I rottamatori ed i nuovi equilibri interni

Come cambiano gli equilibri e gli scenari in provincia di Frosinone dopo il risultato delle elezioni ad Ostia ed in Sicilia. Tra rottamatore e rottamati

«Lo so, le lacerazioni sono fresche e i rapporti complicati. Ma si può avere per una volta un approccio pragmatico? Il nuovo sistema di voto porta a costruire delle alleanze. Nei trecento collegi uninominali, dove vince chi prende un voto in più degli altri, questo campo non sarebbe competitivo se si presentasse diviso. Eppure questo campo esiste. Perciò rivolgo un appello a chi di questo campo è parte: per quanto sia attraversata da forti divisioni, è un’area che ha sostenuto i governi Letta, Renzi e Gentiloni, amministra insieme regioni e comuni». Dario Franceschini, ministro della cultura, è l’azionista di maggioranza dei gruppi parlamentari del Pd, il capo di una delle correnti più forti che ha sostenuto la rielezione di Matteo Renzi alla segreteria del Partito.

Ormai le sconfitte e i passi falsi di Renzi non si contano più: le amministrative di Roma e Torino, la catastrofe del referendum di quasi un anno fa, le elezioni comunali dell’estate scorsa, il pugno di ferro che ha provocato la scissione dei dalemiani e dei bersaniani, il precipitoso “pollice verso” nei confronti del Governatire di Bankitalia Ignazio Visco (confermato poi da Paolo Gentiloni con la “benedizione” del presidente della Repubblica Sergio Mattarella).

Oggi Matteo Renzi per restare segretario del Pd ha una sola strada: ascoltare le varie correnti. Fino probabilmente a rimanerne “prigioniero”. In provincia di Frosinone cosa potrebbe succedere?

Al tavolo delle candidature per Camera, Senato e Regioni siederanno i generali delle legioni renziane: Dario Franceschini, Luca Lotti, Maria Elena Boschi, Matteo Orfini.

Ma non solo: anche quelli delle truppe di Andrea Orlando e Michele Emiliano.
In provincia di Frosinone i plenipotenziari sono: Francesco De Angelis (Orfini), Francesco Scalia (Lotti), Nazzareno Pilozzi (Boschi), Simone Costanzo (Franceschini), Salvatore Fontana (Emiliano).

Per gli orlandiani i nomi sono diversi: Luca Fantini su tutti. Ma anche Norberto Venturi, che peraltro può sviluppare un asse con Salvatore Fontana.

Le candidature dovranno essere mediate al proprio interno, tra collegi uninominali e listini bloccati. La condizione preliminare della priorità ai tre uscenti (Scalia, Pilozzi, Spilabotte) più De Angelis non è più così scontata. Stesso ragionamento alla Regione per Mauro Buschini e Marino Fardelli.

Questo è il minimo, perché se davvero il Pd vorrà procedere con le alleanze, allora al tavolo successivo dovranno essere invitati anche Alfredo Pallone (Alternativa Popolare), Gian Franco Schietroma (Psi), Daniela Bianchi (Insieme per il Lazio), Massimiliano Massimi (Articolo 1 Mdp), Oreste Della Posta (Pci), Paolo Ceccano (Rifondazione Comunista). Quindi l’intero “pacchetto” dovrà essere sottoposto ai rispettivi livelli regionali e nazionali. Questo significa che bisognerebbe iniziare a mediare subito e continuare sempre, anche a Natale, Capodanno ed Epifania.

La storia si ripete con frequenze cicliche sistematiche e insegna che Robespierre finì sotto la ghigliottina che egli stesso aveva introdotto per sterminare l’ancien regime.
Oggi, più semplicemente, i rottamatori sono stati rottamati. Solo che adesso c’è il deserto.

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