Roberta Lombardi sospesa tra Conte e Zingaretti

L’assessore regionale dei Cinque Stelle chiede che il tema del disarmo sia portato all’interno della Nato e di fatto è sulle stesse posizioni di Giuseppe Conte che allarmano Mario Draghi ma pure Enrico Letta. Nel Lazio insieme a Zingaretti ha costruito un laboratorio vincente. Ora che succede?

Bisogna portare il tema delle spese militari all’interno della Nato, iniziando una politica di disarmo e abbassamento delle spese militari all’interno di quella sede”: Roberta Lombardi, assessore regionale del Lazio, è anche coordinatrice del Comitato degli enti locali del Movimento Cinque Stelle. È una dei veterani dei Cinque Stelle e fa parte di coloro che hanno lavorato per la conferma di Giuseppe Conte alla sua guida

Ora però si sta aprendo un problema politico gigantesco e la posizione della Lombardi non è semplicissima.

Il premier sale al Colle

Mario Draghi arriva al Quirinale (Foto: Alessandro Serranò via Imagoeconomica)

Ieri c’è stato un durissimo confronto di novanta minuti tra il premier Mario Draghi e il  presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte. Quest’ultimo ha ribadito la posizione del Movimento sull’aumento delle spese militari fino al 2 per mille del Pil. I Cinque Stelle sono contrari, almeno quelli che si riconoscono nelle posizioni di Giuseppe Conte.

Per Draghi questo porta alla crisi della maggioranza perché vengono meno gli accordi ed è per questo che è andato a riferire al Capo dello Stato Sergio Mattarella su come sta la situazione. Fra Draghi e Conte non sono mancati momenti di forte attrito.

A questo punto però si pone anche un problema politico importante, vale a dire la probabile frattura tra il Partito Democratico e i Cinque Stelle. Già nel corso delle trattative per l’elezione del presidente della Repubblica si erano palesate frizioni non da poco. Roberta Lombardi ha una posizione non semplice: nel Lazio, insieme a Nicola Zingaretti, ha costruito sin dal 2018 le condizioni per un’alleanza stabile e politica. Fino alla nomina in giunta, non solo della Lombardi ma anche di Valentina Corrado.

Prospettiva nel 2023

Nicola Zingaretti ed Enrico Letta (Foto Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Zingaretti immagina che questa alleanza con i pentastellati  possa essere riproposta pure per le regionali del 2023. Ma la leadership di Conte nel Movimento non dà garanzie sotto questo punto di vista.

Enrico Letta, segretario nazionale del Partito Democratico, da tempo vede che qualcosa non va. La crisi internazionale e  la guerra tra Russia e Ucraina non aiuta. Molti esponenti dei Cinque Stelle non sono sintonizzati sulle frequenze di una posizione filo atlantista, come invece il ministro degli esteri Luigi Di Maio. A dodici mesi da politiche e regionali l’alleanza tra Pd e Cinque Stelle, che sembrava scontata, non lo è più.

Nicola Zingaretti ha dimostrato negli ultimi quattro anni di avere le spalle talmente larghe da garantire nel Lazio equilibri che in Italia faticano ad essere ricomposti. Potrebbe riuscirci pure stavolta. Ma per Roberta Lombardi non sarà altrettanto semplice.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright