Ruberti in partenza, non arriva Venafro

Il neo sindaco Roberto Gualtieri prepara la macchina politica ed amministrativa della Capitale. Dalle Regione Lazio arriva Albino Ruberti. Forse Eugenio Patané il giunta. Alla cultura un esterno. Che non sarà Melandri. Le linee anticipate da Casu

Roberto Gualtieri nella stanza del sindaco di Roma a studiare bilanci e strategie di rilancio della Capitale; Albino Ruberti nella stanza accanto, nel ruolo di Capo di Gabinetto a coordinare la macchina amministrativa: esattamente come ha fatto in questi tre anni con Nicola Zingaretti in Regione Lazio. Il Governatore ha già dato il disco verde al suo strategico uomo macchina. Diventerà la cinghia di trasmissioni tra le decisioni politiche del sindaco e la macchina amministrativa che dovrà realizzarle.

Il trasferimento di Albino Ruberti al Campidoglio è questione di ore. L’annuncio verrà fatto dal sindaco Roberto Gualtieri insieme a quello della sua Giunta e dello staff. Nel quale – sempre stando alle indiscrezioni – ci sarà anche il consigliere uscente Giulio Bugarini che assumerà le funzioni di Capo della Segreteria Particolare.

Escluso che sulla rotta d’ingresso alla Regione possa esserci il già capo di Gabinetto Maurizio Venafro: riabilitato al termine di sei anni di processo che l’hanno visto completamente scagionato da ogni accusa (era sospettato di irregolarità in alcune promozioni). Gli addetti ai lavori assicurano che abbia altre prospettive.

Le ipotesi sulla Giunta

Eugenio Patané

Dalla Regione Lazio potrebbe fare le valigie anche Eugenio Patané, presidente della Commissione Infrastrutture: andrebbe in Comune per ricoprire la delega di Assessore ai Trasporti.

Roma punterà all’Expo 2030 con l’ondata di lavori che potranno consentirle di rifarsi il trucco, riorganizzarsi, prepararsi a mettersi in mostra per l’esposizione mondiale. Uno dei ruoli più importanti del futuro esecutivo sarà l’assessorato al Bilancio: le indiscrezioni della giornata indicano il nome di del professor Marco Simoni, docente di Economia politica alla Luiss e già al fianco di Gualtieri nella stesura del programma.

In Giunta potrebbe entrare il Consigliere d’Amministrazione della Rai Francesca Bria: romana, è stata nella giunta della sindaca di Barcellona Ana Colau. Per lei si parla della delega all’Innovazione tecnologica

Le regole non scritte vogliono che al candidato più votato venga riconosciuto o un assessorato o la Presidenza dell’Aula: in questo caso andrebbe a Sabrina Alfonsi già presidente del I Municipio. Il secondo per preferenze è stato Maurizio Veloccia, la sua collocazione dipenderà dalla prima scelta fatta da chi è arrivato davanti a lui per numero di consensi.

Il consigliere Giulio Pelonzi, capogruppo uscente, potrebbe andare a guidare l’Urbanistica. Un secco no è arrivato da  Giovanna Melandri: “Il mio posto è al Maxxi“, non sarà lei a guidare la Cultura. Si ipotizza una nomina esterna: il nome che circola è quello di Pino Battaglia, storico collaboratore del ministro Dario Franceschini

Nelle liste del Centrosinistra al di fuori del Pd il più votato è stato Giovanni Caudo, per lui si ipotizza un incarico più tecnico.

Si parte dalle periferie

Roberto Gualtieri e Nicola Zingaretti

Sull’azione amministrativa del sindaco Roberto Gualtieri fornisce qualche indizio il neo deputato Pd Andrea Casu, già segretario del Partito a Roma. Dai microfoni di Radio Cusano Campus ha detto che la nuova amministrazione dovrà avere particolare attenzione alle periferie. “Quando le periferie sono ridotte in condizioni di abbandono, è chiaro che molti cittadini sono sfiduciati– ha affermato Casu- Noi abbiamo cercato di ripartire con umiltà, ammettendo anche gli errori che abbiamo commesso in passato. Ma cercando di stringere un patto con i cittadini che ci ha consentito di conquistare consensi.

Fine della stagione degli scaricabarile. “Il peggior vizio di chi arriva a governare è quello di scaricare la responsabilità sugli altri, serve un’assunzione di responsabilità collettiva verso i problemi della capitale“. Sul centrosinistra. “Siamo dentro una trasformazione profondissima e non dobbiamo commettere l’errore di guardare le categorie politiche del post covid con le divisioni, le distanze e gli schemi politici che c’erano nel mondo pre-covid”.

Partendo da Roma si va verso un nuovo Ulivo. “Il segretario Letta ha presentato l’idea di costruire un nuovo centrosinistra, dando vita ad un nuovo Ulivo e rivolgendosi a quelle forze come il M5S con cui abbiamo condiviso l’esperienza del governo Conte 2. E con cui oggi condividiamo quella del governo Draghi. E ci rivolgiamo anche a coloro che a Roma hanno votato Carlo Calenda. Questo è l’unico modo per vincere le elezioni e poter governare i processi, perché i cittadini delle divisioni del centrosinistra non ne possono più“. 

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