonio Tajani. Subito, già alle prossime elezioni Europee.

Stanno cercando di tenere unito il fronte in attesa di un chiarimento. Ma tra le file c’è più di una voce che sta pensando di voltargli le spalle. Non scrivere più Tajani sulla scheda. Fargli mancare qualche migliaio di preferenze. Che rischiano di essere fondamentali in questa lunga corsa all’ultimo voto con il sindaco di Fondi, Salvatore De Meo. (leggi qui Cosa resterà di Forza Italia)

Cosa c’entra il presidente uscente del Parlamento Europeo. Perché dovrebbe pagare lui il conto di un’operazione compiuta invece dal coordinatore regionale Claudio Fazzone? I fedelissimi sono convinti che Tajani fosse informato. Ed abbia dato la sua benedizione. Perché non è possibile mettere a segno un affronto del genere senza avere prima il placet del numero 2 nazionale del Partito.

Non si azzera – sostengono – il gruppo dirigente di un’intera provincia senza avere prima in tasca il via libera dal massimo livello. Qualcuno sussurra che – a sua volta – Antonio Tajani abbia concesso la benedizione dopo avere scoperto che a Frosinone non lo portavano con la giusta convinzione.

L’orgoglio di Riccardo

Non perde tempo con queste elucubrazioni Riccardo Del Brocco. In pochi mesi è passato dall’investitura a coordinatore provinciale di Forza Italia all’avanguardia della rivoluzione.

«Così è inutile stare in questo Partito». Prepara i bagagli. L’impressione è che sia questione di giorni e non addirittura di ore.

A gennaio gli avevano chiesto di rinunciare alla sua candidatura a Segretario. Fatto, per disciplina di Partito gettando nel cestino i numeri che gli garantivano l’elezione. Ma gli è rimasto un sapore amaro in bocca. Perché dentro Forza Italia Riccardo Del Brocco ha fatto di tutto: dal trovare un pacchetto di sigarette di notte a Bucarest a trovare un pacco di voti con cui garantire l’elezione di mezzo consiglio provinciale. È lui ad avere portato Forza Italia a Ceccano, lui ha tenuto il fronte quando l’onda di Salvini ha rischiato di sommergere tutto e tutti.

Ingoiare il rospo ma non l’elefante

Ha ingoiato il rospo. Ma la nomina a Gianluca Quadrini non passa. «Sarebbe come ingoiare un elefante. Anzi, un mammut. E sia chiaro: il problema non è né Gianluca Quadrini né il suo rientro. Il problema è ciò che rappresenta. E cioè l’ennesima mancanza di rispetto verso gli uomini di questo territorio da parte dei vertici di questo Partito».

Cosa c’è che non va? «Nulla. Solo che in passato, con altri protagonisti al vertice del Partito, nessuno si sarebbe nemmeno sognato di rifilare un’umiliazione del genere al territorio. E – ripeto – l’umiliazione non è Gianluca ma il fatto di calare dall’alto le decisioni; fare a pezzi la volontà popolare espressa in un congresso. In queste ore penso a Danilo Magliocchetti, il più fedele tra i forzasti di Tajani: si ritrova a subire l’ennesima umiliazione. idealmente, lo abbraccio».

La valigia pronta

Da mesi Del Brocco ha iniziato a viaggiare. Nelle settimane scorse è stato in prima fila nella manifestazione organizzata ad Albano Laziale da Giovanni Toti per pretendere una Forza Italia nuova negli uomini e nei metodi. Ha partecipato poi ad un paio di incontri a Roma con il suo amico d’infanzia Massimo Ruspandini, senatore di Fratelli d’Italia sponda Francesco Lollobrigida in contrapposizione a Fabio Rampelli.

A Cassino Forza Italia discute. A Riccardo Del Brocco non basta. «Fosse per me, annullerei subito le 4 tappe di domenica del tour per le elezioni Europee. Non mi presenterei all’evento di Fiuggi e nemmeno ci farei andare nessuno dei quadri dirigenti. Non prima di avere ottenuto un profondo chiarimento politico, accompagnato da spiegazioni plausibili e molto convincenti».

Il problema non è solo la mancanza di decisione. È soprattutto il motivo per cui non arriva. «Per prendere una decisione del genere occorre coraggio. Non mi sembra che in quanto ad attributi ci siano campioni in circolazione».

Poi il messaggio sibillino: «Con uno come Lollobrigida non sarebbe successo: è di un’altra categoria».

La fronda

Il prossimo passo sarà andare alla stazione ferroviaria di Ceccano e fare il biglietto politico. Con quale destinazione? Tutto dipende da cosa accadrà dopo le Europee: se Forza Italia realizzerà quel cambiamento che anche Mara Carfagna in queste ore ha annunciato (leggi qui Cosa resterà di Forza Italia). Oppure se Giovanni Toti realizzerà un nuovo soggetto nel quale riunire l’area ex Forza Italia.

Di certo. nel frattempo, torna il dialogo con Fratelli d’Italia e con il senatore Massimo Ruspandini, con il quale i rapporti si erano interrotti cinque anni fa. «In questi anni Massimo ha ulteriormente affinato le sue capacità: c’è lui dietro lo scouting di qualità realizzato da FdI in queste settimane. Sta lavorando bene».

Del Brocco giura che non sta facendo niente per queste Europee. Ma lunedì sera ha portato a cena a La Trattoria di Frosinone ben 40 quadri, tra eletti e dirigenti. Tra loro c’è chi è sicuro di avere visto il presidente del Gal e aspirante sindaco di Arnara Adriano Roma. Non risulta che fosse il compleanno di Del Brocco né che avesse un motivo in particolare per festeggiare. Se sono voti, non andranno ad Antonio Tajani.

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