Roccasecca vuole fare la modella

Roccasecca, quella della Green Valley invece della discarica di rifiuti, risulta anche tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura. E il sindaco Giuseppe Sacco, ormai candidato alle Elezioni Regionali, la propone come modello per il Basso Lazio

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

In finale. Nel nome di una città e di un territorio. Dando un calcio alla rivalità ed a secoli di lotta tra campanili. Roccasecca è tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2025.

Ci arriva dimostrando che è l’unione a rendere più forte un progetto. Vale se si bussa all’Europa e se si deve raccogliere l’immondizia dietro casa: più gente e territori si coinvolgono e più quel progetto ha forza. Ecco perché la candidatura di Roccasecca è quella di un intero territorio: al suo progetto partecipano trentadue Comuni, l’Amministrazione provinciale, ventinove associazioni, svariati atenei a partire dall’Università degli Studi di Cassino.

Il poker di Sacco

Giuseppe Sacco

Più che entusiasta Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca che da qualche settimana è anche candidato alla Regione Lazio nella lista di Forza Italia. Ora può calare il poker: chiusura (per ora) della discarica provinciale che era aperta da vent’anni sul suo territorio, Green Valley con la sperimentazione delle piantagioni di canapa industriale con cui assorbire i veleni dai terreni e poi produrre bio plastiche, Ufficio dell’economia circolare, a cui ora si aggiunge la finale come Capitale della Cultura.

È ormai pronto a fare all in, puntare tutto su una potenziale Area Vasta. Idealmente Sacco è stato immortalato oggi assieme ai quattro storici testimonial del progetto: il padre della teologia moderna San Tommaso d’Aquino, il flautista Severino Gazzelloni, il mezzofondista Franco Favaai quali Roccasecca diede i natali”; e il Principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò, che nel suo celebre film “Gli onorevoli” di Sergio Corbucci interpreta Antonio La Trippa candidato nel Partito Nazionale della Restaurazione e va all’ossessiva ricerca di voti al grido di “Votantonio!.

La commissione giudicatrice dei progetti ha ritenuto che sia un mix vincente. Ovvero Teologia, Musica, Sport e Cinema. Non mancherà neanche la Storia con tutti gli eroi della seconda guerra mondiale.

Roccasecca nella top ten

Una veduta di Roccasecca dal Castello dei Conti d’Aquino

Il tutto sarà intrecciato con le commemorazioni del triennio tomistico in corso, a ritroso: dalla canonizzazione alla morte fino ad arrivare alla nascita del Dottore Angelico a Roccasecca. Senza contare il fatto che il 2025 sarà l’anno del Giubileo. E nel 2029 l’Abbazia di Montecassino, il secondo monastero più antico d’Italia, compirà mille e cinquecento anni: spazio alle celebrazioni di San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa.

C’è un segno del destino. L’audizione pubblica di Roccasecca da parte della Giuria per la selezione della Capitale italiana della Cultura 2025, si terrà il prossimo 21 marzo: quando tutto il vecchio Continente celebra il Santo fondatore dell’Ordine benedettino.

Roccasecca gareggia con avversari temibili: Agrigento, Aosta, Assisi (Perugia), Asti, Bagnoregio (Viterbo), Monte Sant’Angelo (Foggia), Orvieto (Terni), Pescina (L’Aquila) e Spoleto (Perugia).

Ma, ovviamente, è già di per sé una vittoria essere nella top ten: «Una notizia eccezionale per Roccasecca – ha commentato a caldo il sindaco Sacco -. È una notizia che deve rendere orgoglioso tutto il Basso Lazio, tutti i Comuni, le istituzioni, le associazioni e i cittadini che hanno voluto essere parte di questo progetto».

Un modello per il Basso Lazio

Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca, candidato alla Regionali 2023

Sacco pensa che quel progetto possa essere un modello per tutto il Basso Lazio: «Per risalire la china in termini di opportunità, infrastrutture, sviluppo e diritti dei cittadini». È una visione nuova delle cose, di prosettiva: «Lavorerò in tutte le sedi per affermare questa nuova idea di territorio». (Leggi qui Sacco e la linea dei sindaci green per la Regione).

Una Roccasecca senza discarica, con la Green Valley e il primo Ufficio dell’economia circolare a livello provinciale, ora anche in lizza come Capitale italiana della Cultura. (Leggi qui La Green Valley è nata e poi qui Sacco, ramoscello e mitra sui nuovi Egato).

«Gli unici progetti nati nel Basso Lazio in questi anni, di fatto, sono partiti da Roccasecca. Eravamo famosi soltanto perché dovevamo togliere le castagne dal fuoco a Roma Capitale nel settore dei rifiuti. La situazione si è ribaltata e stiamo restituendo dignità al territorio».

Cosa c’entra la Regione ed il suo progetto di andarci?

«La questione è ormai chiara. Se riusciremo ad avere una rappresentanza territoriale in Regione, quei progetti potranno prendere forma. Se il sud della provincia non verrà rappresentato, come spesso succede, resteranno invece nel cassetto».

«Candidato del territorio, se lo vuole»

Il modello di Roccasecca, #iostoconpeppe, ha già vinto?
Giuseppe Sacco con Francesco Rocca e Rossella Chiusaroli

«Parla da solo il ritorno di immagine per la città, ma anche le porte aperte per tutta una serie di linee di finanziamento dedicate. Quantomeno questo ci consentirà di avere benefici di natura economica. Ma ce la giochiamo, perché il nostro è un ottimo progetto. Si fonda sul parallelismo tra Cicerone, San Tommaso d’Aquino e San Benedetto da Norcia. È una candidatura dei territori, di tutto il Basso Lazio».

I sondaggi di queste ore dicono che Forza Italia è in ripresa: perché lei ci aveva scommesso?

«Mi sono sempre collocato in un’area moderata del Centrodestra. Oggi quel contenitore si chiama Forza Italia. Credo inoltre che a breve si trasformerà in una vera area moderata di Centrodestra. È un progetto che darà voce alle anime centriste tendenti a destra. Mi sento di appartenere a quella parte politica, ma la mia candidatura è anche e soprattutto quella di un intero territorio, se lo vuole».

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