Quei maiali che non ascoltano il sindaco (di R. Castellano Sindici)

Dialogo semiserio (o forse no) tra il sindaco Caligiore e il fido Giacinto. I maiali che con lo ascoltano. Meno male che c'è Macho Man. Le commissioni da potenziare. La lettera che non si trova. Luci e buio sul Natale di Ceccano

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

«Non sarete giudicati per quello che avete fatto, ma per quello che avreste dovuto fare e non avete fatto per la vostra Contea», questo assunto riveduto e corretto di Rinaldo Sidoli, frulla da settimane nella testa del sindaco di Ceccano Caligiore Roberto.

 

I MAIALI IRRIVERENTI

«Cavolo! – pare vada dicendo ai suoi fedelissimi (quanti sono ormai? Cinque, sei? Uno. Massa Giacinto, capo staff ormai quasi solo di se stesso) – faccio foto, stringo mani, sorrido, sono alto, sono figo, faccio ordinanze urgenti, con calma ma le faccio; eppure la notte non dormo, mi appaiono i fantasmi delle amministrazioni passate. Quelle che hanno fatto i casini che ora, si pretende, io dovrei risolvere e pure subito. Ma chi sono io? Il sindaco attuale forse? Ingrati. E ora ci si mettono anche i maiali».

E il buon Giacinto capo staff Massa : «I maiali, cosa c’entrano i maiali, capo?» .

Il supersindaco volante: «Neppure i maiali mi ascoltano. Sì, quelli che pascolano nell’area dell’ex Snia contaminata. Ho fatto l’ordinanza antipascolo da settimane e quelli se ne fregano, stanno ancora lì. Ti rendi conto Giacinto? Io il supersindaco, quello che si fa una foto su una panchina rossa e poi la spamma a tutti scrivendo che è arancione, quello della guerra dei Tir contro il sindaco Ottaviani Nicola; io, il capofila della guerra contro Acea, snobbato da qualche centinaio di maiali».

E sì, l’ordinanza antipascolo era stata firmata dal sindaco l’8 novembre dopo il fuoco di fila del Ministero all’Ambiente che il 19 ottobre aveva sollecitato agli organi competenti una relazione su una serie di accertamenti in loco e la successiva richiesta della Asl di un provvedimento sindacale a tutela della salute pubblica.

Il sindaco erede di Hermes, che per esigenze di modernità ha sostituito il carro alato con l’elicottero, deve anche fare i conti con le carenze e le incapacità altrui. La richiesta di analisi specifiche sul bestiame della Contea, per verificare se sia stato contaminato, pare che non si trovi. È sicuramente un disguido della Asl, della incapacità organizzativa in quel covo di bolscevichi, servi di Zingaretti. Voci non ufficiali dalla Asl riferiscono che tale richiesta non si reperisca: “Sicuri che l’abbiano inoltrata?”

Perché i capi sono ancora al pascolo nonostante l’ordinanza? Non è stata ancora notificata alle aziende proprietarie del bestiame? E se così fosse, a chi è ascrivibile il ritardo? Come responsabile della salute pubblica chi ha il dovere di controllare e sollecitare il rispetto dell’ordinanza?

Tra un selfie ed una svolazzata, la risposta chiara arriverà.

 

MACHO MAN E LE COMMISSIONI

Intanto il consigliere delegato allo sport Macciomei Angelo, quello che prima rilascia le dichiarazioni ai giornalisti e poi nega di averlo fatto, ne ha combinata un’altra delle sue. Il consigliere, ribattezzato in un esilarante video che circola su Facebook Macho macho man, in qualità di presidente della seconda Commissione (tra le competenze il Patrimonio) ha convocato in tutta fretta una riunione della stessa per il 24 novembre scorso. All’ordine del giorno cinema-teatro Antares e Castello dei Conti.

Nessuno dei presenti tra maggioranza e opposizione ha ben compreso di cosa si dovesse parlare, ma certo è che la Commissione è stata molto interessante per testare gli umori di maggioranza e opposizione. Pare, infatti, che gli animi si siano incendiati a tal punto che un consigliere di minoranza e uno di maggioranza abbiano avuto un contatto fisico e non certo d’amore, senza risparmiarsi, nei preliminari, pesanti offese.

