Roccasecca agli sgoccioli? La Regione non risponde. Pompeo: a giugno i siti

Botta e risposta tra Regione Lazio e Comune di Roccasecca sull'esaurimento della discarica Mad. Il presidente della Provincia: revisione dei piani in corso, entro giugno l'aggiornamento con i possibili siti alternativi

La risposta non è arrivata. Non una conferma, non una smentita. Nelle due pagine inviate oggi al Comune di Roccasecca la dirigente regionale Flaminia Tosini scrive in maniera puntuale e precisa, come nel suo stile. Risponde al sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco che anche se nel suo territorio arrivano camion carichi di immondizie lavorate a Roma una spiegazione c’è. Ed è “ben noto allo stesso Sindaco”.

L’ingresso della Mad

Due pagine garbate, piene di riferimenti normativi, citazioni. Soprattutto, esposte in maniera comprensibile, senza nascondersi dietro arzigogoli normativi e periodi faticosi, come in genere fa invece chi non è affatto padrone della materia. Ma manca un passaggio. Quello più importante: la Regione Lazio non dice una sola parola sul fatto che la discarica Mad di Roccasecca sia in esaurimento. Al punto che secondo alcune stime sarà completata entro la metà di febbraio. E non c’è ancora una soluzione alternativa.

Non è vietato

La dirigente, nella nota 1527 spiega all’avvocato Giuseppe Sacco che anche se ha trovato davanti alla Mad una quindicina di camion arrivati da Roma nessuna norma lo vieta.

Infatti il comma 3 dell’art. 182 della norma che disciplina le discariche vieta di smaltire rifiuti urbani non pericolosi fuori dalla regione di produzione. Mentre l’art. 182 bis comma 1 indica quale fine quello di realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani. Pertanto “Come ben si comprende, all’interno della stessa regione non vi è alcun divieto, ma il fine di garantire l’autosufficienza all’interno di ogni” area provinciale. 

Non solo. Ricorda anche che il sindaco dovrebbe sapere alto bene come stanno le cose. Perché “era già noto al Comune di Roccasecca il fatto che i rifiuti prodotti dall’impianto TMB di Malagrotta fossero conferiti anche presso l’impianto della MAD, in quanto contenuto esplicitamente anche nella delibera della presidenza del Consiglio dei Ministri del 7/3/2019”. 

Chiarite subito

Il bacino Mad

Due pagine sono anche la risposta dell’avvocato Giuseppe Sacco. La prima pagina e mezzo è per metà in avvocatese: cita anche lui con precisione le norme. E contesta l’interpretazione fornita dalla dirigente.

Lo fa citando il nuovo Piano Gestione Rifiuti del Lazio, già adottato dalla Giunta Regionale con la Delibera 93 del 5 dicembre 2019. Ricorda Sacco: “nella Sezione Rifiuti Urbani, recita al cap.7:

-“Ai sensi dell’articolo 200, comma 7, del d.lgs. 152/2006 e successive modifiche, in ogni ATO si deve: (…………)  Garantire l’autosufficienza degli impianti di smaltimento di rifiuti urbani (discariche)”

E fornisce una serie di interpretazioni secondo le quali i rifiuti non devono uscire dai bacini provinciali, nemmeno per andare nelle province vicine. Tranne in casi di emergenza.

Torna alla carica su un punto: perché chiudere Colle Fagiolara a Colleferro quando ci sono ancora 200mila tonnellate circa di spazio.

Che fa Pompeo?

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo ha preso molto sul serio la nota inviata l’altro giorno dal sindaco di Roccasecca alla Regione Lazio. È sua la competenza a segnalare i siti idonei ad ospitare la prossima discarica, una volta che Roccasecca sarà esaurita. Poi la scelta competerà alla Regione.

Nelle ore scorse ha chiesto di essere aggiornato sulla situazione. Gli è stato confermato che i tecnici stanno aggiornando il Piano Esecutivo di Gestione sulla base delle indicazioni fornite agli uffici dal presidente Pompeo per “una puntuale pianificazione ambientale da inserire nell’aggiornamento del Piano Territoriale Provinciale Generale (Ptpg)”.

Antonio Pompeo © Imagoeconomica

C’è una data precisa entro la quale si deve sapere quali sono le aree idonee ad ospitare una nuova discarica. È stata stabilita durante la riunione della Commissione consiliare ‘Sviluppo e Tutela del Territorio’ del 10 luglio 2019. In quella seduta sono stati “forniti i primi indirizzi per l’aggiornamento del Ptpg  con la precisa indicazione di completarlo entro il 30 giugno 2020”.

Non solo: il presidente della Provincia e il Consiglio provinciale hanno messo mano alla questione discariche anche nello scorso ottobre. Attraverso l’atto di indirizzo con la normativa quadro nazionale e regionale sui rifiuti. 

Entro pochi giorni verrà pubblicato il Capitolato di gara ad evidenza pubblica: servirà per individuare il soggetto deputato ad effettuare lo studio. Quel Rapporto Preliminare Ambientale dovrà comprendere l’individuazione di soluzioni relative agli impianti di trattamento rifiuti, stoccaggio, discariche, termovalorizzazione ed energie rinnovabili

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