Chiaro e (Ro)tondo: io difeso solo da Gianluca Quadrini

Il sindaco di Pontecorvo non accetta i segnali di tregua inviati da Fazzone. Nuovo scontro frontale. Con il Regionale ed i triumviri provinciali. "Promossa gente che non ha nemmeno la tessera ed ha fatto cadere un nostro sindaco”

Niente ramoscello d’ulivo, preferisce il Kalashnikov il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo. E possibilmente anche qualche cassa di esplosivo. Non accoglie per niente i segnali inviati dal Coordinatore regionale del suo Partito, Claudio Fazzone. Non più tardi d’un paio di giorni fa gli ha consigliato la moderazione, suggerendo di riportare il dibattito politico all’interno degli argini di Forza Italia e nei confini dei suoi organismi dirigenti. Invece no: la risposta del sindaco è un assalto con la baionetta tra i denti. Al quale si aggiunge anche il coordinatore provinciale dei Seniores azzurri.

Non mi avete voluto, non mi volete

Anselmo Rotondo

A scatenare la polemica sono stati i mal di pancia politici di Anselmo Rotondo. Non condivide l’impronta data da Claudio Fazzone a Forza Italia in provincia di Frosinone. Si sente snobbato dal Partito. Per questo reclama una riunione dei quadri provinciali e chiede l’avvio del percorso che porta al Congresso. Nel quale ricostruire gli organi elettivi e mettere fine al commissariamento. Che in provincia dura da quando Tommaso Ciccone ha lasciato la Segreteria. (Leggi qui L’ultimatum di Rotondo a Claudio Fazzone).

Il senatore Claudio Fazzone aveva risposto ricordando al sindaco tre cose. La prima: non c’è bisogno di eleggere un coordinatore perché c’è già un Commissario provinciale ed è proprio lui. La seconda: la riunione dei quadri c’è stata ed è stato Anselmo Rotondo a snobbarla. La terza: Forza Italia in questi 25 anni non ha snobbato il sindaco, come dimostrano le sue due candidature a Pontecorvo e l’elezione a consigliere in Provincia. (leggi qui Fazzone impugna l’estintore: “Anselmo, vai piano”).

Ora Anselmo Rotondo ribatte. «Alla riunione dei Quadri non ho partecipato perché l’invito mi è stato fatto alle ore 13 dal sub commissario Rossella Chiusaroli e l’appuntamento era per le ore 16. Dovreste sapere che un sindaco ha giusto qualche impegno e se non lo avessi avuto ho sempre un’attività che devo partare avanti. Se davvero mi volevate a quella riunione me lo dicevate qualche ora prima». (Leggi qui Via a Forza Italia 4.0: è quella di Fazzone).

Se sono un problema me ne vado

Gianluca Quadrini e Anselmo Rotondo

Il sindaco non sente di dover dire grazie a Forza Italia per le candidature a Pontecorvo ed in Provincia.

«La prima candidatura a sindaco non me l’ha data né Claudio Fazzone né Forza Italia: l’ho costruita io con la mia storia e la mia serietà. La città mi ha chiesto di candidarmi. La seconda candidatura, allo stesso modo, me la sono costruita con cinque anni di buona amministrazione».

C’è qualche scheletro nell’armadio. «Non tutti volevano la mia seconda candidatura. La Lega lo ha detto con chiarezza: ha posto una pregiudiziale sul mio nome. E l’unico che ha battuto i pugni sul tavolo per difendere la mia candidatura è stato Gianluca Quadrini che ora avete messo da parte e non si capisce bene il perché».

E la candidatura alle Provinciali? Anselmo Rotondo non è affatto convinto che Forza Italia gli abbia fatto un piacere. Semmai pensa il contrario. «Nel 2016 è vero che Forza Italia mi candidò alla Provincia e mi sostenne. Ma quella candidatura mi è stata imposta perché in quel periodo non c’erano altri candidati spendibili: è vero che Mario Abbruzzese mi sostenne ma mi impose la candidatura ed io accettati per disciplina».

Una cosa sta di traverso sullo stomaco di Rotondo: «Oggi è stata creata una nuova classe dirigente affidando incarichi a chi ha fatto cadere l’amministrazione di centrodestra della città di Cassino ed a chi nemmeno ha la tessera del nostro Partito». Il riferimento è a due dei tre sub commissari provinciali: Rossella Chiusaroli fu determinante per la caduta del sindaco di Forza Italia Carlo Maria D’Alessandro; Daniele Natalia «non mi risulta che abbia la tessera, non è negli elenchi dei tesserati».

Infine, Rotondo mette le cose in chiaro. «Ho visto il trattamento che avete riservato a Quadrini. Se volete fare la stessa cosa pure con me, ditelo perché altrove sono certo che apprezzeranno il mio consenso».

Non solo Rotondo, pure i seniores

Quadrini, Tajani e Fazzone

Rincara la dose Bruno Quatrana, coordinatore provinciale dei Seniores. In una lettera aperta al senatore Claudio Fazzone gli chiede «come sia possibile che all’ interno del partito, in Provincia di Frosinone, si sia potuta creare una spaccatura che vede diviso il gruppo dirigente».

Bruno Quatrana è uno dei sostentori del vice coordinatore regionale sospeso sine die Gianluca Quadrini. «Una figura, quella di Quadrini, che si è distinta perché con determinazione é riuscito a mettere in piedi un partito aggregando quanti di loro credono fortemente e fermamente nei valori di Forza Italia, compreso gli amministratori, che hanno deciso di seguirlo nonostante svariati richiami».

A proposito della sospensione: «Quadrini non può essere accusato di aver diviso ma al contrario. I consensi che hanno sancito la sua nomina sono stati tali da mettere Lei, Senatore, di fronte allo stupore di avere nel partito una persona forte ed ambiziosa tanto da stopparlo, forse per un suo tornaconto politico personale. Noi non siamo disponibili ad accettare provvedimenti che tentano di azzerare tutto. Chi come me ha tanti anni di militanza in politica riesce a capire dove si vuol arrivare prima ancora che si agisca». 

L’impressione è che lo scontro sia appena all’inizio.

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