Rousseau, via libera al nuovo governo M5S-Pd: 79,3% si

La piattaforma Rousseau ha detto si. Via libera al nuovo governo M5S - Pd. A favore il 79,3%. Contrari il 20,7% Hanno votato oltre 79mila

La piattaforma Rousseau ha detto si. Via libera al nuovo governo M5S – Pd. A favore il 79,3%, contro il 20,7%. Hanno votato in 79.634 iscritti. L’avvocato Giuseppe Conte domani mattina salirà al Quirinale per sciogliere la riserva: entro sera potrebbe tenersi il giuramento del nuovo Governo.

L’esito della consultazione è stato annunciato da Luigi Di Maio, con una conferenza stampa a Montecitorio. Che è servita al vicepremier uscente per riprendersi la scena politica: ha rivendicato il merito del risultato, il lavoro avvenuto in questi giorni per la costruzione del dialogo. Ha spiegato le sue impuntature, necessarie per ottenere che alcuni temi chiave per i 5 Stelle entrassero nel programma di governo.

Perché ho alzato la voce

«Quei venti punti su cui ho alzato la voce, e magari a qualcuno non è piaciuto il tono, sono entrati tutti. C’è il taglio dei Parlamentari, mancano due ore per una riforma storica». Cita la nuova legge di Bilancio «che dovrà avere al centro i cittadini, l’ambiente».

Il rapporto con Giuseppe Conte? Sereno, leale: Luigi Di Maio lascia intuire che davvero il premier ha cercato di fargli scudo, come più di qualcuno ha raccontato in questi giorni. Al punto che lo ringrazia pubblicamente. «A lui mi lega un sentimento di grande amicizia e non solo di stima. Ed a lui riconosco un ruolo di garante».

La sciabolata a Salvini

Poi Luigi Di Maio rifila una sciabolata all’ex alleato Matteo Salvini. «Potevi esserci tu, hai deciso di metterti da parte».

Spiega che il Movimento 5 Stelle non voleva un governo a tutti i costi. «E ora che sappiamo che i nostri iscritti, la stragrande maggioranza, l’80% ha votato per questo governo, posso dirvi che siamo contenti del lavoro svolto in questo mese, del lavoro portato avanti per mettere una toppa a delle irresponsabilità che di certo non sono state le nostre».

È solo il primo colpo di assaggio. Per Luigi Di Maio gli italiani «si sono trovati in una crisi causata da un gesto irresponsabile della Lega, di Matteo Salvini che non credo potrà tanto lamentarsi in futuro».

Poi l’affondo finale. Riferendosi direttamente a Salvini domanda «Come farà a lamentarsi di quello che farà questo governo, se ci potevi stare al governo e hai deciso di metterti da parte…».

Ma come, da destra a sinistra con tanta disinvoltura? Il vicepremier uscente ricorda ancora una volta che il M5S non è né di Destra né di Sinistra ed è nato apposta per scardinare il sistema. Altrettanto sarà il nuovo Governo: «Non sarà un governo di destra o di sinistra ma un governo che deve fare le cose giuste».

Zingaretti: Andiamo a cambiare l’Italia

Il risultato è arrivato un’ora e 26 minuti dopo la chiusura delle votazioni sul web. Scatenando per questo le ipotesi più disparate. Solo più tardi si saprà che quel ritardo era dovuto alle procedure di certificazione.

Il Partito Democratico durante l’attesa non ha mostrato il minimo segno di preoccupazione. Il capogruppo al Senato Andrea Marcucci ed il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, uscendo dal Nazareno hanno parlato al futuro. «Resterò al mio posto di capogruppo, non andrò a fare il ministro» ha detto il primo; «Non rispondo a domande sui nomi» ha detto il secondo. Nessuno dei due ha detto “Vediamo cosa esce dalle urne digitali di Rousseau”.

Mentre la conferenza di Luigi Di Maio era ancora in corso, Nicola Zingaretti ha postato una dichiarazione sul suo profilo Facebook. «Con la chiusura del lavoro programmatico si è fatto un altro passo avanti per un Governo di svolta. Ridurrre le tasse sul lavoro, sviluppo economico, green economy, rilancio di scuola, università e ricerca, modifica radicale dei decreti sicurezza. Ora andiamo a cambiare l’Italia“.

La reazione di Salvini

Snobba la nascita del nuovo Governo, Matteo Salvini. Con una diretta Facebook ha detto «Il governo delle poltrone dura poco, non possono scappare dal voto per sempre. Io ho rispetto per i 60mila che sono andati a votare su Rousseau. Ma avrei preferito che la domanda fosse rivolta ai 60 milioni di italiani. In ogni caso: a testa alta, pronti a difendere gli Italiani e a tornare a vincere! Onore e dignità valgono più di 100 ministeri. Noi mai col PD».

La previsione di Biondo

Il risultato era stato previsto già in mattinata dall’ex capo della Comunicazione del M5S Nicola Biondo: «Scommetterei un 65% a favore del  governo ed un 35% contro». La sua chiave di lettura del risultato a favore dei Si è legata al fatto che «con il voto su Rousseau, Davide Casaleggio ha voluto  dimostrare di essere il padrone della baracca, ha promesso che vincerà il sì e così il prezzo si è alzato. Altro che esercizio di  democrazia».

«Con il  voto su Rousseau – ha spiegato Biondo – Casaleggio ha alzato la posta, ha  un interesse primario a restare al governo. Perché da quando il  Movimento è a Palazzo Chigi, la Casaleggio Associati ha triplicato il  fatturato».

Lì sarebbe maturata la sconfitta definitiva di Luigi Di Maio. Per l’ex capo della Comunicazione dei 5 Stelle «La trattativa Stato-Casaleggio ha prodotto già una prima  vittima, Luigi Di Maio, e produrrà ancora molti altri effetti. Davide  sta parlando con tutte le anime del Pd, ha parlato anche con Nicola  Zingaretti, e per trasparenza il segretario del Pd dovrebbe dire di  cosa hanno parlato. Il prezzo da pagare per l’avvio del governo?  Sicuramente mettere all’angolo Matteo Salvini».

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