A dividerli il presidente Macciomei “Macho man”. Pare anche che il vice presidente Mizzoni Marco di Patto Civico abbia iniziato proprio nella stessa Commissione a fare qualche distinguo rispetto alla maggioranza. Oltre a far notare l’assenza dell’assessore Gizzi Stefano, forse impegnato a spiegare il bilancio agli utenti di Facebook, Mizzoni avrebbe detto: «Non vedo l’utilità di questa Commissione e ricordo al presidente che la delega al patrimonio storico artistico è la mia e che nessuno mi ha interpellato prima di questa convocazione, ergo non so di cosa si debba parlare. Quello che si dirà oggi qui sono dunque solo chiacchiere da bar. È tempo che noi di maggioranza iniziamo a dare una sterzata al modo di fare politica».

E poi la bacchettata al presidente Macciomei sul modo “originale” di gestire le commissioni.

 

UNA CAMERA IN SUB AFFITTO

Da cuor di leone quale è pare abbia dato la colpa della mancanza di documentazione al dirigente del competente settore. Il messaggio politico di Mizzoni è dirompente anche se, di fatto, ha sottolineato quello che all’opposizione e ai cittadini è chiaro da sempre: le Commissioni di questa maggioranza reclamano maggiore concretezza ed incisività. E più di qualcuno dovrebbe iniziare ad assumersi qualche responsabilità. Le poche che si convocano, ovviamente. Va infatti ricordato che quella allo sport non si riunisce dal 18 novembre 2016. Ma d’altronde in questo campo si parla solo con i… privati.

Stendiamo un velo impietoso sulla Commissione ai Lavori Pubblici richiesta dai consiglieri di opposizione Conti Giulio e Malizia Pino per comprendere la fattibilità tecnico-economica per le tre rotatorie (Madonna della Pace, Piazza Berardi e Borgata) che rappresentano la più grande progettualità ascrivibile all’assessore Ruspandini Massimo dall’inizio del suo mandato. Della maggioranza non si è presentato nessuno se non il presidente Liburdi Colombo. Grandi assenti proprio l’assessore competente (ormai ramingo per Roma alla ricerca di una Camera in sub affitto) e Aversa Tonino detto anche il “chi lo ha visto mai a una commissione”).

Alla fine la riunione si è svolta. Erano in quattro, compreso il dirigente del terzo settore. Giusti giusti per una mano di briscola.

 

LE LUCI ED IL BUIO DI NATALE

L’amministrazione Caligiore intanto pensa al Natale. L’assessora al commercio Moro Arianna, piange miseria (non sono riusciti neppure a prendere un euro dei finanziamenti regionali per le iniziative di Natale) con i commercianti, le banche e le imprese, sperando che si mettano una mano in tasca per aiutare il Comune a comprare le luminarie.

Lo fa attraverso una lettera. Il bolscevico consigliere democrat Conti Giulio la pubblica sulla sua pagina Facebook e pare che l’assessora, detta anche “ecco vi sto per sposta’ il mercato”, lo voglia denunciare perché reo di aver reso nota una lettera non ancora protocollata. Potrebbe essere, ad oggi, l’azione più concreta prodotta dall’assessora da quando siede a Palazzo Antonelli.

I ceccanesi però non disperino, per Natale l’assessore ai grandi eventi Ruspandini Massimo, di ritorno dall’Urbe dove – su consiglio di un amico fidatissimo – ha visitato piazza Colonna in cerca di una Camera – calerà l’asso nella manica (ne ha sempre uno): la casa di Babbo Templare.

Ma è notizia di queste ore che i ceccanesi stiano facendo una colletta proprio per comprare le luminarie: «Almeno per le festività vorremmo vedere dove camminiamo. Una volta c’era l’illuminazione pubblica. C’era, appunto».

Intanto l’assessore più social dell’amministrazione Caligiore, Gizzi Stefano, scatena su Facebook il solito putiferio rispondendo a un post di Del Brocco Riccardo vice coordinatore provinciale di Forza Italia (uno dei sei all’interno del pletorico Coordinamento che conta tanti incarichi quanti iscritti).

Esordisce così: «Caro Riccardo Del Brocco, come i CORNUTI sto ripensando al tuo post…».

 

È forse iniziato l’outing dell’amministrazione Caligiore? Se gli altri lo seguiranno, ne vedremo delle belle.

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